L’esame della postura è fondamentale nella rieducazione motoria perché ci permette di visualizzare eventuali problemi, sia in ortostatismo che in deambulazione. Durante l’esame posturale, la persona sotto “esame”, tende a mostrare il meglio di sé, è una reazione del tutto inconscia, si cerca di preservare la propria autostima davanti ad un estraneo. Per questo motivo è bene eseguire l’esame in maniera informale durante il primo colloquio, perché il cliente sarà particolarmente rilassato e non attuerà i meccanismi di difesa classici, indotti dall’inconscio, che potrebbero compromettere la valutazione. In linea generale le regole sono sempre le stesse, osservare la linea bi pupillare, la linea biacromiale, la linea intermammaria, le spine iliache anterosuperiori e i polsi. Porre attenzione anche all’ATM e al triangolo della taglia che, nel caso di una scoliosi, mostrerà un’asimmetria tra il lato destro e il sinistro. Posteriormente i punti di repere sono: la linea biacromiale, le scapole, le spine iliache posterosuperiori, la linea glutea e, se possibile, le pliche delle ginocchia. Da questa prima ricognizione trarremo delle prime valutazioni che saranno di vitale importanza quando le confronteremo con l’esame posturale vero e proprio. Per eseguire questo tipo di analisi è necessaria molta esperienza, per questo è consigliabile esercitarsi continuamente nella vita quotidiana, osservando le persone ogni volta che se ne abbia la possibilità. Durante la valutazione posturale che eseguiremo in sala, posizioneremo la persona con le spalle agli specchi, così avremo la possibilità di mettere subito a confronto sia il lato anteriore che posteriore. In questa prima valutazione andremo a ripercorrere i punti precedentemente citati. È consigliabile annotare sempre le rilevazioni come promemoria futuro. Sul piano frontale valuteremo le differenti quote della parte destra e della parte sinistra, come l’altezza delle spalle, del bacino, delle ginocchia, la posizione del retropiede, neutro o deviato in varo o valgo.

Si valuta la posizione delle spine iliache anterosuperiori (SIAS) e delle spine iliache posterosuperiori (SIPS), i disallineamenti sono indizio di alterazioni sia sugli arti inferiori che sul rachide. La valutazione del tronco si esegue attraverso le apofisi spinose, punto di partenza la vertebra C7 fino alla L5. La vertebra C7 corrisponde alla sporgenza che si trova alla base del collo, detta vertebra prominente, la L5 si trova nella parte superiore del solco intergluteo. La valutazione prosegue anche sul piano sagittale, attraverso questo piano è possibile individuare le diverse curve della colonna, l’anteroversione o la retroversione del bacino, l’atteggiamento delle ginocchia in flexum o recurvatum. Nel caso in cui decidessimo di eseguire un esame più approfondito potremmo avvalerci di test specifici. La valutazione attraverso la verticale di Barrè ci aiuta a comprendere se la problematica posturale è di natura ascendente, discendente, mista o disarmonica. Si esegue con un filo a piombo che deve passare per i seguenti punti:
Se i suddetti punti risultano allineati alla verticale, non ci saranno perturbamenti della statica, la persona risulterà “allineata”.

Sul piano sagittale, partendo dal basso, si valuterà la posizione delle ginocchia, del bacino, la presenza di curve più o meno accentuate del rachide. Le eventuali alterazioni delle curve rachidee vanno misurate attraverso un righello o squadra e il filo a piombo, rilevando le quote. La valutazione viene eseguita attraverso la distanza del filo, tangente al punto di contatto più sporgente delle apofisi spinose della C7, D12 e L3 e del piano gluteo. Fisiologicamente la linea dovrebbe toccare la cifosi dorsale e il piano del gluteo per distanziarsi dalla lordosi cervicale e lombare. Valori ritenuti normali sono di 30 – 45 mm a livello della C7 e di 50 mm per la L3. Il piano trasverso permette la valutazione delle rotazioni del corpo, in particolare all’altezza delle spalle e del bacino. La valutazione riguarderà la rotazione dei cingoli scapolo-omerali, pelvici, le spalle se anteposte o retro poste, l’emilato del bacino, se più in avanti o indietro rispetto al contro laterale e le eventuali prono-supinazioni degli arti superiori con le relative intra/extra- rotazioni degli arti inferiori.
L’esaminatore si posiziona dietro il soggetto, le gambe saranno tese e le mani unite. Flettendo il busto in avanti il rachide potrebbe evidenziare delle gibbosità, in questo caso siamo in presenza di una presunta scoliosi, ricordate che la diagnosi è competenza medica. Nel caso in cui, durante la flessione non si denota nessun gibbo, ci troveremo di fronte ad un atteggiamento scoliotico.
Utile per rilevare eventuali ipertonie su un lato del corpo. La persona marcerà sul posto alzando le ginocchia con un angolo di circa 45°, con gli occhi chiusi e le braccia protese in avanti, per circa 50”. Avendo come punto di riferimento un punto fisso, corrispondente alla linea sagittale del corpo, si calcolerà lo spostamento angolare eseguito dalla persona durante la marcia. Uno spostamento da +30° a +90° evidenzia un alterato tono posturale destro, al contrario, se i valori sopra esposti avranno il segno -, l’alterazione del tono posturale sarà a sinistra. Il valore +/-30° è il limite che segnala la presenza di un’alterazione posturale.
Utile per testare quanto e come i muscoli dorsali possano stirarsi. L’esaminatore si posiziona dietro la persona in piedi, con la maglia tirata su a scoprire la zona lombare. Si posizionano i pollici all’altezza della L3 con una pressione di circa 50gr. La persona abbasserà dapprima la testa per far seguire il busto fino a raggiungere la punta dei piedi (se non arriva a terra nessun problema, si valuterà fin dove arriva). Se non ci sono tensioni i pollici rimarranno alla stessa altezza, nel caso in cui un pollice tendesse ad alzarsi sarà la conferma di uno spasmo dalla parte omolaterale.
È un esame diagnostico comunemente adoperato in Neurologia e Otorinolaringoiatria su pazienti che lamentano disordini dell’equilibrio o instabilità (atassia). Consente di verificare la presenza di deficit di informazione sensitiva propriocettiva e labirintica. Si chiede al cliente di stare in piedi a piedi nudi, talloni uniti e braccia distese in avanti per un tempo di alcuni secondi ad occhi aperti. Se la persona riesce a mantenere la posizione e l’equilibrio con gli occhi aperti, requisito necessario per escludere l’atassia cerebellare, gli si fa ripetere l’esame ad occhi chiusi. Si valuteranno gli angoli di oscillazioni che la persona compirà durante il periodo con gli occhi chiusi. Potrebbe accadere che la persona, con gli occhi chiusi, possa avere difficoltà nel mantenimento della posizione e tenda a cadere (Atassia di Informazione).
L’esaminatore si posiziona dietro la persona, poggiando le mani sulle spalle affinché le stesse non ruotino. Si chiede alla persona di ruotare la testa da un lato e dall’altro. Il test risulterà positivo se la persona, durante le rotazioni, riuscirà a vedere il volto dell’esaminatore senza spostare le spalle. Il test permette di verificare i deficit nel movimento di entrambi i lati.
manovra usata per stabilire la mobilità dei rotatori esterni degli arti inferiori, verifica del tono muscolare e della mobilità del femore all’altezza dell’articolazione coxofemorale. La persona è in decubito supino, gambe distese e rilassate, l’esaminatore si posizionerà ai piedi della persona prendendo i calcagni tra i palmi e posizionando i pollici sui malleoli. Si eseguirà una rotazione interna progressiva e simmetrica.
Permette di valutare la tensione muscolare sulle fasce posteriori degli arti inferiori, manovra comunemente utilizzata per la valutazione dell’interessamento radicolare nella sciatalgia. L’esaminatore flette passivamente la coscia sul bacino con la gamba in estensione, fino ad un massimo di 90°. Si valuterà la rigidità muscolare e l’insorgere di un possibile stato algico.
La persona è in decubito supino con le gambe distese, eseguirà una flessione dell’anca (ginocchio al torace) contro laterale all’arto in esame fino alla scomparsa della lordosi lombare, così da porre in trazione il muscolo ileo psoas dell’arto disteso sul pavimento. Nel caso in cui il muscolo sia retratto, la gamba distesa si solleverà con il relativo innalzamento del ginocchio.
Valutazione della capacità della persona di congiungere le mani dietro la schiena, sia a destra che a sinistra valutando le eventuali limitazioni o differenze tra i due lati.
Valutazione delle differenze di flessibilità del busto sul piano frontale. La persona in piedi, braccia lungo i fianchi, fletterà il busto sul piano frontale da un lato e dell’altro. Si rilevano le differenze tra il punto di partenza della mano e quello di arrivo, nella massima flessione. Verranno valutate le differenze in centimetri tra il lato sinistro e il destro.
La persona dovrà seguire con lo sguardo un oggetto da una distanza di circa 50cm fino alla punta del naso. L’occhio che non riesce a seguire il movimento deve essere sottoposto all’esame di uno specialista.
Questo articolo è tratto dal libro A scuola di Posturale, pratico manuale di oltre 500 pagine interamente dedicato alla Ginnastica Posturale.
L'esame della postura è una valutazione completa dell'allineamento del corpo, che aiuta a identificare eventuali squilibri o problemi posturali. Viene condotto osservando la posizione di diverse parti del corpo e utilizzando test specifici per valutare la flessibilità, la mobilità e l'equilibrio.
Un esame della postura è fondamentale per individuare problemi posturali che possono causare dolore, disagio o limitazioni funzionali. Consente di identificare la causa di tali problemi e di sviluppare un piano di trattamento adeguato, come esercizi di rieducazione motoria.
Durante l'esame della postura, si osservano diversi punti di riferimento, tra cui la linea bipupillare, la linea biacromiale, le spine iliache, la posizione del retropiede e l'allineamento della colonna vertebrale. Questi punti aiutano a valutare la simmetria e l'equilibrio del corpo.
L'articolo menziona diversi test specifici, tra cui la verticale di Barrè, il bending test, il test di Fukuda, la manovra di Bassani e il test di Romberg. Questi test forniscono informazioni più dettagliate su specifici aspetti della postura e dell'equilibrio.
Questi termini si riferiscono all'origine dello squilibrio posturale. Ascendente indica un problema a livello podalico, discendente a livello oculare o stomatognatico, e mista una combinazione di entrambi. La sindrome disarmonica indica invece un probabile evento traumatico.