Evoluzione del pensiero psicosomatico: da Groddek a Lowen e oltre

Di Glauco Collalti

Georg Groddek, Franz Gabriel Alexander, Wilhelm Reich e Alexander Lowen, il pensiero dei fondatori della medicina psicosomatica, il ruolo centrale della sessualità e dell'energia vitale nella salute psicofisica, come la repressione di emozioni e tensioni muscolari possa portare a malattie

Indice

Georg Groddek

Georg Groddeck nasce a Bad Kösen il 13 ottobre 1866 e muore a Knonau il 10 giugno 1934, medico e psicoanalista tedesco, fu uno tra i più importanti studiosi della medicina psicosomatica. Ebbe una fitta corrispondenza con Freud e Ferenczi (di cui fu medico personale), ed ebbe modo di conoscere anche molti psicoanalisti tra cui Otto Rank. Per l’originalità della sua elaborazione teorica, Erich Fromm lo considerava uno dei maggiori psicoanalisti dell’epoca, anche se la sua posizione rispetto alla comunità psicoanalitica dell’epoca restò marginale. Fu egli stesso a definirsi uno psicoanalista selvaggio, ma godette per lungo tempo della stima personale e scientifica di Freud. Tra le sue opere oltre al romanzo “Lo scrutatore di anime”, scrisse i saggi “Il libro dell’Es”, “Satanarium”, “La natura guarisce il medico cura”, ”Il linguaggio dell’Es”, “Carteggio Freud-Groddek”. Il suo più importante testo fu Il libro dell’Es, che divenne uno dei testi più noti dell’epoca. Scritto in forma di epistolario tra Patrik Troll (pseudonimo di Groddeck) ed una sua amica, contribuì a diffondere molti concetti di psicoanalisi riformulati in maniera originale e stimolante. Noti sono i suoi studi sull’Es, sul simbolismo degli organi del corpo e sull’applicazione della psicoanalisi alla cura delle patologie somatiche. Sigmund Freud riconobbe di aver preso il termine Es dal lavoro di Groddeck.

Franz Gabriel Alexander

Franz Gabriel Alexander nasce a Budapest, Ungheria, il 22 gennaio 1891, morì a Palm Springs, California l’8 marzo 1964. Medico e psicoanalista, viene annoverato tra i principali studiosi della psicosomatica per il suo ruolo nell’identificare le tensioni emotive come una importante causa delle patologie fisiche. Nel 1919, già laureato in medicina, si iscrisse come primo studente al Psycoanalytic Institute di Berlino. Il suo primo libro, Gli elementi della psicoanalisi (Psychoanalyse der Gesamptpersönlichkteit 1930), basato sullo sviluppo della teoria psicoanalitica del Super-Io, ebbe un notevole successo, tanto da essere lodato anche S. Freud. Il suo successo nell’applicazione dei principi psicoanalitici allo studio e alla diagnosi delle personalità criminali, gli valse un invito negli Stati Uniti, dove ottenne la cattedra di psicoanalisi alla Università di Chicago. Dopo solo un anno lasciò l’impiego a Chicago per recarsi a Boston per una collaborazione con William Healy, uno studioso di psicoanalisi criminale. La loro collaborazione permise la pubblicazione del libro “Le radici del Crimine”. Alexander nel 1932 tornerà a Chicago per fondare l’Istitute for Phychoanalysis, che diresse fino al 1956. Qui furono intrapresi molti studi sui disturbi emotivi e psicosomatici legati alle malattie. Questi lavori sono raccolti nel suo libro “Medicina Psicosomatica: Principi e applicazioni” del 1950. Dal 1938 al 1956, Alexander collaborò con il dipartimento di psichiatria dell’Università dell’Illinois, presso la facoltà di medicina. Nel 1956 intraprese un nuovo programma di ricerca psicoterapica e medicina psicosomatica presso il Mount Sinai Hospital di Los Angeles. Il suo lavoro, condotto in collaborazione con la University of Sothern California e la California Psychoanalytic Institute, esplorò l’effetto della personalità del terapeuta durante il processo di trattamento. Riconobbe l’autorità del lavoro di Freud, ma mantenne sempre una certa indipendenza, ritenendo che la causa delle nevrosi fosse riconducibile più ai disturbati rapporti umani che alla sessualità disturbata.

Wilhelm Reich

Wilhelm Reich nasce a Drobrzcynica il 24 marzo 1897 e morirà l’11 marzo 1957 in un carcere federale del Connecticut. Di origine ebraica e di famiglia benestante fu istruito da un tutore privato. Nel 1910, il tredicenne Wilhelm, confessò al padre una relazione tra la madre e il tutore. Poco dopo la scoperta della relazione extraconiugale, la madre si suicidò, forse a causa dello stress causato dalla situazione familiare che si era venuta a creare. Quattro anni più tardi morì anche il padre e il diciassettenne Reich prese in mano le redini della conduzione dell’impresa familiare e dei possedimenti agricoli, che perse poi con l’avvento della Prima guerra mondiale. Terminata la guerra si iscrisse prima alla facoltà di Giurisprudenza e poi alla facoltà di Medicina, dove si laureò in soli quattro anni. Durante il periodo degli studi universitari, nel 1919, al secondo anno, organizzò un seminario di sessuologia, in quanto riteneva che questo fosse il punto debole della facoltà ed invitò alcuni psicoanalisti. Nello stesso anno, grazie alla stima che Paul Federn provava nei suoi confronti entrò a far parte della Società Psicoanalitica di Vienna, fondata da Sigmund Freud, Adler, Stekel, Kahane e Reitler. Nel 1922, anno in cui si laureò, sposò Annie Pink, una famosa psichiatra già sua allieva. Ebbe come allievo Alexander Lowen nella Clinica Psicoanalitica di Vienna, fondata da Freud, struttura nella quale ricoprì la carica di professore dal 1924 al 1930. Nel 1925 pubblicò il libro “Il carattere pulsionale” sulla psicopatologia dell’Io, in esso confrontava un campione statico permanente di nevrotici con inibizioni pulsionali, con uno composto da soggetti pulsionalmente disinibiti (borderline). Durante questo studio si accorse che alcuni problemi avevano una relazione con la condizione sociale dei pazienti. Nel 1927 si iscrisse al Partito Comunista e pubblicò il libro “La funzione dell’orgasmo”. La pubblicazione del libro pose Reich in contrapposizione con i colleghi in quanto, rifugiandosi nell’esaltazione della genialità e nella pretesa funzione liberatoria dell’orgasmo, confinava nelle perversioni la sessualità pregenitale e le sue manifestazioni, non in armonia con la concezione borghese del tempo. Con questa teoria si allontanava dalle scoperte di Freud sulla plasticità della libido enunciata nel testo “I tre saggi sulla sessualità”, che definiva lo sviluppo sessuale umano dalla nascita alla maturità. In Reich iniziò a maturare l’idea che vi fosse un nesso tra repressione sociale e repressione della sessualità.

A causa delle sue idee entrò in contrasto con Freud, da sempre interessato all’aspetto sociale delle nevrosi. Freud, a partire dalla scoperta del complesso di Edipo, nel processo di sviluppo della psicoanalisi, contrappose l’istinto di conservazione e l’istinto sessuale pervenendo al dualismo tra amore e morte? (Eros e Thanatos). Eros e Thanatos teorizzati da Freud rimandavano ai fenomeni di sadismo e di masochismo, teoria respinta con vigore da Reich, il quale affermava che senza repressioni la libido potesse esprimersi con bontà e amore. Reich affermava: “...fondamentalmente la vita è semplice, la complica solo la struttura umana quando è caratterizzata dalla paura di vivere”, invertendo i termini freudiani in riferimento alla paura della morte. Nel 1930 fondò l’Associazione per una politica sessuale proletaria, con lo scopo di promuovere l’educazione sessuale dei giovani della classe operaia. Freud con la pubblicazione di “Massenpsychologie und Ich-Analyse”, nel 1921, aveva proseguito l’analisi dei meccanismi sociali iniziata 10 anni prima con il testo “Totem e Tabù”.

Nel 1930 Reich, facendo riferimento alle scoperte di Freud, scrisse “Massenpsychologie des Faschismus” (Psicologia di massa del fascismo) definendo la struttura psicologica degli individui e delle masse che sottostanno al potere dispotico del nazi-fascismo e dei dittatori in genere. Tutte le opere di Reich furono bandite dai nazisti e nel 1939 si trasferì negli Stati Uniti dove continuò le sue ricerche volte a trovare una cura per le malattie come il cancro. Verso la metà degli anni trenta Reich sostenne di aver scoperto, durante i suoi studi sull’orgasmo, un’energia cosmica che chiamò Orgonica, asserendo che fosse contenuta nella materia vivente e nell’atmosfera. Non fornì mai delle prove scientifiche di questa sua scoperta e la sua teoria non fu mai accettata dal mondo scientifico. Nel 1947 pubblicò una serie di articoli sull’energia orgonica sul “The New Repubblic e Harper’s”. Della pubblicazione degli articoli si interessò la FDA (Food and Drug Administration) la quale vietò la terapia orgonica come trattamento medico. Processato per la violazione del divieto imposto dalla FDA, fu condannato a due anni di reclusione. Nell’agosto 1956 sotto la supervisione della FDA furono bruciati moltissimi dei suoi lavori. Il 3 novembre dopo otto mesi di reclusione, morì nel carcere di Lewisburg per un attacco cardiaco, poco prima del suo rilascio sulla parola, previsto per il 10 novembre. Alla morte di Reich, il figlio denunciò la scomparsa di alcuni importanti manoscritti del padre redatti durante la prigionia.

Pensiero. Confronto Freud-Reich

Reich come Freud era un assertore della sessualità come elemento centrale della psicoanalisi, fondamento delle teorie reichiane erano i postulati del primo periodo di ricerca di Freud sulla scoperta della libido come pulsione, ovvero energia vitale o forza motrice somatopsichica. L’idea dominante di Reich era l’energia orgastica. Questa non si libererebbe attraverso l’atto sessuale privo di amore (compartecipazione psichica durante l’atto fisico), ma nei soggetti che riescono a liberarsi e ad abbandonarsi integrando soma e psiche, favorendo così lo scioglimento dei blocchi psichici fonte di nevrosi. Diversi aspetti allontaneranno Reich dal suo maestro Sigmund Freud, in primis il rifiuto della teoria della pulsione di morte

Freud nella concezione dualistica degli istinti, inizialmente contrapposta tra istinto di conservazione e istinto sessuale, ritiene che questa pulsione, che tende a riportare nello stato di quiete la materia vivente, sia radicata nell’essenza di tutti gli esseri viventi, come la mantide religiosa, dove l’atto di fecondazione porta alla morte. Per contro Reich sostiene che si tratta di una pulsione secondaria rispetto all’unico istinto primario che per lui è e rimane quello vitale, arrivando alla conclusione che sadismo e masochismo derivano dalle nevrosi, o meglio, dalla distorsione e corruzione delle “funzioni naturali” connaturate al genere umano. Altro punto di disaccordo era rappresentato dall’idea che la terapia non dovesse essere rivolta solo alla mente ma che si dovesse dare importanza anche al corpo.

Questa teoria sarà sviluppata dal suo discepolo Alexander Lowen, i cui metodi otterranno un successo maggiore rispetto quelli del suo maestro, come disse lo stesso Lowen. Freud riteneva che attraverso la psicoanalisi (associazioni libere, analisi dei sogni e degli atti mancati, analisi della nevrosi da transfert) si potesse giungere ad una risoluzione dei traumi del paziente, intesi come dei veri e propri blocchi dell’energia psichica che “gira a vuoto”, producendo sofferenza. Egli affermava che si dovesse rendere coscienti i processi inconsci deleteri, portando ad un allargamento della coscienza. Reich invece riteneva che i blocchi psichici potessero essere facilmente rimossi attraverso l’eliminazione dei blocchi fisici, in quanto alla corazza caratteriale corrisponde la corazza somatica. Pose così le basi di quella che verrà definita la medicina psicosomatica. Egli riteneva di aver evidenziato un principio funzionale di base secondo il quale la carica energetica a cui ogni organismo vivente sarebbe sottoposto, prima o poi debba essere scaricata.

Reich sosteneva che la funzione erettile sarebbe una controparte meccanica dell’accumulo di energia, da qui la distinzione tra orgasmo genitale (intesa come eiaculazione) e orgasmo sessuale (scarica di energia in eccesso). La pratica dell’amplesso porterebbe l’organismo alla massima carica possibile fino al raggiungimento dell’acme sessuale, con l’orgasmo avverrebbe la scarica seguita dalla distensione. Reich contestava la funzione riproduttiva attribuita all’orgasmo biologico, sostituendolo con una valenza energetica che si tradurrebbe nei dualismi tensione/erezione e scarica/eiaculazione. Ritenne che la scarica di energia sessuale fosse una necessità imprescindibile per preservare le funzioni biologiche dell’organismo. Da qui la convinzione che le nevrosi fossero dovute all’insoddisfazione orgastica, alla mancanza di scarica completa dell’energia in eccesso. I traumi psicologici affliggerebbero sia il corpo, sia le funzioni orgastiche. A tal proposito Reich, invece di affidarsi alle teorie della psicopatologia a lui contemporanea, rimandava le colpe alle imposizioni culturali ed educative volte a reprimere la necessità di scarica totale dell’energia in eccesso attraverso l’orgasmo.

Reich sostenne, sin dalle prime ricerche, che gran parte delle nevrosi mostrassero una particolare struttura stratificata. In seguito sviluppò l'idea che questi "strati" potessero avere una vera e propria connotazione fisica e ostacolassero il naturale fluire dell'energia nell'organismo, alterando così il meccanismo naturale di carica/tensione e scarica/distensione. Queste stratificazioni non necessariamente ostacolerebbero le funzioni genitali, ma porterebbero progressivamente all'impotenza sessuale, con la conseguente incapacità di liberare l'energia in eccesso e di raggiungere una distensione completa, pur mantenendo la capacità di ottenere l'orgasmo fisico. Gli strati fisici sopra menzionati formerebbe una sorta di corazza, uno scudo mentale nel quale l’individuo rimane rinchiuso. Il termine "corazza", indica l'ancoraggio bio-psicologico della repressione emozionale, o più semplicemente, come indica il termine stesso, lo scudo sia fisico che mentale dietro il quale la personalità si nasconde per proteggersi. La corazza, per costituzione, ha la tendenza a "fossilizzarsi" e a non evolversi secondo lo sviluppo dell'individuo durante la propria vita. La stessa, con il passare del tempo, cessa di svolgere il suo ruolo di difesa e si trasforma in una mera "zavorra", limitando la libertà e la felicità dell’individuo. L'equilibrio psichico fornito dalla corazza ha quindi un costo; ci protegge dai traumi che non siamo riusciti a rimuovere, riducendo l'ansia e la paura apparente. In realtà una corazza molto sviluppata cela una profonda insicurezza interiore ed una forte sfiducia nell'ambiente esterno, percepito come ostile e pericoloso.

Reich sosteneva che la corazza si formasse già nella prima infanzia, come risposta del bambino ai limiti che gli venivano posti; potremmo considerarlo come un meccanismo di adattamento all'ambiente. A differenza delle successive teorie comportamentali, per Reich, questo adattamento non è superficiale ma profondo essendo la corazza un’utile "barriera al dolore". Il suo sviluppo è tendenzialmente legato alla quantità di sofferenza prolungata a cui è stato esposto il fanciullo. L'intensità del dolore può produrre un trauma specifico con una conseguente rimozione, quando questa intensità non è sufficientemente elevata, ma ha tuttavia un carattere di continuità, nasce l'esigenza di proteggersi con una "struttura duratura" e non temporanea, in quanto la nostra psiche si attende che il dolore ritorni di continuo e non si sia in grado di eliminarlo "una volta soltanto". Quando il dolore si allontana, resta la corazza, a perenne memoria. A livello fisico i distretti muscolari e ossei coinvolti sono: il torace e il diaframma (sede della respirazione), il collo, le spalle e la colonna vertebrale (in particolare la zona anale e la pelvica).

La corazza è una struttura psicofisica che tende a consolidarsi nel tempo, ma sarebbe possibile ridurre alcuni dei limiti che ci pone nella quotidianità. Gli psicoterapeuti Reichiani sono convinti assertori delle malattie psicosomatiche, ritenendo che un dolore psichico possa indebolire le difese immunitarie facendo ammalare il corpo. Al tempo di Reich gli aspetti benefici dello sport erano poco noti e si preferiva sottoporre i pazienti in terapia a massaggi stimolanti o rilassanti a seconda del problema psicologico. Ad una forma di rilassamento fisico dovrebbe associarsi, secondo Reich, una forma di "liberazione mentale" mediante il rilascio a livello cerebrale di endorfine. Allora il sistema più noto per produrre le endorfine era l'orgasmo, ed è qui che si fonda l'importanza che Reich dava all'orgasmo e di conseguenza alla "liberazione dei costumi sessuali" al fine di rendere l'uomo più libero e consapevole della propria sessualità, e dei legami tra una "sessualità repressa" e l'insorgere di patologie psicofisiche.

Nel 1942 teorizzò che le malattie psichiche avessero un'eziologia "energetica", a questa energia dette il nome di “orgone” ritenendo che ad essa fossero collegate la sessualità e l'orgasmo. Ipotizzò inoltre che esistesse un dualismo tra materia ed energia, e che l'“ormone” fosse l'energia basilare che permeava l'universo, di conseguenza ritenne la sua teoria funzionalmente applicabile anche ad altri ambiti oltre quello psicologico, quali ad esempio la meteorologia e l'astronomia. Alcuni fenomeni naturali macroscopici sarebbero il risultato di semplici superimposizioni di flussi di orgone. Reich considerò inoltre l'insorgere del cancro come la controparte fisica di una biopatia da ricercarsi nel ristagno dell'energia orgonica in eccesso. Egli intraprese una vasta ricerca con lo scopo di dimostrare le potenzialità della sua scoperta cercando di produrre riscontri pratici. Vennero condotti numerosi esperimenti utilizzando apparecchiature appositamente inventate sulla base dei principi che Reich riteneva di aver individuato fino a quel momento.

Realizzò degli “accumulatori di orgone” chiamati "ORAC", acronimo per "orgone accumulators". Il “cloud buster”, letteralmente “acchiappanuvole”, che si basava sul principio secondo cui piccoli potenziali di orgone venivano attratti verso grandi potenziali. Il dispositivo sarebbe stato “alimentato” tramite un flusso di acqua corrente come un torrente, con un grande potenziale di ormone. Tramite esso, Reich, riteneva fosse possibile creare un flusso di orgone direzionato che, incrociato con quello naturale atmosferico, avrebbe potuto produrre o dissolvere le nuvole. Tra il 1947 e il 1951 condusse l'esperimento “ORANUR”, che riguardava lo stato di "ipereccitazione" a cui sarebbe stata sottoposta la presunta "energia orgonica" se sottoposta a contatto con materiali radioattivi. L'effetto dell'esperimento fu diverso da quello che Reich si aspettava e lo portò ad ipotizzare l'esistenza dell’"orgone negativo" o "DOR", acronimo di "deathly orgone", ovvero orgone mortale. Dopo la presunta scoperta del DOR, Reich attivò diverse operazioni pensando di poter debellare la siccità utilizzando i macchinari da lui inventati.

Il pensiero di Reich dopo la sua morte

Reich visse all'inizio del XX secolo in una Europa continentale contadina e borghese, almeno trent'anni prima del movimento del Sessantotto, quando per la prima volta viene messa in dubbio l'etica sessuale del mondo occidentale. Egli si affiancò al filone ispirato da Freud e dalla sua teoria sui tabù, che spingeva vero il riconoscimento di una libertà sessuale primitiva, propria di molti popoli "non civilizzati". Una sessualità naturale, priva di timori e di falsa pudicizia. È proprio per le sue teorie sulla sessualità ed i suoi appelli pubblici per la liberazione dei costumi, che Reich è passato alla storia come il "profeta" della "rivoluzione sessuale" che scosse l’Europa tra gli anni sessanta e settanta. Reich tende a "identificare" la salute psichica con la liberazione della sessualità; questa teoria da psicologica diventa sociologica trasformandosi in una condanna della società dell'epoca, vista come borghese e oscurantista. Reich riuscì a coniugare Marx e Freud, accusando la classe dominante di mantenere l'ordine sociale e con esso la propria supremazia, attraverso la repressione del libero manifestarsi dell'energia sessuale. La morale sessuale dominante nella società e nella famiglia si esplica in sostanza, tramite una struttura psichica che reprime le pulsioni sessuali, generando nevrosi e infelicità.

Con un'educazione dolce e severa, la famiglia instaura una dipendenza emotiva che incentiva la permanenza nelle mura di casa e ostacola l'allontanamento dei figli e la piena capacità di lotta, inizialmente verso l'autorità paterna e in un secondo momento verso l'ordine costituito. Reich ha profondamente influenzato studiosi come Fromm e Marcuse, anch'essi accusati di simpatizzare per il comunismo, sebbene nel caso di Fromm si trattasse solo di una forte critica alla società consumistica e vuota statunitense, cui corrispondeva un altrettanto forte critica dei regimi comunisti. Egli riteneva inoltre che per effetto della repressione, la liberazione sessuale, se attuata senza responsabilità, avrebbe causato un'eccessiva fuoriuscita di energia e quindi una sessualità esagerata e non appagante, o una di tipo sadico-pornografico, come conseguenza diretta della chiusura precedente, al posto di una sessualità erotico-libertaria. Il carattere sadico-pervertito dell’ideologia razziale tradisce la sua natura anche nel suo atteggiamento di fronte alla religione. Si dice che il fascismo sarebbe un ritorno al paganesimo e il nemico mortale della religione. Ben lungi da ciò, il fascismo è l’estrema espressione del misticismo religioso. Come tale si manifesta sotto una particolare forma sociale. Il fascismo appoggia quella religiosità che nasce dal pervertimento sessuale, e trasforma il carattere masochista della religione della sofferenza dell’antico patriarcato in una religione sadica. Di conseguenza traspone la religione dall’aldilà della filosofia della sofferenza nell’aldiqua dell’omicidio sadico.

Alexander Lowen

Alexander Lowen nasce a New York il 23 dicembre 1910, muore a New Canaan il 28 ottobre 2008, è stato uno psichiatra e psicoterapeuta tra i più prolifici del XX secolo. Alexander Lowen negli anni ’40 fu paziente e allievo di Wilhelm Reich, per questo viene considerato il principale prosecutore del suo pensiero. Negli anni cinquanta mise a punto, insieme a John Pierrakos, un particolare approccio noto come Analisi Bioenergetica e nel 1956 fondò a New York, l’International Institute for Bioenergetic Analysis, che diresse per quarant’anni. Fin dagli settanta le sue teorie si diffusero in tutto il mondo raccogliendo moltissimi proseliti, anche in Italia nacquero e sono tuttora attive diverse scuole che si rifanno alle sue teorie. La teoria dell’analisi bioenergetica si basa sulla possibilità di comprensione della personalità in termini energetici. Associando un lavoro sul corpo a quello sulla mente sarebbe possibile aiutare le persone a risolvere problemi esistenziali e relazionali, realizzando al meglio le loro capacità di provare piacere e gioia di vivere. Si tratta di una teoria applicabile non solo nel campo analitico ma anche nell’ambito dell’attività prettamente fisica, per intervenire sulle tensioni muscolari e sullo stress, al fine di ottenere un maggiore benessere generale. La bioenergetica parte dal presupposto che ogni individuo possegga una energia vitale, essenziale sia per l’interazione fra il corpo e la mente, sia per il controllo degli stati fisici e mentali. In Oriente viene definita Qi o forza vitale.

Cenni storici

Il concetto di energia psichica elaborato da Freud ispirò uno dei suoi allievi, Wilhelm Reich, che attraverso i suoi studi arrivò a identificare un’energia sessuale che chiamò orgone e a individuare una serie di concetti che Lowen riprese, facendoli diventare gli assi portanti della teoria e della tecnica bioenergetica. Reich teorizzò che le pulsazioni di un individuo, ovvero la successione di espansione e contrazione, rappresenti il fondamento primario di ogni organismo, tale successione procura piacere e benessere e si esplica compiutamente nell’orgasmo genitale. Ogni organismo, di fronte ad una minaccia, reagisce con un’azione di contrazione, per quanto riguarda il genere umano, il pericolo, affermò Reich, proviene da un ambiente educativo repressivo e autoritario, inducendo frustrazioni nel bambino e conseguenti paure nell’adulto. La cronicizzazione delle paure sfocerebbe nella simpaticotonia cronica, una condizione in cui prevale il sistema nervoso simpatico, e sempre secondo Reich, fattore patogeno di tutte le malattie. L’individuo trovandosi in questo stato, soffoca le emozioni collegate al piacere con il conseguente insorgere di rimozioni, blocchi, spasmi muscolari, andando a costituire la cosiddetta corazza. Le convinzioni di Reich, che non fosse sufficiente portare alla coscienza le cause psichiche patogene per arrivare alla guarigione, lo fecero allontanare dalla psicoanalisi.

I caratteri di Lowen

Lowen teorizzò l’esistenza di cinque caratteri basilari, ciascuno dei quali si formerebbe in seguito alla negazione di un diritto fondamentale del bambino. Di seguito verranno riportati i cinque caratteri:

  • schizoide, contraddistinto dalla paura del contatto, le sue origini si perdono nel periodo neonatale, caratterizzato dalla negazione del diritto di esistere;
  • orale, predominante è la paura del contatto a causa della mancanza di affetto parentale nel periodo infantile, formatosi a causa della negazione del diritto di avere bisogno;
  • psicopatico, tendente ad azioni manipolative, nate per la presenza di figure esigenti durante l’infanzia, formatosi per la negazione del diritto di essere se stesso;
  • masochista, si distingue per la propensione al sacrificio, formatasi a causa della negazione del diritto di essere indipendente;
  • rigido, avente una grande difficoltà ad amare e a farsi amare, formatosi per la negazione del bisogno di essere amato.

Ognuno di questi caratteri è contraddistinto da un atteggiamento del corpo di tipo difensivo. Rispetto alle teorie di Reich, Lowen, ridimensionò l’importanza della sessualità nella patologia, inserendo il concetto di Grounding. Il termine Grounding si può tradurre in italiano con l’espressione “essere sulle proprie gambe”, avere i piedi per terra, essere radicati, diventa uno degli obiettivi terapeutici fondamentali dell’Analisi Bioenergetica. Essere con i piedi per terra vuol dire essere in contatto con la realtà sia esterna che interna, in unione con la propria realtà animale e con le proprie sensazioni, in poche parole essere presente a se stessi. Il grounding può essere visto come un’estensione dei sette anelli che costituiscono l’armatura caratteriale individuata da Reich. Lowen a differenza di Reich, non si fermò a considerare le tensioni corporee fino al bacino ma inserì anche le gambe e i piedi, come base dell’essere umano.

La teorizzazione dell’Analisi Bioenergetica fu ideata da Lowen a seguito delle terapie che effettuò con Reich. Reich conduceva le terapie con i pazienti distesi, cercando di sciogliere le tensioni muscolari dei sette anelli di costrizione, partendo dall’anello oculare e scendendo fino all’anello pelvico. Lo scopo era quello di far raggiungere spontaneamente al paziente il riflesso orgasmico nel corso della seduta, tramite la respirazione. L’idea di base era la respirazione non bloccata dalle tensioni muscolari croniche consente al bacino di ritrarsi leggermente durante l’inspirazione e di protendersi in avanti durante l’espirazione, producendo quello che Reich definì in riflesso orgasmico. Lowen, che era stato in passato un provetto atleta e aveva una buona conoscenza del suo corpo, si rese conto di aver raggiunto alcuni risultati terapeutici, ma altri ancora rimanevano irrisolti. Iniziò quindi a sperimentare delle nuove posizioni fisiche che gli permettessero di sentirsi meglio e maggiormente integrato e a contatto con la realtà.

Fu così che scoprì gli effetti del grounding, posizione principale della Bioenergetica, consistente nel mettere il paziente in piedi, con le ginocchia leggermente flesse, i piedi con le punte rientrate e i talloni divaricati alla stessa ampiezza delle spalle, il busto eretto e il peso del corpo distribuito su tutta la pianta del piede. In questa posizione il paziente deve respirare liberamente, cercando di far scendere il proprio baricentro fino ai piedi In questa posizione, il paziente, dovrebbe sentire maggiormente il contatto con il suolo, per essere più radicato e più a contatto con la propria realtà. È possibile che dopo poco inizino a svilupparsi delle leggere vibrazioni lungo le gambe, sintomo che le tensioni muscolari nelle gambe si stanno sciogliendo e l’energia comincia a circolare. Ci sono altre posizioni che vengono fatte assumere al paziente per aumentare il senso di grounding, come il Bend-over e quella dell’arco, tutte aventi lo scopo di aumentare la sensazione di contatto con se stessi e con la realtà, oltre che di ampliare la respirazione e aumentare la circolazione dell’energia nel corpo.

Il concetto di energia

L’energia di cui parla Lowen non è solo assimilabile al concetto di libido di Freud ma è l’energia dell’intero organismo, da intendersi come tutti i processi energetici che sono alla base della vita e di tutte le nostre attività umane. Partendo dal concetto che le cellule operano attraverso processi metabolici che implicano produzione di energia per assolvere alle loro funzioni vitali, anche gli organismi più complessi, come l’essere umano che ne è composto, funzionano allo stesso modo. L’introduzione dell’ossigeno nel nostro organismo attraverso la respirazione, insieme ad altre sostanze assimilate sia dai polmoni che dall’apparato digerente, serviranno alla produzione dell’energia di cui abbiamo bisogno per vivere. L’espirazione e la defecazione hanno la funzione di espellere i materiali di scarto e di rifiuto. Assume grande importanza la respirazione, tanto che uno degli obiettivi dell’Analisi Bioenergetica è quello di ampliare la respirazione nel paziente, facendogli capire quanto essa sia limitata da tensioni croniche del suo organismo. Ampliando la respirazione con precise tecniche terapeutiche, l’organismo avrà a disposizione maggiore energia, permettendo alla persona di tornare in contatto con le emozioni represse integrandole così all’interno della propria personalità.

Sempre secondo Lowen, i bambini imparano molto presto a reprimere le emozioni spiacevoli trattenendo il respiro e, se questo meccanismo di difesa diventa abituale, si instaurano nel corpo delle tensioni croniche, principalmente a livello del diaframma, che limiteranno la respirazione e la percezione delle emozioni, soprattutto quelle contenute nella cavità addominale. La personalità nell’Analisi Bioenergetica viene descritta attraverso un diagramma piramidale, alla cui base si trovano i processi energetici del corpo, salendo verso il vertice, si incontrano le sensazioni, le emozioni e l’Io. I processi energetici sono quindi alla base della personalità, ed è grazie ad essi che si manifestano le sensazioni che possono diventare emozioni, ed essere tradotte in azione tramite le funzioni dell’Io.

L’Analisi Bioenergetica come terapia

Lo scopo dei terapeuti bioenergetici è quello di rendere consapevoli le persone dei loro abituali movimenti e delle loro posture, associandole alle emozioni. La tecnica bioenergetica prevede una serie di esercizi atti a ridurre le tensioni muscolari, permettendo al corpo di riacquistare la naturalezza perduta e consentendo la liberazione delle emozioni represse, condizione che faciliterebbe il processo terapeutico.

Questo articolo è tratto dal libro A scuola di Posturale, pratico manuale di oltre 500 pagine interamente dedicato alla Ginnastica Posturale.

A quali domande risponde questo articolo?

Chi erano i principali esponenti della medicina psicosomatica?

L'articolo parla di Georg Groddek, Franz Gabriel Alexander, Wilhelm Reich e Alexander Lowen, considerati tra i più importanti studiosi della medicina psicosomatica. Groddek, con il suo "Libro dell'Es", ha esplorato il simbolismo degli organi e l'applicazione della psicoanalisi alle patologie somatiche. Alexander ha collegato le tensioni emotive alle malattie fisiche. Reich ha introdotto il concetto di "orgone" come energia vitale e Lowen, suo allievo, ha sviluppato l'Analisi Bioenergetica, che associa lavoro sul corpo e sulla mente.

Qual è il ruolo della sessualità nella medicina psicosomatica secondo questi autori?

La sessualità è un tema centrale, in particolare per Reich, che la considerava la base dell'energia vitale ("orgone"). La repressione sessuale, secondo lui, causerebbe blocchi energetici e quindi malattie. Lowen, pur ridimensionando l'importanza della sessualità rispetto a Reich, la integra nella sua Analisi Bioenergetica, che mira a liberare le tensioni fisiche e mentali per raggiungere il benessere.

Cosa si intende per "corazza" in medicina psicosomatica?

Introdotto da Reich, il termine "corazza" si riferisce a blocchi fisici e mentali che si formano nell'individuo a causa di traumi e repressioni. Questi blocchi, secondo Reich e Lowen, impediscono il libero fluire dell'energia vitale e causano malattie. L'Analisi Bioenergetica di Lowen mira a sciogliere questa "corazza" attraverso il lavoro sul corpo e la respirazione.

Qual è il concetto di "grounding" nell'Analisi Bioenergetica di Lowen?

Il "grounding" significa "essere radicati", in contatto con la realtà interna ed esterna. Lowen lo considerava fondamentale per il benessere psicofisico. Attraverso specifiche posizioni corporee (come la posizione eretta con ginocchia flesse), la respirazione e il contatto con i piedi, si favorisce il fluire dell'energia e si sciolgono le tensioni.

Quali sono le differenze principali tra il pensiero di Freud e quello di Reich?

Pur partendo da Freud, Reich se ne distanzia su alcuni punti chiave. Reich rifiuta la pulsione di morte di Freud, sostiene l'importanza del lavoro sul corpo (oltre che sulla mente) e critica la società repressiva che, a suo avviso, blocca l'energia vitale e causa nevrosi. Introduce inoltre il concetto di "orgone", un'energia cosmica che, secondo lui, permea l'universo e influenza la salute.

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