L'equilibrio del corpo umano: un viaggio tra muscoli, postura e movimento

Di Glauco Collalti

Questo articolo esplora il complesso sistema muscolare che ci permette di respirare, muoverci e mantenere l'equilibrio. Dalle funzioni dei muscoli del torace e dell'addome alla biomeccanica della postura e del movimento, scopri come il nostro corpo lavora in sinergia per garantire la nostra stabilità e il nostro benessere.

Indice

Muscoli del torace

I muscoli del torace sono coinvolti nel processo della respirazione, sono quattro gruppi che vengono associati con la gabbia toracica. I muscoli scaleni, in associazione al muscolo intercostale esterno, elevano le coste durante l’inspirazione, mentre i muscoli intercostale interno e trasverso del torace abbassano le coste durante l’espirazione forzata. Durante la respirazione la maggior parte dei movimenti sono sostenuti dal muscolo diaframma, muscolo a forma di cupola che quando si contrae si appiattisce leggermente causando un aumento della cavità toracica, dando luogo all’inspirazione.

Muscoli del torace

Tabella muscoli del torace:

MuscoloOrigineInserzioneNervoAzione
DiaframmaCoste inferiori, sterno, colonna lombareCentro frenicoFrenicoInspiratore, abbassa la base del torace
Intercostali
EsterniMargine inferiore di ogni costaMargine superiore della costa sottostanteIntercostaliInspiratori, elevano le coste
InterniMargine superiore di ogni costaMargine inferiore di ogni costaIntercostaliEspiratori, abbassano le coste
Scaleni
AnterioreC3-C6Prima costaPlesso cervicaleEleva la prima costa
MedioC2-C6Prima costaPlesso cervicaleEleva la prima costa
PosterioreC4-C6Seconda costaPlesso cervicale e brachialeEleva la seconda costa
Dentato posteriore
SuperioreC6-T2Coste 2° - 6°Intercostali 1 - 4Eleva le coste superiori
InferioreT11-L2Ultime quattro costeIntercostali 9 - 12Abbassa le coste inferiori ed estende il dorso
Trasverso del toraceSterno e processo xifoideoCartilagini costali 2° - 6°IntercostaliDiminuisce il diametro del torace

Muscoli addominali

I muscoli della parete addominale flettono e ruotano la colonna vertebrale. La contrazione dei muscoli addominali quando la colonna è fissa fa diminuire il volume della cavità addominale e della cavità toracica e può essere d’aiuto nell’espirazione forzata. La particolare architettura a disposizione incrociata dei muscoli addominali crea una solida parete anteriore che contiene e protegge i visceri.

Muscoli addominali

Tabella muscoli addominali:

MuscoloOrigineInserzioneNervoAzione
Anteriori
Retto dell’addomeCresta e sinfisi pubicaProcesso xifoideo e coste inferioriRami dei nn. Toracici inferioriFlette la colonna vertebrale, comprime l’addome
Obliquo esternoCoste 5* - 12°Cresta iliaca, legamento inguinale, guaina del rettoRami dei nn. Toracici inferioriFlette e ruota la colonna vertebrale, comprime l’addome, abbassa le coste (espiratore)
Obliquo internoCresta iliaca, legamento inguinale, fascia lombareCoste 10° - 12°, guaina del rettoRami dei nn. Toracici inferioriFlette e ruota la colonna vertebrale, comprime l’addome, abbassa le coste (espiratore)
Trasverso dell’addomeCartilagini costali 7° - 12°, fascia lombare, cresta iliaca, legamento inguinaleProcesso xifoideo, linea alba, tubercolo pubicoRami dei nn. Toracici inferioriComprime l’addome
Posteriori
Quadrato dei lombiCresta iliaca, vertebre lombari inferiori12° costa, vertebre lombari superioriNn. lombari superioriFlette lateralmente la colonna vertebrale ed abbassa la 12° costa

Equilibrio muscolare

Per definizione si considera in equilibrio un “oggetto”, compreso il corpo umano, che rimane immobile nel tempo. Newton diede una definizione ancora più precisa del concetto di equilibrio con la seconda legge della fisica: 

L’accelerazione di un oggetto è direttamente proporzionale alla forza risultante agente su di esso

 Applicandola al concetto di equilibrio possiamo affermare che un corpo rigido si dice in equilibrio quando la risultante delle forze cade all’interno della base di appoggio
Ciò detto, possiamo considerare l’equilibrio, nell’ambito del corpo umano, come una capacità dettata da qualità specifiche che consentono il mantenimento e il recupero di una determinata posizione statica o dinamica, assegnata o desiderata, funzionale per il soggetto nei confronti della forza di gravità e adeguata al gesto motorio che dovrà compiere. 

L’equilibrio non è rappresentato da una specifica situazione motoria, ma deriva da un continuo adattamento tonico-posturale coordinato ed è una manifestazione prettamente individuale. In pratica si viene a creare un rapporto tra soggetto e ambiente, in cui il soggetto, sia in condizioni statiche che dinamiche, adotta la postura più adeguata, istante per istante, rispetto alla richiesta ambientale e agli obiettivi motori prefissati. Possiamo affermare che l’equilibrio è strettamente legato al concetto di postura

Mettendo a confronto le due definizioni, indicheremo la postura come un atteggiamento di tipo “statico” con limiti di oscillazione molto ristretti, mentre l’equilibrio come un atteggiamento dinamico che può essere mantenuto con oscillazioni di maggiore entità

Volendo usare il linguaggio delle competizioni automobilistiche, potremmo paragonare la postura e l’equilibrio alla potenza e all’assetto dell’auto, caratteristiche riscontrabili nell’atleta. Da ciò si deduce che avere un fisico o un motore potente, non è sufficiente se non si ha la capacità di scaricare o di utilizzare adeguatamente le forze nell’esecuzione del gesto motorio.

Equilibrio muscolare

La capacità di equilibrio è garantita dalla coordinazione del sistema anatomico-funzionale, inteso come stimolazioni dell’area associativa della sensibilità, dell’area sensitiva, dell’area motoria, del sistema talamo ottico, del ponte, del bulbo, della formazione reticolare e del cervelletto come regolatore del tono muscolare delle attività spazio-temporali nei movimenti volontari.

Nel dettaglio, la capacità di equilibrio stimolerà il midollo spinale, la formazione vestibolare (Utricolo, Ampolle, Vestibolo, Sacculo), i recettori visivi, la formazione propriocettiva nelle capsule articolari, dei muscoli del collo, del tronco, degli arti (fusi neuro-muscolari, Apparato del Golgi, Corpuscoli di Pacini, Terminazioni di Ruffini), gli esterocettori del tatto e della pressione (Corpuscoli di Meissmen della pianta del piede). 

Nell’uomo la posizione predominante nello spazio è la stazione eretta bipodalica, da ciò si deduce che il peso del corpo è distribuito sull’appoggio podalico. Gli archi plantari sostengono gli aggiustamenti dinamici della struttura muscolo-scheletrica mantenendo l’equilibrio.

Equilibrio muscolare

La verticalità del corpo è determinata dalla posizione del capo, del tronco, delle gambe, dei piedi e dei loro collegamenti con la colonna vertebrale, formando un pool antigravitario. Il cervello deve elaborare e definire gli aggiustamenti posturali appropriati per il mantenimento dell’equilibrio, creando un’immagine corporea che possiede un asse egocentrico che corre attraverso la colonna vertebrale, dall’appoggio plantare sino al capo, in allineamento con la verticale gravitazionale.

 Da qui vi è la creazione e la definizione di uno schema corporeo, che è un’immagine tridimensionale che accompagna l’attività motoria fornendo informazioni nella conduzione del movimento, determinando aggiustamenti diversi in situazioni mutevoli. Possiamo definire lo schema corporeo come quella relazione fra il mondo interno ed esterno dell’uomo che determina l’aggiustamento posturale. 

Da quanto sopra descritto si comprende come la capacità di equilibrio risulti determinante per il successo sportivo e non solo. 
L’acquisizione della capacità di equilibrio si rivela fondamentale in tutte le attività quotidiane, e soprattutto se pensiamo alle persone non più giovani che devono fare i conti con le piccole insidie di tutti i giorni, come fare gradini e camminare su marciapiedi sconnessi. 

L’equilibrio è molto importante anche nelle scoliosi, dove il non corretto tono muscolare provoca delle forti tensioni dal lato delle rotazioni vertebrali, alterando quel corretto assetto posturale che, se non affrontato prontamente, potrebbe portare a gravi degenerazioni. Principalmente negli atteggiamenti scoliotici tipici dei giovani nell’età evolutiva, si riscontra un non corretto mantenimento dell’equilibrio. Una delle cause principali risiederebbe in un’alterazione del sistema vestibolare come documentato da tempo da Yamada e altri nel 1974. L’equilibrio muscolare viene attuato dai muscoli dorsali lunghi e brevi, dalla muscolatura addominale, dal muscolo psoas e dai muscoli scaleni anteriori, medi e posteriori (superficie del tronco). 

L’intera colonna vertebrale è quindi soggetta al giogo e controgiogo della massa muscolare posta anteriormente e posteriormente rispetto ad essa”( Hoepke 1979).

Equilibrio muscolare

Mollier (1938) e Benninghoff (1980) paragonarono la muscolatura della colonna vertebrale alle sartie dell’albero di una nave
I pennoni dell’albero rappresenterebbero i processi traversi collegati tra loro da brevi tratti muscolari e da corde a direzione obliqua che vanno dall’apice del pennone all’albero
Ci sono anche brevi coppie di muscoli che collegano fra loro i processi spinosi che nello schema dell’albero corrispondono alle cime che partono dalla coperta della nave (cingolo pelvico) e si dirigono ai pennoni. Esaminando le foto di cui sopra, si nota come la tensione di un tratto muscolare sia controbilanciata dalla muscolatura contraria. 

Avremo una situazione di tensione costante (tono), dovuta all’accorciamento di alcuni distretti muscolari che richiederà un lavoro di allungamento, poiché ogni movimento deve essere continuamente bilanciato per il conseguimento dell’equilibrio muscolare. 
Naturalmente ci sarà un grande carico anche a livello del sistema nervoso, che dovrà mantenere una successione di impulsi tale da consentire il perdurare della corretta posizione. I muscoli del dorso vengono suddivisi in base alle loro inserzioni e alle loro funzioni in due gruppi principali:

  • Muscoli dorsali profondi, lunghi e brevi;
  • Muscoli spinoappendicolari piatti posti più superficialmente. Fanno parte di quest’ultimo gruppo il muscolo trapezio, il gran dorsale, il grande e piccolo romboide, l’elevatore della scapola, il dentato posteriore superiore e inferiore.

I muscoli dorsali profondi, disposti sul lato destro e sinistro della linea delle apofisi spinose prevengono l’iperestensione e l’iperflessione del tronco. Questi due grandi muscoli si trovano: uno nella doccia dorsale, fra i processi spinosi e quelli trasversi, mentre l’altro ha l’inserzione sulla superficie posteriore degli angoli costali.

A quali domande risponde questo articolo?

Quali sono i principali gruppi muscolari coinvolti nella respirazione?

I principali gruppi muscolari coinvolti nella respirazione sono i muscoli scaleni, i muscoli intercostali (esterni ed interni), il muscolo diaframma e il muscolo trasverso del torace.

Qual è la funzione del diaframma durante la respirazione?

Il diaframma è il principale muscolo inspiratorio. Quando si contrae, si appiattisce, aumentando il volume della cavità toracica e permettendo l'ingresso dell'aria nei polmoni.

Come contribuiscono i muscoli addominali all'espirazione forzata?

La contrazione dei muscoli addominali, quando la colonna vertebrale è fissa, riduce il volume della cavità addominale e toracica, favorendo l'espulsione dell'aria dai polmoni durante l'espirazione forzata.

Cosa si intende per equilibrio muscolare?

L'equilibrio muscolare è la capacità del corpo di mantenere o recuperare una posizione statica o dinamica, in relazione alla forza di gravità e al movimento da compiere. Si basa su un continuo adattamento tonico-posturale e sulla coordinazione di vari sistemi anatomici e funzionali.

Qual è il ruolo dei muscoli dorsali nel mantenimento dell'equilibrio?

I muscoli dorsali, profondi e superficiali, agiscono come un sistema di "sartie" che stabilizza la colonna vertebrale, prevenendo l'iperestensione e l'iperflessione del tronco e contribuendo al mantenimento dell'equilibrio muscolare e posturale.

Riassunto

I muscoli del torace e addominali sono coinvolti nella respirazione e nel supporto della colonna vertebrale. Il diaframma è il principale muscolo respiratorio, mentre gli addominali contribuiscono all'espirazione forzata e stabilizzano il tronco. L'equilibrio muscolare è fondamentale per mantenere la postura e il controllo dei movimenti, coinvolgendo vari gruppi muscolari e il sistema nervoso.

Questo articolo è tratto dal libro A scuola di Posturale, pratico manuale di oltre 500 pagine interamente dedicato alla Ginnastica Posturale.

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