Fasi di accrescimento e attività motoria

Di Riccardo Barigelli Calcari

L'attività motoria è un elemento utile ed indispensabile nel processo di sviluppo organico e cognitivo dell'individuo, a patto di rispettare le tappe essenziali della stimolazione.

La prima fase dell'esistenza di un individuo è sicuramente la più delicata. La costruzione del corpo, e non solo, parte proprio dall'infanzia e rivestono un ruolo fondamentale il come e cosa si fa per i primi anni della vita. Stratz (1904) suddivise l'accrescimento in periodi di turgor e di proceritas.

Per turgor si intende l'aumento ponderale con modificazioni soprattutto a livello muscolare e adiposo; col termine proceritas l'aumento della statura a livello scheletrico.

Nel particolare l'autore parla di:

  • Turgor primus: 2-4 anni
  • Proceritas prima: 5-7 anni
  • Turgor secundus: 8-11 anni
  • Proceritas secunda: periodo prepuberale
  • Turgor tertius: periodo postpuberale

Queste fasi subiscono cambiamenti in base al sesso, e sicuramente si può affermare che a distanza di un secolo qualcosa è cambiato, con spostamenti delle età indicate.

Ma comunque i riferimenti presi possono esserci di aiuto.

Alcuni momenti sono particolarmente delicati per l'insorgenza di possibili paramorfismi: in particolare i periodi che vanno dai 5 ai 7 anni e dagli 11 ai 17 anni (Tribastone, '85).

A nostro parere la crescita va sempre studiata come contesto multifattoriale; vanno presi in considerazione da una parte la componente genetica e dall'altra i fattori ambientali.

All'interno di questi ultimi collochiamo l'esperienza motoria.

A nostro parere l'educazione al movimento va iniziata precocemente.

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Un lavoro di educazione motoria deve essere iniziato già nel bambino neonato attraverso specifiche stimolazioni propriocettive: lasciandolo libero di strisciare, andare in quadrupedia e, in fase di apprendimento della stazione eretta, lasciando i piedi senza calzature (Barigelli, 2006).

Dai due anni in poi va posta attenzione alle fasi di turgor e proceritas.

Dai 2 ai 4 anni si deve ancora lavorare a livello propriocettivo e si cominciano a sollecitare gli schemi motori di base (correre, saltare, arrampicarsi, ecc.).

Dai 5 ai 7 anni il lavoro ci si dedica agli schemi motori di base, curando la correttezza dei gesti soprattutto dal punto di vista posturale.

Nella fase successiva (8-11 anni) è fondamentale lavorare sulla coordinazione generale ed iniziare a lavorare su quella speciale.

La fase pre-puberale è fondamentale da un punto di vista preventivo, per l'insorgere di eventuali paramorfismi.

Si preferisce lavorare sia sulle capacità motorie (coordinative e condizionali) sia soprattutto sul trofismo per la prevenzione di tali possibili atteggiamenti errati (Beraldo S. et al., 2007).

Nella fase post-puberale si lavora sul condizionamento, sollecitando l'individuo da un punto di vista quantitativo.

Nella tabella di seguito sintetizziamo quanto detto.

PeriodoAttività motorie da preferire
0-2 anniSTIMOLAZIONI PROPRIOCETTIVE
2-4 anni Turgor primusSTIMOLAZIONI PROPRIOCETTIVE E SCHEMI MOTORI DI BASE
5-7 anni Proceritas primaSCHEMI MOTORI DI BASE E PREVENZIONE POSTURALE
8-11 anni Turgor secundusESERCIZI COORDINATIVI GENERALI E INIZIO SPECIALIZZAZIONE SPORTIVA
Prepuberale proceritas secundaCAPACITÀ MOTORIE - TROFISMO MUSCOLARE PREVENTIVO
Post-Puberale turgor tertiusCONDIZIONAMENTO MUSCOLARE

Tabella stimolo motorio

Sarà compito quindi dell'insegnante di educazione fisica e degli allenatori sportivi prendere sempre in considerazione gli aspetti più appropriati all'età dell'individuo, per lavorare senza forzare le naturali tappe evolutive.

Bibliografia

  1. Il giovane campione
    ; Ed. Aracne Editrice;
  2. Apprendimento motorio e prestazione
    Schmidt Richard A.; Wrisberg Craig A.
  3. L' educazione fisica. Le basi scientifiche del controllo e dello sviluppo del movimento
    Cilia Giuseppe
  4. I principi fondamentali dell’educazione fisica
    E. Enrile