Psicologia e neuroscienze dello sport440

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Dalla sedentarietà all'attività fisica

Analisi dei principali modelli psicologici che regolano e governano i processi di cambiamento nei comportamenti per la propria salute, portando un sedentario a diventare un soggetto fisicamente attivo

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La sindrome di Down

Caratteristiche anatomiche, fisiologiche e psicologiche della Sindrome di Down, definita come una patologia determinata da un’alterazione genetica associata ad un ritardo mentale.

Attività motoria nella disabilità

Programmare un’attività motoria per soggetti disabili significa “adattare” le unità didattiche a situazioni disomogenee e talvolta imprevedibili.

Disabilità intellettiva

Il termine disabilità sta ad indicare una restrizione di attività e una limitazione di partecipazione. Nel caso di quella intellettiva si presenta un quadro d’insufficienza mentale, con disturbi di codificazione e/o decodificazione e con disturbi motori centrali conclamati e non.

Educazione e strategie per la prevenzione dell’obesità infantile

Tra le raccomandazioni primarie per la prevenzione all’obesità infantile vi è l’attività fisica. La regolare pratica di esercizio fisico durante l’età evolutiva produce una serie di effetti positivi sulla salute, oltre a quelli sul peso e sulla massa adiposa.

I benefici dell’attività ludico-motoria nei bambini con patologie oncoematologiche - Parte 2

Un’attività ludico-motoria svolta con un esperto ha maggiori benefici rispetto ad una di gioco in movimento con la console XBox360 e ancorpiù rispetto all’usuale permanenza sedentaria in sala d’attesa.

Educazione alimentare nell’obesità infantile

Considerando che un’alimentazione sana non deve solo rispettare le necessità qualitative e quantitative dell’organismo, ma deve armonizzarsi con la sfera psicologica e di relazione dell’individuo, la finalità dell’educazione alimentare si persegue con il raggiungimento di alcuni obiettivi significativi per la salute e il benessere del bambino.

I benefici dell’attività ludico-motoria nei bambini con patologie oncoematologiche

Un’attività ludico-motoria svolta con un esperto ha maggiori benefici rispetto ad una di gioco in movimento con la console XBox360 e ancor più rispetto all’usuale permanenza sedentaria in sala d’attesa.

Quale “stile” nell’obesità

In presenza di obesità infantile diventa fondamentale riconoscere la terapia da seguire e in particolar modo individuare lo stile di vita da seguire.

L’attività fisica e ludica in oncologia pediatrica

Il gioco e l’attività fisica sono due attività fondamentali per il benessere e la crescita nell’età evolutiva. Nei bambini malati di tumore è stato dimostrato che l’attività fisica è sicura e può avere innumerevoli benefici, come ad esempio migliorare l’efficienza cardiocircolatoria e muscoloscheletrica, la resistenza alla fatica e la qualità di vita.

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La cura del bambino obeso

Il trattamento dell’obesità richiede un approccio multicentricoche coinvolge numerosi esperti ad alto grado di specializzazione con competenze che si integrano (nutrizionali – internistiche - metaboliche - strategie cognitivo- comportamentali)

Tumori infantili e attività fisica

L'attività fisica giova anche ai bambini malati oncologici, ecco perché l' American Cancer Society (ACS) e il Children Oncology Group (COG) hanno stilato delle linee guida per il mantenimento di uno stile di vita attivo

Le problematiche dell’obesità infantile

La familiarità nell’obesità infantile è abbastanza comune, infatti basterebbe guardare i genitori per intuire la loro influenza e “causa” su tale patologia del bambino. Questa, insieme ad altri aspetti rilevanti, rientra nelle problematiche di quella che viene definita “epidemia”.

Il gioco nei linguaggi non verbali

Nel gioco vengono utilizzati anche strumenti non verbali in grado di trasmettere un messaggio. Ci si aiuta con i gesti, con il tono della voce, con la mimica facciale e con l’espressività corporea. In un contesto ricreativo e di animazione, quindi, il gioco viene utilizzato proprio per conoscersi e per stimolare la creatività di ognuno.

Dalla comunicazione verbale alla comunicazione non verbale

La comunicazione prevede l’utilizzo di linguaggi adattabili a varie situazioni. Infatti riconosciamo l’importanza del linguaggio verbale e del linguaggio non verbale; essi consentono al bambino di esprimersi, di dare libero sfogo ai propri pensieri e alle proprie idee. L’esperienza ludica come comunicazione rappresenta un’occasione di scambio linguistico e di interazione con i coetanei.

Educare attraverso il gioco

Il gioco, in tutte le sue forme simboliche, drammatiche, individuali, costruttive, scientifiche, assume un valore educativo determinante nel processo di sviluppo della persona, dall’infanzia all’età adulta

Apprendimento motorio e gioco

L’attività ludica ha un ruolo fondamentale all’interno del processo di apprendimento del bambino (nello specifico di apprendimento motorio), con uno sguardo rivolto all’aspetto socio culturale e al suo utilizzo come strumento didattico.

“Osservazione e imitazione” o “frammentazione e descrizione”? Proposte d’insegnamento

Come spesso accade in tante situazioni “nulla è assoluto e tutto è relativo”. Anche per la scelta del metodo di insegnamento si è dimostrato che tutto può dipendere da diversi elementi e dalle differenti situazioni che si presentano.

Le teorie del gioco

Le teorie del gioco hanno contribuito a considerare l’attività ludica un importante fattore di sviluppo. Il gioco permette al bambino di sperimentare prima e consolidare poi nuove competenze sia cognitive sia socio affettive.

Neuroni specchio e prestazione sportiva

L’arte del “saper fare” ha permesso di approfondire aspetti fisiologici che spiegassero il perché di determinati comportamenti o azioni motorie.