La gravidanza o gestazione è una condizione fisiologica della donna e non una malattia come spesso viene percepita. Dovrebbe essere uno dei periodi più belli che una donna possa vivere, ma purtroppo non sempre è così e ciò può dipendere da problemi legati ad alcune patologie che possono insorgere, anche di carattere psicologico. Durante questo capitolo cercheremo di analizzare la gravidanza sia dal punto di vista anatomo-fisiologico che da quello psicologico.

Il termine gravidanza deriva dal latino “gravidus” che significa gravato, appesantito, volendo intendere che la donna in gravidanza è “gravata” da un peso, il frutto della gestazione che porta nel proprio utero. La gravidanza inizia con la fecondazione della cellula uovo e ha termine con il parto, la durata complessiva, calcolata dall’ultima mestruazione, è di circa 280 giorni o 40 settimane che corrispondono ai più noti nove mesi di gestazione.

Durante questo periodo avvengono diversi cambiamenti anatomo-fisiologici oltre quelli inerenti allo sviluppo embrio-fetale e placentare. Queste modificazioni riguardano gli organi genitali e gli organi e apparati extra genitali, dando luogo a fenomeni gravidici locali e fenomeni gravidici generali. Iniziamo ad analizzare i fenomeni gravidici locali che riguardano principalmente l’utero. All’inizio della gravidanza l’utero si presenta con una lunghezza di circa 7 cm e una cavità di circa 3 cm3, a fine periodo la lunghezza totale raggiunge i 33-34 cm con un volume di circa 5000 cm3.

L’accrescimento anatomico riguarda la mucosa dell’endometrio, il rivestimento interno dell’utero, e del miometrio consistente nella tunica muscolare dell’utero, costituita da fibrocellule muscolari lisce disposte a strati. L’accrescimento dell’utero si ha già nei primi giorni della gravidanza, raddoppiando dopo le prime quattro settimane per triplicarsi alla fine del terzo mese. Fino alla fine del terzo mese l’utero è ancora un organo pelvico, mentre dal quarto mese, grazie all’innalzamento dello stesso nell’addome, diviene un organo addominale raggiungendo, intorno al 5°-6° mese, l’altezza dell’ombelico.

Anche la vagina e i genitali esterni subiscono delle profonde modificazioni, la mucosa vaginale diviene più soffice acquisendo un colorito bluastro, la cute vulvare e l’areola mammaria subiscono una iperpigmentazione tipica della gravidanza. L’ovaio fino al 5° mese presenta il corpo luteo gravidico, sostituito poi dal corpo albicans, consistente in una cicatrice di colore biancastro. I fenomeni gravidici generali interessano tutti gli organi e apparati, tra cui il sangue, l’apparato cardiocircolatorio, l’apparato respiratorio, l’apparato urinario, l’apparato digerente, il metabolismo e il sistema endocrino.
Nel sangue si ha una lieve anemia, dovuta alla diminuzione della concentrazione del ferro ematico, la sideremia. La sideremia esprime la qualità del “ferro circolante” o meglio del ferro legato alla transferrina, proteina responsabile del trasporto dello stesso, diminuzione che riguarda anche la concentrazione dell’emoglobina e dei globuli rossi. La diminuzione dei globuli rossi mediamente scende da 4.500.000 a circa 3.750.00/mm3. I globuli bianchi invece hanno un incremento da 5-8000/mm3 a circa 10-15000/ mm3, aumentando così l’azione linfocitaria degli stessi. Anche il plasma subisce modificazioni, principalmente a carico dei fattori della coagulazione, infatti si riscontra un’aumentata ipercoagulabilità, la quale potrebbe dare luogo a trombosi venose.
Per quanto riguarda l’apparato cardiocircolatorio un ruolo importante lo riveste il cuore che è costantemente sottoposto ad un maggior lavoro. Le aumentate richieste di ossigeno interessano sia gli organi interni che il feto stesso, con un conseguente aumento della frequenza cardiaca e la relativa gittata sistolica (la gittata sistolica è la quantità di sangue espulsa dal cuore ad ogni sistole), di conseguenza ci sarà un aumento della gittata cardiaca (la quantità di sangue pompata dal cuore in un minuto), che raggiungerà il suo culmine intorno al 7°-8° mese. A causa dell’aumentata attività cardiaca si potrebbe presentare una modesta ipertrofia cardiaca soprattutto a carico del ventricolo sinistro. Generalmente la pressione arteriosa non subisce modificazioni rilevanti, è più probabile che si verifichi un rallentamento della circolazione venosa a livello degli arti inferiori comportando la comparsa delle varici, più comunemente dette vene varicose e/o trombosi venose (dovute alla già menzionata ipercoagulabilità del sangue). La stasi venosa che viene a crearsi è dovuta alla compressione delle vene iliache per la compressione dell’utero gravido che ostacola il deflusso del sangue dagli arti inferiori e in parte dalla diminuzione del tono venoso, connesso all’aumentata concentrazione del progesterone. Le modificazioni a carico dell’apparato respiratorio riguardano la spinta del diaframma verso l’alto, dovuto all’aumento del volume dell’utero. La respirazione diventa così costale, in pratica le costole si sollevano inibendo la mobilità del diaframma. La frequenza degli atti respiratori aumenta in rapporto al maggior consumo di O2.
L’apparato urinario risente dell’aumento del progesterone che determina spesso una riduzione della motilità delle vie urinarie e l’insorgere di una stasi urinaria, condizione che potrebbe far insorgere delle infezioni a livello della vescica, le cistiti. I reni sono sottoposti a un iper-lavoro e il flusso ematico renale aumenta di circa il 30%. L’apparato digerente presenta spesso forme di stipsi legate alla compressione dell’utero e alla ridotta peristalsi intestinale. Il fegato, se sano, non risente del maggior impegno gravidico non compromettendo così la sua funzionalità. Per quanto riguarda il metabolismo, vi è un aumento dei processi anabolici con un conseguente aumento di peso, con un incremento di circa 1 kg al mese fino a fine gestazione. L’incremento è dovuto alla formazione del feto, agli annessi fetali, allo sviluppo uterino e anche alla ritenzione idrica e all’accumulo di pannicolo adiposo. Spesso si presenta un aumento dell’appetito e la modifica dei comportamenti alimentari dovuti a cambiamenti nella percezione dei gusti. Le modificazioni del gusto e dell’olfatto sono principalmente legate alle variazioni ormonali in corso. Ricorrenti sono le così dette “voglie” di cibi particolari. Nelle credenze popolari si riteneva che non soddisfare le voglie potesse generare la comparsa di macchie cutanee sul bambino, di forma e colore del cibo desiderato e non ottenuto. Naturalmente si tratta di una convinzione del tutto errata, non esiste nessun collegamento tra le macchie cutanee e la voglia di cibi particolari, di fatto le macchie più scure sono riconducibili alla melanina, mentre quelle più chiare, le voglie di vino e di fragola, sono legate ai capillari. Le voglie più comuni sono legate a cibi ricchi di carboidrati o molto saporiti, ma anche a cibi freschi come frutta e verdura.

Soprattutto nel primo trimestre possono comparire fenomeni di nausea e vomito, principalmente al mattino. Per quanto riguarda il sistema endocrino, si ha un aumento del volume e della funzionalità di quasi tutte le ghiandole endocrine, tra cui l’ipofisi, la tiroide che induce l’aumento del metabolismo basale, le paratiroidi che aumentano la mobilizzazione del Ca, i surreni con la iperproduzione di aldosterone causando la ritenzione idrica e sodica, le ovaie che per la presenza del corpo luteo gravidico induce alla produzione del progesterone che regredisce dal 5° mese a causa della presenza dell’attività della placenta. Da sottolineare sono la secrezione e produzione di ormoni da parte delle cellule che vanno a costituire gli annessi fetali, il corion, il sincizio trofoblastico e la placenta. La gonadotropina corionica (HCG) prodotta dal corion inizia la sua attività sin dalle prime settimane di gravidanza, sostituendosi all’ormone leuteinizzante ipofisario (LH) per sviluppare la stimolazione del corpo luteo gravidico, cha a sua volta secerne progesterone. La presenza di questo ormone nel sangue e nelle urine è indice della gravidanza in corso, per questo motivo viene ricercato nelle diagnosi precoci di gravidanza. La sua presenza è indice di vitalità del feto, nel caso in cui l’HCG dovesse scomparire significherebbe che il feto non è più vitale. L’HPL (ormone lattogeno placentare), viene prodotto dalla placenta, stimola la lattazione e lo sviluppo del corpo luteo e l’accrescimento del feto in quanto è simile al GH (ormone della crescita). Scompare subito dopo il parto e la sua presenza nel sangue è un buon indice della funzionalità placentare. Il progesterone viene prodotto dal corpo luteo gravidico fino al 5° mese, successivamente la produzione avviene attraverso la placenta. Il progesterone favorisce lo sviluppo della mucosa uterina e il rilassamento della muscolatura liscia di vari organi. Stimola la proliferazione delle ghiandole mammarie, in particolare degli acini ghiandolari, preparandole alla produzione del latte materno. La produzione degli estrogeni prodotti dalle ovaie e dal trofoblasto, modificano il metabolismo durante la gravidanza, provocando la ritenzione idrica e salina e stimolano lo sviluppo dei dotti galattofori. Il trofoblasto è un tessuto cellulare che ha lo scopo di nutrire l’embrione, inoltre da origine alla placenta e agli annessi embrionali, anche se non partecipa alla costituzione dell’embrione. Un ormone di notevole importanza prodotto dalla neuro-ipofisi è l’ossitocina, alla fine della gravidanza stimola le contrazioni dell’utero così da favorire il parto. L’ossitocina riveste un ruolo importantissimo nella fase dell’allattamento in quanto stimola l’eiezione dello stesso grazie alla stimolazione delle contrazioni dei dotti galattofori. Durante l’allattamento un altro ormone, secreto dall’ipofisi anteriore, stimola la secrezione del latte materno, la prolattina. La PRL (prolattina) è un ormone polipeptidico di 199 amminoacidi, secreto dalle cellule lattotrope dell’ipofisi anteriore. Promuove principalmente la lattazione in quanto, l’atto di succhiare la mammella della madre da parte del bambino, aumenta la secrezione di prolattina garantendo così la lattazione alle necessità del bambino.

Durante la gravidanza avvengono delle modificazioni fisiologiche che possono far insorgere alcune patologie in donne predisposte o aggravare le condizioni di donne già affette da malattie. Il diabete è quella più comune, dovuta alle modificazioni ormonali che avvengono durante la gestazione. L’iperglicemia che si presenta potrebbe sfociare in diabete mellito nelle gestanti predisposte geneticamente o aggravarne lo stato. Particolare attenzione va rivolta al cuore e al sistema cardiaco, sottoposto a notevoli sforzi, in special modo durante il travaglio, con la conseguenza di un possibile peggioramento della situazione. Non sono da sottovalutare i problemi respiratori, renali, epatici, digestivi, ecc. che potrebbero aggravarsi a causa dell’impegno a cui il fisico deve sottoporsi. Anche patologie pregresse possono interferire con il naturale sviluppo del feto; ad esempio il diabete potrebbe portare il feto ad un eccessivo sviluppo dando luogo ad una patologia chiamata “macrosomia fetale”, che potrebbe richiedere un parto cesareo per le eccessive dimensioni del feto. L’alimentazione, l’alcool, il fumo e i farmaci possono interferire con il normale e fisiologico accrescimento fetale. Inoltre, alcune infezioni virali o batteriche possono portare all’insorgenza di gravi deformazioni o all’aborto. Una particolare attenzione deve essere data alle gestosi, patologie della gravidanza, che si distinguono in: gestosi precoce, gestosi tardiva e eclampsia convulsiva. La gestosi precoce si presenta nel primo trimestre, consiste in una serie di disturbi vegetativi, tra cui il più diffuso è il vomito. Le cause di questa gestosi potrebbero rientrare in un quadro di tipo ormonale o psicologico. Più importante è la gestosi tardiva, che si presenta sempre nel primo trimestre, e che comporta delle possibili conseguenze pericolose per il feto e per la madre. Durante la gestosi tardiva compaiono tre sintomi caratteristici, l’ipertensione arteriosa, gli edemi e la proteinuria. Nel paragrafo precedente abbiamo già visto che può comparire una leggera ipertensione arteriosa rispetto ai valori registrati prima della gravidanza, ma nel caso di gestosi l’aumento è più consistente, pari a 30 mmHg rispetto ai valori di riferimento, raggiungendo valori superiori ai 140 mmHg di massima e 90mmHg di minima. L’aumento della pressione arteriosa è dovuto ad una maggiore sensibilità della muscolatura liscia delle arteriole agli ioni di Na, naturalmente si consiglia una dieta povera di sodio (Na).
Durante la gravidanza si ha una fisiologica ritenzione idrica, ma quando la presenza degli edemi diventa eccessiva, potremmo avere a che fare con uno stato di gestosi. Gli edemi si presentano sulle mani, sulle caviglie, sul viso soprattutto sotto le palpebre, per estendersi nei casi più gravi con un edema generalizzato. Non vanno confusi con i classici rigonfiamenti alle caviglie (l’edema peri-malleolare), che è tipico delle donne in gravidanza dopo un lungo periodo in piedi.
Il terzo segno della gestosi, come accennato in precedenza, è la proteinuria, consistente nella presenza di proteine nelle urine, che nella gestosi supera il mezzo grammo per litro. Indice di lesione renale, spesso si associa alla riduzione della escrezione urinaria, la oliguria, indizio di una ridotta capacità filtrante dei glomeruli renali. L’oliguria determina la ritenzione idrica e di sodio, aggravando gli stati di ipertensione e la comparsa di edemi. Una complicazione che può originare dalla gestosi è l’eclampsia convulsiva. Si tratta di una grave forma di tossiemia gravidica, caratterizzata da forte cefalea accompagnata da disturbi visivi (visione doppia), dolore epigastrico e vomito improvviso. Nell’aggravamento compaiono stati di sonnolenza, torpore e convulsioni che culminano nel coma con la possibilità di morte per il feto e la madre.

Alla fine della gravidanza vi è un aumento di peso quantificabile in circa 12-14 kg, dovuto in parte alle aumentate dimensioni del feto e in parte da un accumulo di pannicolo adiposo. Per questi motivi è indispensabile avere un’alimentazione varia e controllata, per garantire la buona salute del feto e della futura mamma. La qualità dell’alimentazione materna durante la gravidanza è uno dei fattori che può incidere sullo stato di salute del nascituro e della gestante, per questo è opportuno prestare attenzione alle proprie abitudini alimentari sin dalla prime settimane. Nel caso di una gravidanza programmata sarebbe meglio provvedere sin dal periodo pre-concezionale che dopo il concepimento, in special modo se il bambino verrà allattato al seno. Di seguito alcuni consigli dedicati alle future mamme, con la raccomandazione di consultarsi sempre con il proprio ginecologo e di interessare eventualmente un nutrizionista.
In generale il consiglio è quello di seguire un’alimentazione quotidiana il più varia possibile e che contenga tutti i nutrienti. Fare almeno 4-5 pasti al giorno. Mangiare lentamente, curando bene la masticazione, bere almeno due litri di acqua al giorno, preferibilmente non gassata. Preferire gli alimenti freschi per mantenere inalterato il contenuto di vitamine e sali minerali. Consumare le carni sempre ben cotte, mentre per il pesce, preferire la sogliola, il merluzzo, il nasello, la trota, l’orata, cucinati al vapore, al cartoccio, al forno o in umido. I formaggi, anche se grassi, apportano buone quantità di proteine e calcio, in questo caso preferire i formaggi magri. Importantissime sono la frutta e la verdura, avendo l’accortezza di lavarle in maniera molto accurata. Da limitare saranno tutte le così dette nervine, come il caffè e il tè. La caffeina contenuta nel caffè o nel tè, ma anche la cioccolata o la Cola, hanno la particolarità di attraversare la placenta. Inoltre, durante la gravidanza, il metabolismo della caffeina è rallentato di circa 15 volte, rendendo le mamme molto più sensibili alla sostanza. Limitare il sale preferendo quello iodato in quanto, durante la gravidanza, il fabbisogno di iodio aumenta. Gli zuccheri svolgono un ruolo importante ma è utile limitare l’uso di zuccheri semplici, come ad esempio i dolci, preferendo i carboidrati complessi, come la pasta ed il pane.

Non superare la dose di due uova a settimana, ben cotte e avendo l’accortezza di lavare il guscio e le mani dopo averle maneggiate. Limitare i grassi, specialmente quelli di origine animale e i saturi, preferendo l’olio extra vergine di oliva. Da evitare assolutamente l’alcol in quanto arriva dopo pochi minuti, attraverso il flusso ematico, al feto. Il feto non ha ancora gli enzimi adatti alla metabolizzazione dell’alcol, così che i cataboliti che si andranno a formare si accumuleranno nel suo sistema nervoso con il reale rischio di danneggiarlo.
Il pavimento pelvico è una regione muscolare di forma romboidale che si estende dalla sinfisi pubica al coccige, chiudendosi in basso nella cavità addomino- pelvica, circondando e sostenendo l’uretra, la vescica e la vagina fino all’apparato ano-rettale, mentre lateralmente i confini sono individuabili a livello delle tuberosità ischiatiche. Essendo una regione relativamente nascosta del nostro corpo è stata per lungo tempo ignorata, anche in virtù del suo stretto legame con la sessualità e quindi con i tabù ad essa connessi. I recenti studi hanno invece sottolineato l’importanza di questa regione e del suo profondo significato, sia dal punto fisiologico che psicologico. Nella gravidanza un pavimento pelvico tonico evita le possibili lacerazioni perineali del parto e le conseguenze legate all’episiotomia.

L’episiotomia è un intervento chirurgico finalizzato a facilitare il passaggio del feto durante il parto vaginale. L’intervento prevede l’incisione del perineo, regione compresa tra la vulva e l’ano, così da aumentare la distensione dell’orifizio vaginale.

Per riconoscere il pavimento pelvico bisogna analizzare alcune componenti anatomico-fisiologiche che lo contraddistinguono. Il diaframma pelvico è lo strato più interno, formato dall’elevatore dell’ano con i fasci ilio-coccigei, pubo-coccigei e ischio-coccigei. L’insieme di questi fasci formano, in ambo i lati, una specie di ventaglio caratterizzato da una sorta di perno comune, il coccige. Le due porzioni dell’elevatore dell’ano, che costituiscono un’unica unità funzionale, sono unite centralmente dal centro fibroso tendineo del perineo, situato tra il canale vaginale e rettale. Sulla linea mediana del diaframma pelvico si trova lo Hiatus Genitale, un’apertura dove passano il retto, la vagina e l’uretra. Lateralmente il diaframma si inserisce lungo l’arco tendineo che scorre dal pube alla spina ischiatica. Sotto al piano dell’elevatore dell’ano si trova la fossa ischio-rettale. Inferiormente all’elevatore dell’ano troviamo il diaframma urogenitale, di forma triangolare nella porzione anteriore del perineo. È delimitato alla base dalla linea bis-ischiatica che idealmente unisce le due tuberosità ischiatiche, i lati sono rappresentati dalle così dette branche ischio-pubiche di destra e sinistra, al vertice troviamo la sinfisi pubica. Del diaframma urogenitale fanno parte il muscolo trasverso profondo del perineo e i legamenti pubo uretrali. Nella linea mediana presenta un’apertura attraverso la quale passano l’uretra e la vagina.
I muscoli degli sfinteri sono quattro, l’ischio cavernoso che va dalla tuberosità ischiatica alla radice del clitoride, il bulbo cavernoso o costrittore della vagina che va dal centro fibroso tendineo del perineo al clitoride; il trasverso superficiale del perineo che va dal centro fibroso tendineo del perineo alla tuberosità ischiatica. La porzione anteriore dello strato degli sfinteri è anche detta loggia bulbo clitoridea e accoglie i corpi cavernosi del clitoride oltre ai bulbi del vestibolo. Di fondamentale importanza sono gli esercizi di Kegel per il rinforzo e il mantenimento del pavimento Pelvico, sia nel periodo pre-gestazionale, che in quello gestazionale e post gestazionale. Gli esercizi di Kegel sono delle semplici contrazioni volontarie dei muscoli del pavimento pelvico che sostengono l’utero, l’uretra, la vescica e il retto. Il nome di questi esercizi deriva dal suo ideatore, il dott. Arnold Kegel, il quale scoprì l’importanza di migliorare il tono muscolare attraverso il rafforzamento dei muscoli del pavimento pelvico. Alcuni fattori possono debilitare i muscoli pelvici come la gravidanza, l’obesità, il sollevamento pesi e la menopausa. L’indebolimento del pavimento pelvico può causare dei riflessi negativi sia sulla sfera fisica che sessuale. L’esecuzione degli esercizi è assolutamente discreta e possono essere eseguiti ovunque e in ogni momento del giorno, in ogni posizione, da seduti, in piedi, sdraiati. L’esecuzione degli esercizi prevede delle semplici regole:
Per riconoscere e identificare il pavimento pelvico provare a interrompere il flusso di urina per alcuni secondi durante la minzione. L’esecuzione regolare di questi esercizi aiuta a sviluppare la capacità di controllo dei muscoli del pavimento pelvico durante il travaglio ed il parto, inoltre sembra che aiutino a ridurre la possibilità dell’insorgenza delle emorroidi durante la gravidanza.
Il sesso in gravidanza non è vietato a meno che non ci siano delle controindicazioni di tipo medico. Durante il primo trimestre la libido femminile potrebbe essere meno accentuata a causa dell’aumento del progesterone e della diminuzione del testosterone, ma anche per la stanchezza e le nausee che in questo periodo si manifestano. Il progesterone, comunque, aumentando la vascolarizzazione, potrebbe favorire la recezione degli stimoli all’interno della vagina, stimolando il punto “G”, donando un intenso e gratificante piacere. Nel secondo trimestre, il desiderio dovrebbe tornare a farsi sentire, complice il fatto di sentirsi più belle; il seno diventa più florido e la pelle più splendente e morbida. Anche psicologicamente ci si sente più sicuri e forti, si ha la sensazione di essere onnipotenti, si sta creando una nuova vita. In questo periodo la sessualità può essere molto appagante. Nel terzo trimestre, l’aumento del volume del feto, la maggiore sensazione di affaticamento e la preoccupazione per il parto imminente, potrebbero frenare il desiderio. La futura mamma, in questo periodo ha più bisogno dell’ascolto e della comprensione da parte del partener che di altro. Alcuni studi dimostrano che il rilascio delle endorfine dovute al coito, provochi una piacevole sensazione di benessere al nascituro.
Con l’aumentare delle dimensioni del feto si verificano delle modificazioni nel baricentro della donna, tanto che circa il 75% delle donne in gravidanza soffre di mal di schiena. La pancia che aumenta di giorno in giorno fa sì che il centro di gravità si sposti in avanti creando una curva lordotica lombare piuttosto accentuata. L’aumento della curva comporta una serie di dolori alla zona lombare e alle spalle che con il passare del tempo potrebbero aumentare, per questo motivo il mantenimento di una corretta postura diviene fondamentale. Le algie posturali devono sempre essere monitorate e mitigate attraverso un allenamento mirato, questo, oltre a ridurre i dolori, eviterà che tali posture scorrette permangano anche dopo la nascita del bambino. Analizziamo le varie posture e dove prestare maggiore attenzione.

La postura in piedi è quella più problematica a causa del cambiamento del centro di gravità e quindi del baricentro, un lavoro di scarico della zona lombare è ideale durante la gravidanza. Nella stazione seduta la colonna vertebrale risente della forza di gravità che gravita perpendicolarmente lungo il rachide, utilizzare un poggiapiedi potrebbe essere una soluzione per scaricare le forze.
Questo articolo è tratto dal libro A scuola di Posturale, pratico manuale di oltre 500 pagine interamente dedicato alla Ginnastica Posturale.
Durante la gravidanza il corpo di una donna subisce numerosi cambiamenti fisiologici che interessano diversi organi e apparati. L'utero aumenta di dimensioni, il sangue diventa più denso, la frequenza cardiaca aumenta e la respirazione si fa più costale. Anche l'apparato urinario, digerente ed endocrino subiscono delle modifiche.
Alcune patologie possono insorgere o aggravarsi durante la gravidanza, come il diabete, problemi cardiaci, respiratori, renali ed epatici. Le gestosi, come la gestosi tardiva con ipertensione, edemi e proteinuria, richiedono particolare attenzione.
L'alimentazione in gravidanza deve essere varia ed equilibrata, ricca di nutrienti essenziali per la salute della madre e del feto. È importante consumare alimenti freschi, carni ben cotte, pesce, frutta, verdura e limitare il consumo di zuccheri semplici, grassi, sale e caffeina. L'alcol è assolutamente da evitare.
Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli che sostengono gli organi pelvici. Un pavimento pelvico tonico è importante durante la gravidanza per prevenire lacerazioni durante il parto. Gli esercizi di Kegel possono aiutare a rafforzare questa muscolatura.
La libido può variare durante la gravidanza a causa dei cambiamenti ormonali e fisici. Nel primo trimestre potrebbe diminuire, per poi aumentare nel secondo e diminuire nuovamente nel terzo. Il sesso in gravidanza non è vietato, a meno di controindicazioni mediche.