Wellness: origine e significato di un concetto universale per bambini, adulti e anziani

Di Lida Pesaresi

Il wellness rappresenta uno stile di vita che promuove l'armonia tra corpo e mente, enfatizzando l'importanza dell'attività fisica regolare per migliorare la qualità della vita e prevenire patologie legate alla sedentarietà

All'attività fisica è sempre stato attribuito uno spazio rilevante nella vita del singolo e della collettività: fin dai tempi antichi gli uomini hanno dedicato molto del loro tempo a forme di attività motorie (addestramento militare, gare sportive, palestre, terme, giochi, tornei) nelle quali , pur con finalità diverse ma corpo e movimento giocavano un ruolo importante.

Appartiene, però, all'era moderna la consapevolezza medico – scientifica che l'attività fisica, se praticata in modo regolare, non solo favorisce la migliore funzionalità degli apparati del nostro corpo ma incide in modo significativo sulla qualità della vita, sullo stato di salute e sul benessere globale della persona.
Al contrario la sedentarietà, che affligge la società moderna, è considerata come un rilevante fattore di rischio per l'insorgenza di patologie importanti e per l'incidenza sui livelli di mortalità della popolazione adulta. Nonostante l'attività fisica svolga un ruolo di primaria importanza per il benessere della persona, i livelli di pratica minimi raccomandati sono ancora lontani dall'essere praticati e dal diventare un elemento caratterizzante lo stile di vita personale.

Oggi, oltre al termine Fitness, sono stati coniati vari termini per indicare lo stato di benessere, tra i quali il più citato è "Wellness".

Wellness significa benessere ottenuto con uno stile di vita sano, mirando all'armonia di corpo, mente, anima; è nato dalla fusione dei termini "well-being" e "fitness", ovvero l'attività fisica che contribuisce in maniera essenziale allo star bene.

Giovenale (1), esprimeva il concetto di "mens sana in corpore sano"ed a quasi due millenni di distanza le cose, non sono cambiate. Forse per meglio comprendere il significato di benessere, o star bene si dovrebbe citare la definizione di salute dell'OMS (2), che definisce appunto la salute come

"stato di completo benessere fisico, psichico, sociale e non semplice assenza di malattia".

A questo si può aggiungere il benessere spirituale, in cui la persona sente, in ogni momento, di vivere in una condizione di gioia, gusto per la vita, pienezza e consapevolezza dell'armonia che la circonda, portando ad uno stato di serenità interiore e di buon rapporto con noi stessi e con gli altri.

Wellness: la cultura del vivere bene

Il Wellness (4), come definito dalla Wellness Foundation, è uno stile di vita basato sul "regolare esercizio fisico, una dieta equilibrata, e un approccio mentale positivo". E' quindi la ricerca del benessere psicofisico basato sull'equilibrio corpo-mente-spirito.

Wellness vuol dire "star bene con se stessi e con gli altri". Questo stato fisico e mentale implica una conoscenza, un processo educativo necessario per acquisire la consapevolezza di cosa sia il "bene" per ciascun individuo e di come il "bene" personale di un soggetto possa felicemente incontrare e integrarsi con quello degli altri soggetti. Il wellness degli antichi, così come quello dei moderni, è basato sull'equilibrio corpo-mente, e qui il movimento, l'attività fisica, gioca un ruolo fondamentale.

L'uomo è nato per muoversi. La scienza medica ci ricorda che il corpo umano è una macchina pensata e progettata per compiere diecimila passi al giorno. Nella società contemporanea la trappola della sedentarietà e le false comodità che inseguiamo quotidianamente ci portano a compiere meno della metà. E questo mette a repentaglio il funzionamento stesso e la longevità della macchina umana.

La vita, per essere vissuta pienamente, esige movimento, dinamismo, ottimismo e anche una buona dose di fiducia in se stessi e negli altri. Lo scrittore cileno Luis Sepùlveda (5) ha sostenuto più volte che il movimento del corpo (lo spostamento, i viaggi) e della mente (la creatività, i sogni) sono fondamentali per l'esistenza. Chi non si muove muore.

Le società moderne sono malate di sedentarietà, di conformismo, di pigrizia mentale. C'è bisogno di riscoprire un nuovo dinamismo con particolare riferimento alla società italiana, che appare come assopita.

Wellness, tra passato e presente

Vive bene colui che riesce a trovare nei diversi tempi della vita il giusto equilibrio fra benessere fisico e saggezza morale e intellettuale. Vive male sia l'individuo che coltiva soltanto la bellezza e la forza del corpo, sia chi concentra tutto su se stesso nella vita intellettuale e morale e considera il corpo un ostacolo o un accessorio minore. Esiste un equilibrio particolare del bambino, del giovane, dell'adulto, dell'anziano, dell'uomo e della donna.

E' un equilibrio da riscoprire continuamente, e chi sa trovarlo vive più felice di chi non lo trova: Narciso, rivolto solo alla sua bellezza esteriore, è infelice.

Nell'antichità il ginnasio era una palestra dove si esercitavano il corpo e la mente, li si faceva crescere in armonia, educandoli al loro sviluppo naturale. Il corpo degli antichi, plasmato dall'esercizio regolare, non è quello statico e statuario prodotto dal moderno body-building.

Ad Atene e a Roma, i luoghi in cui si plasmava il corpo con la ginnastica erano circondati da portici sotto i quali esperti maestri tenevano lezioni di letteratura e filosofia. Educazione fisica e spirituale nel mondo antico andavano insieme. (6)

L'equilibrio fra un corpo e una mente che, mediante l'esercizio, raggiungono una forma eccellente è, per i Greci, l'unico modo naturale del vivere felici, stando bene innanzitutto con se stessi: ciascuno secondo la propria misura.

Non solo i giovani, ma uomini di ogni età frequentano, nel mondo antico, i ginnasi e le palestre. Star bene non è un privilegio della giovinezza o di un periodo particolarmente propizio dell'esistenza, ma possibilità di un intera vita: secondo la giusta misura che ogni fase della vita concede e la dose di esercizio che a ciascuno spetta.

La ginnastica, non la medicina, realizza nella cultura greca la massima virtù. La medicina interviene per lo più sul corpo malato per guarirlo, liberarlo dai disordini e dai mali.

Nel Medioevo esistevano scuole dedicate allo studio della salute e del benessere fisico come quella di Salerno. Salute fisica e mentale erano viste come tutt'uno e più che alla cura si guardava alla prevenzione delle malattie, suggerendo una dieta sana e leggera e una quotidiana gestione disciplinata e ragionevole del corpo. Interessante è l'attenzione alla vita fisica presente nelle regole monastiche di derivazione benedettina: si rifuggiva, ad esempio, dai digiuni, invitando a consumare cibo in quantità moderata e disciplinata, e a combattere con vigore e attività la melanconia, lo stato dell'anima ritenuto responsabile anche di molti mali fisici. Corpo e anima venivano considerati come un tutto uno globale. (7)

Nel Rinascimento l'ideale dello sviluppo integrale ed equilibrato dell'individuo conosce il trionfo, quando si afferma con forza l'idea che vivere umanamente la vita , che è dono di Dio, vuol dire aver cura del corpo e dell'anima. Il progetto pedagogico rinascimentale esalta l'uomo completo, non più solo spirito ma come mente e corpo.

La cultura islamica classica perseguì un equilibrio tra spirito e materia, tra interiorità ed esteriorità. Sebbene nient'affatto contraria a soddisfare le passioni corporali, la civiltà islamica classica tentò di integrarle e di elevarle facendo riferimento alla visione di Dio o alla perfezione dell'intelletto. In età contemporanea le circostanze e le condizioni storiche hanno fatto perdere questo equilibrio.

L'occidentalizzazione dei costumi è stata vissuta sia positivamente sia negativamente, resta aperta la ricerca di un nuovo umanesimo, incentrato sull'uomo in quanto libero creatore di un mondo di amore e di speranza.

Nella cultura indiana, invece, la ginnastica è molto valorizzata, si colloca sullo sfondo della ben nota credenza nel ciclo delle rinascite, per cui l'essere umano attraversa moltissime vite successive, dipendenti ciascuna dagli atti compiuti nelle precedenti. Privilegia una concezione globale che include tutte le componenti dell'essere umano e ne prevede l'integrazione: fisico, emozioni e sentimenti, intelletto, interiorità, o spirito se si preferisce. Queste componenti devono essere sviluppate tutte, senza squilibri e opportunamente coordinate fra loro.

La nozione di "individuo sano" prevede infatti che il benessere (wellness) sia la conseguenza di uno stile di vita appropriato, di un insieme di attività ben distribuite e compiute in un ambiente adeguato. Essenziali sono, il regime di vita, la dieta e la farmacopea, basata principalmente su sostanze vegetali e in minor misura, minerali.

Negli Stati Uniti, di fronte al vero e proprio degrado fisico, morale e civile che colpisce settori sempre più ampi della società, si sta diffondendo la consapevolezza che è necessario porre al centro dei programmi educativi e delle politiche sociali il concetto di Human flourishing (8), cioè fiorire e realizzarsi come essere umano, nel corpo e nella vita morale e intellettuale.

La nozione di fioritura umana è collegata con il tema della virtù: l'autocontrollo che permette il compimento di un progetto di vita autonomamente scelto attraverso il prevalere dei desideri critici (la scelta di seguire una dieta sana) sui desideri primari (l'improvviso appettito per un hamburger) e la capacità di ascolto, che permette una fioritura delle nostre relazioni umane e sociali.

Il corpo è diventato una risorsa simbolica a disposizione dei singoli individui: dall'avere un corpo si passa a fare un corpo. Lo stesso individuo, possidente del piccolo dominio di se stesso, è chiamato a giocare due ruoli contemporaneamente: egli è al tempo stesso l'allenatore e il gestore del proprio corpo, l'inventore e l'invenzione, il ramage della propria immagine e l'esito del proprio investimento.

Vivere bene nelle nostre società è soprattutto un problema di cultura e non di possesso di beni. Si potrebbe avere infatti un discreto grado di benessere anche in presenza di redditi relativamente bassi, se poniamo al possesso di gioielli e di automobili di lusso si preferisce un'auto di piccola cilindrata e magari più soldi da destinare alla visita di musei o all'acquisto di libri. Così come si potrebbe avere un pessimo grado di benessere anche con redditi elevati, se, per esempio l'unica capacità che ci soddisfa è quella di comprare e consumare. Per stare bene, insomma, il semplice accesso al mercato non basta. Ci vuole anche qualcos'altro: ci vuole cultura; ci vuole un ambiente sociale e naturale soddisfacente; ci vogliono possibilità e capacità di auotodeterminazione.

Il wellness ha prima di tutto una dimensione individuale, ma esso acquista una dimensione sociale e collettiva nel momento in cui una società riesce a isolare, ridurre e neutralizzare i fattori esogeni che congiurano contro la diffusione del benessere, quali, per esempio l'inquinamento, il traffico congestionato, il degrado urbano, lo stress e la frenesia della vita moderna, la scarsa informazione circa i benefici dell'esercizio fisico come prevenzione e cura di determinate patologie, solo per citare alcuni temi. E' questo il concetto di wellness society(9).

Il wellness society è un modello di società che tende a privilegiare il benessere e la qualità della vita del singolo e della collettività, incentivando o premiando le scelte individuali che producono benessere anche per la collettività. Ciascun individuo è e rimane il miglior giudice dei propri interessi ….e del proprio wellness.

La modificazione degli stili di vita e la progressiva diffusione del benessere comportano una sostanziale diminuzione del livello di attività fisica nella popolazione degli Stati economicamente più progrediti. Ciò si traduce in un aumento di malattie cardiovascolari, metaboliche, osteoarticolari e neoplastiche il cui legame con sedentarietà e alimentazione errata è stato ampiamente dimostrato nelle ultimi due decadi. Attraverso numerosi studi epidemiologici e trial clinici si è progressivamente evidenziato il ruolo dell'attività fisica nel prevenire l'insorgenza di numerose patologie e si sta affermando il concetto di utilizzare l'esercizio fisico, prescritto con precisione per quanto riguarda intensità e quantità, come un vero e proprio farmaco per curare le affezioni in oggetto qualora si siano manifestate. Eppure, di fronte a questa evidenza , le popolazioni continuano ad ingrassare e diabete ed altre alterazioni come quelle dell'apparato cardiovascolare, continuano a dilagare. Probabilmente l'aiuto per il futuro deve arrivare dalla psicologia e dalla pedagogia, per cercare di rimuover gli ostacoli socioculturali all'adozione degli stili di vita sani. Insegnare a vivere bene a dare a tutti –bambini, giovani, adulti e anziani– la possibilità di vivere bene è diventata una necessità improrogabile per le nostre società. Il problema del sovrappeso e dell'obesità, delle malattie cardiovascolari, neoplastiche, metaboliche e osteoarticolare, è diventato drammatico.

Gli studi hanno documentato che queste gravi malattie sono legate alla sedentarietà e alla cattiva alimentazione.

E' quindi evidente che non basta gridare al pericolo perché la gente corra ai ripari: è ormai chiaro che uno stile di vita attivo deve scaturire da un'azione coordinata dove medici, psicologi, nutrizionisti, urbanisti, architetti, sociologi si ritrovino a collaborare per costruire una cultura del movimento.

E' opportuno fare un po' di chiarezza sui termini usati per definire il movimento, poiché spesso si assiste a conferenze o si leggono documenti in cui "attività fisica", "esercizio", "sport" vengono usati con disinvoltura, quasi fossero sinonimi. Secondo l'organo scientifico dell'American College of Sport Medicine (10) per

Attività fisica
si intende qualsiasi forma di movimento del corpo prodotto dalla contrazione muscolare che aumenti il dispendio calorico
Esercizio fisico
si intende una sottocategoria dell'attività fisica quantificata per volume, intensità e frequenza in cui i movimenti sono strutturati in maniera ripetitiva per migliorare o per mantenere uno o più componenti della forma fisica
Sport
si intende una sottocategoria dell'esercizio fisico regolamentata e finalizzata alla competizione

Vi sono difficoltà nel valutare la relazione dose di movimento-risposta dell'organismo, a causa di molteplici fattori:assenza di studi specifici, fattori incontrollabili per esempio genetici, mancanza di metodi sufficientemente sensibili e accurati per determinare la dose di attività fisica.

Molto lavoro si sta facendo per utilizzare l'esercizio fisico quantificato per modalità, intensità e quantità nell'ambito della prevenzione secondaria, e cioè quella che si occupa di evitare il peggioramento di una patologia già conclamata o di ridurre il rischio di complicanze.

L'attività fisica è fondamentale per mantenere la popolazione sana, prevenendo l'insorgenza di patologie, mentre l'esercizio fisico è finalizzato al miglioramento della performance fisica sia nel soggetto sano, sia in quello in cui la patologia ha provocato una diminuzione della capacità funzionale. Incentivare la pratica della attività fisica significa infatti rendere possibile la mobilità a piedi o in bicicletta, aumentare le aree verdi, migliorare la qualità e l'accessibilità dei servizi. La grande spinta data dall'espansione del fenomeno del fitness ha fornito un notevole contributo alla diffusione della cultura dell'esercizio con finalità non agonistiche.

Le offerte dei centri fitness attraggono tuttavia un segmento che è, salvo eccezioni, già in buona salute e concentrato nella fascia di età fra i 30 e 50 anni. Per contro, la struttura delle città e degli ordinamenti scolastici stanno privando le popolazioni in età scolare di un importante quantità di moto. Le strutture in cui l'esercizio fisico è utilizzato per patologie metaboliche, cardiovascolari ed osteoarticolari sono ancora pionieristiche e insufficienti. Il potenziamento di questo tipo di servizi passa per forza attraverso la maggior diffusione della cultura della prevenzione nella classe medica e tra kinesiologi e attraverso il coinvolgimento degli psicologi. Il ruolo della psicologia è in effetti centrale quando si parla di modificazione degli stili di vita dannosi come la sedentarietà, il fumo e l'alimentazione. Tutta la tecnologia e il benessere prodotti stanno causando un'alterazione così profonda del modo di vivere che l'uomo si sta ammalando di nuove patologie: quelle legate al benessere.

Il Wellness in età evolutiva

La maggior parte dei bambini che nascono nel mondo occidentale sono desiderati, amati, curati e protetti. Vorremmo immunizzarli dalle malattie, sottrarli al dolore, garantire loro una vita lunga e felice. Appena nati, prima ancora di essere accolti tra le braccia dei genitori, vengono sottoposti a rigorosi controlli, a test di efficienza che, misurano la validità dei processi vitali, valutati sia a un minuto, sia a cinque minuti dalla nascita: frequenza cardiaca, attività respiratoria, tono muscolare, reazione agli stimoli, colorito della pelle. La prima accoglienza sociale, il primo atto di benvenuto, si traduce così in una pagella che, con voti da 0 a 10, valuta l'adeguatezza del piccolo ai parametri di buona salute stabiliti dalla neonatologia. (11)

Nessuna attenzione invece per le espressioni complessive, per la qualità del venire alla luce e cioè se il neonato si trova in uno stato di benessere o di disperazione, se si sente protetto o minacciato, se prova piacere o soffre. Per cui alla valutazione clinica si dovrebbe aggiungere la valutazione del suo benessere psicofisico.

Nella società della fretta i bambini odono in ogni circostanza risuonare le ingiunzioni: "vieni, dai, andiamo, sbrigati!". Ordini che inducono azioni meccaniche prive di sapere e di piacere. Eppure, quando riusciamo a seguire i loro tempi senza imporre i nostri, vediamo riemergere l'incanto dell'infanzia, la curiosità, la meraviglia, la felicità del poco e del niente. L'apprendimento quando non è addestramento, è sempre complessivo, globale.

Il piccolo sale e scende mille volte lo stesso gradino, afferra e lascia un oggetto, si abbandona al dondolio, salta un ostacolo, esplora il suo corpo e lo spirito. La funzionalità, fine a se stessa, non strumentale, costituisce un'insostituibile fonte di conoscenza di sé e del mondo.

Riprendendo un antico proverbio cinese: "Se ascolto imparo, se vedo ricordo, se faccio capisco." Per la maggior parte dei nostri piccoli il piacere di fare si trasforma ben presto in una condotta trasgressiva perché, in uno spazio che non prevede la loro presenza, muoversi vuol dire mettere in disordine, rompere, sporcare. E dove depositare i bambini, per farli star fermi e zitti, se non davanti alla tv? Il piccolo schermo, con le sue ombre in movimento, diviene così il vero mondo, dove il virtuale sostituisce il reale.

Per approfondimenti sul tema dell'attività motoria in età evolutiva è disponibile il corso di formazione Istruttore Fitness per Bambini

La maggior parte dei genitori sono ben consapevoli di non stare abbastanza accanto ai figli, e, mossi dai sensi di colpa, adottano comportamenti di permissività poiché non intendono rovinare le poche ore che trascorreranno insieme con divieti e dinieghi. I bambini, avrebbero bisogno di giocattoli che interagiscono con il loro corpo, che si prestino a essere scalati, attraversati, saltati, schiacciati, gettati e ripresi, e soprattutto di spazi ludici che possa consentire ai bambini la possibilità di sviluppare i loro corpi, la loro mente e la loro fantasia. Ma non trovano posto in appartamenti piccoli, in nidi d'infanzia ricavati da locali impropri, in scuole materne affollate di bambini oltre ogni limite.

Un tempo i bambini si allontanavano da casa poco per volta, a piccoli gruppi, facendosi coraggio l'un l'altro, si spingevano sempre più in là perlustrando lo spazio circostante. In campagna il gioco era particolarmente avvincente perché l'ambiente cambiava a seconda delle stagioni e delle ore del giorno. In primavera si raccoglievano i fiori, in estate e autunno la frutta, in inverno si scivolava sul ghiaccio e si battagliava a colpi di palle di neve. In città lo spazio consentito ai bambini era invece costituito dai giardini pubblici e dal percorso casa-scuola. La mappa mentale era disegnata intorno a "punti di esperienza": l'abitazione dei nonni, dell'amico, del dottore, l'oratorio, la gelateria, e i bambini potevano, allungando progressivamente il cammino, percorrere i segmenti che separavano la loro abitazione dalle varie stazioni.

Sul tema vedi anche Il giovane campione, di Pierluigi De Pascalis.

Durante le perlustrazioni i ragazzini esercitavano competenze diverse: la memoria, il senso dell'orientamento, lo spirito di osservazione, il controllo del tempo, la capacità di elaborare nuove strategie. Nulla di simile accade ora nè in campagna nè in città, le loro giornate sono organizzate dagli adulti che li accompagnano, spesso in macchina, a scuola, in piscina ,dal dentista, non c'è niente di meno libero del tempo libero. Non concediamo ai bambini nessuna autonomia perché abbiamo paura del pedofilo, del traffico, degli zingari….

Molti disturbi del comportamento (disordini alimentari, turbe del sonno, ipermotricità, deficit di attenzione, crisi di panico) sono da rapportare a un sostanziale squilibrio tra il bambino e l'ambiente. I nostri figli hanno tanto, troppo di tutto, ma restano sedentari e passivi perché gli oggetti non colmano la mancanza di esperienze. A Natale chiedono quattro giocattoli e puntualmente ne ricevono undici, ma per giocare, i giocattoli non bastano se mancano lo spazio, il tempo, gli amici. I più fortunati hanno due o tre pomeriggi impegnati in attività sportive o espressive ma, per la maggioranza, dopo le ore sedentarie trascorse a scuola, non resta altro che stare ulteriormente seduti per fare i compiti o guardare la televisione, con il risultato paradossale che una società quanto mai attenta alla forma fisica sta allevando dei piccoli obesi. In Italia gli obesi sono circa 5.000.000 e l'incremento dell'obesità infantile è del 50% negli ultimi dieci anni (12).

Sul tema vedi anche Nutrizione per lo sport in età evolutiva, di Domenico Meleleo.

L'arma più efficace è la prevenzione, mirata a cambiare le abitudini scorrette e a introdurre un regime quotidiano che difenda la salute e promuova il benessere. E' vero che si mangia troppo, ma è altrettanto vero che ci si muove troppo poco. Acquisire la capacità di inibire e controllare i movimenti involontari e di comandare e modulare quelli volontari previene, migliorando l'autocontrollo, la violenza compulsiva. Nella società odierna le carenze di palestre che siano non solo contenitori di corpi in movimento, ma centri educativi nel senso più completo del termine, è una delle cause del disagio infantile e giovanile. L'allenatore è di solito un personaggio distante dai ragazzi, che propone a tutti, indistintamente, lo stesso compito senza cogliere le differenze e differenziare i percorsi. L'educazione motoria rimane così la Cenerentola del curriculum scolastico e del tempo libero.

Le conseguenze psicologiche di queste deprivazioni non sempre si colgono subito. Emergono per lo più nell'adolescenza quando ragazzi e ragazze si confrontano con i mutamenti indotti dallo sviluppo sessuale. La metamorfosi dell'età inducono allora un senso di estraneità che, per essere superato, richiede una ridefinizione dell'identità corporea. Ma non è facile accettarsi e valorizzarsi quando si è tempestati da immagini ideali, da veri e propri idoli di giovinezza, salute, felicità e bellezza, come quelli imposti dai mass media.

Serpeggia infatti tra i giovani un sentimento di inadeguatezza che spesso esita in sensi di colpa e di vergogna. Ragazzi e ragazze normali, o anche molto belli, rifiutano il loro corpo perché non corrisponde agli esigenti canoni estetici richiesti dalla società. Anoressia e bulimia (mangiare troppo poco o troppo) rappresentano al tempo stesso il rifiuto depressivo e l'affermazione maniacale di sé. Anche il body-building esasperato dagli anabolizzanti, in quanto tentativo di gonfiare i muscoli per celare la propria debolezza dietro una grottesca esibizione di forza. Vi è, nel dominio eccessivo del corpo, qualcosa di innaturale, di pericoloso, un elemento di malessere.

Il Wellness nella terza età

Oggi, l'allungamento della vita media ha fatto si che il numero degli anziani sia aumentato in modo consistente e soprattutto che molti uomini e donne arrivino alla vecchiaia in buona salute fisica e mentale. Basti pensare che la speranza di vita alla nascita va oltre i 75 anni contro i 45 di poco meno di un secolo fa.

A lungo ha dominato la cosiddetta "teoria del disimpegno", secondo cui l'anziano avrebbe dovuto a mano a mano convincersi che la condizione ideale per lui sarebbe la rinuncia a una serie di aspirazioni e di traguardi che avevano caratterizzato la sua vita e la sua personalità negli anni giovanili e nella maturità e l'assumere quindi dei ruoli disimpegnati. (13)

La terza età non può e non deve più essere pensata come tempo del disimpegno, ma come tempo di rinnovate e nuove responsabilità e possibilità.

Importante nella terza età è mantenere vivo uno o più interessi o hobby che tengano occupati, stimolino la mente, mantengono in esercizio la memoria. Oltre ad evitare gli eccessi legati all'alcool o al fumo e proteggere il cervello dai danni vascolari e dai processi ossidativi, è dunque importante tenere viva la mente e continuare ad aggiornarsi non avendo paura di fare nuove esperienze. Il cervello si nutre prevalentemente di stimoli e mantiene la sua forma sulla base delle esperienze quotidiane.

Sono sempre più numerosi gli anziani che si concedono quei viaggi che avevano desiderato compiere da giovani, che riscoprono il piacere della lettura , riprendono a giocare a tennis, a sciare, ad andare in bicicletta. Per molti di loro, a differenza di quanto avveniva nel passato, la palestra è diventata un luogo dove non solo si fa ginnastica, si cura il corpo e lo si tiene in esercizio, ma anche e soprattutto uno spazio di vita in cui si socializza con persone di tutte le età. C'è sempre, in ogni palestra, un gruppetto di anziani affezionati che trascorrono in esercizi e interazioni sociali dalle due alle tre ore al giorno.

Infine, il diventare nonni, poi, è per molti una piacevole scoperta e un'opportunità per mantenersi giovani a contatto con i più piccoli. La memoria può indebolirsi, i movimenti possono rallentare e i riflessi non essere più quelli di una volta, ma l'esperienza, la sensibilità e il sapere accumulati nel corso degli anni consentono di svolgere svariate funzioni. Molti nonni sono aperti alle novità e flessibili. E nei confronti dei nipoti possono essere consiglieri in alcuni momenti, alleati, amici e compagni di giochi in altri.

In conclusione, invece di ritenere la terza età un periodo di decadenza, la si può a buon diritto considerare come una fase dell'esistenza in cui si può finalmente raggiungere la piena realizzazione di sé e una maggiore comprensione degli altri. Più maturo, capace di distacco, con una notevole esperienza alle spalle, un anziano può finalmente gustare aspetti della vita su cui prima non aveva avuto tempo di soffermarsi.

Per approfondimenti sul tema dell'attività motoria in età adulta e anziana è disponibile il corso di formazione Istruttore Fitness per la Terza Età

Bibliografia

  1. 1Maurizio Viroli- Introduzione – Wellness storia e cultura del vivere bene bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  2. 2OMS - Organizzazione Mondiale della Sanità Agenzia dell ‘ONU istituita nel 1948
  3. 3www.nutrizioneumana.it
  4. 4N. Alessandri, Presentazione in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  5. 5N. Alessandri – Presentazione in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  6. 6Maria Michela Sassi, Cura del corpo e cura dell'anima nel pensiero antico in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  7. 7Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri, Il Benessere nel Medioevo: salute fisica e mentale contro la melanconia in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  8. 8Maurizio Viroli- Introduzione – Wellness storia e cultura del vivere bene bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  9. 9Cfr. N. Alessandri, Presentazione in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  10. 1010Cfr. M. Massarini, Il rapporto tra movimento e vivere bene in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen (TN), Sperling&Kupfer, 2007
  11. 11Cfr. Silvia Veggetti Finzi, Il Wellness dei nostri figli. Crescere in qualità nell'epoca della quantità in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen
  12. 12Cfr. Silvia Veggetti Finzi, Il Wellness dei nostri figli. Crescere in qualità nell'epoca della quantità in Wellness storia e cultura del vivere bene, Clen

A quali domande risponde questo articolo?

Qual è il significato del termine "wellness"?

Wellness indica uno stile di vita che promuove l'armonia tra corpo e mente, enfatizzando l'importanza dell'attività fisica regolare per migliorare la qualità della vita e prevenire patologie legate alla sedentarietà.

Come si è evoluto il concetto di wellness nel tempo?

Il concetto di wellness ha radici antiche, ma è nell'era moderna che si è sviluppata la consapevolezza medico-scientifica dei suoi benefici, riconoscendo l'attività fisica regolare come fondamentale per la salute e il benessere globale della persona.

Quali sono i benefici del wellness per diverse fasce d'età?

Il wellness offre benefici a tutte le età: nei bambini favorisce uno sviluppo sano, negli adulti migliora la qualità della vita e negli anziani aiuta a mantenere funzionalità fisiche e mentali, prevenendo patologie legate all'invecchiamento.

Perché la sedentarietà è considerata un fattore di rischio per la salute?

La sedentarietà è vista come un fattore di rischio significativo poiché contribuisce all'insorgenza di patologie croniche e incide negativamente sui livelli di mortalità nella popolazione adulta, sottolineando l'importanza dell'attività fisica regolare.

Come integrare il wellness nella vita quotidiana?

Integrare il wellness nella vita quotidiana implica adottare abitudini salutari, come praticare attività fisica regolare, seguire una dieta equilibrata e dedicare tempo al rilassamento mentale, promuovendo così un equilibrio tra corpo e mente.

Riassunto

Wellness rappresenta uno stile di vita che mira all'armonia tra corpo e mente, sottolineando l'importanza dell'attività fisica regolare per migliorare la qualità della vita e prevenire malattie legate alla sedentarietà. Questo concetto, pur avendo radici antiche, ha acquisito maggiore rilevanza nell'era moderna grazie alla consapevolezza medico-scientifica dei suoi benefici. Il wellness è applicabile a tutte le età: nei bambini supporta uno sviluppo sano, negli adulti migliora il benessere generale e negli anziani aiuta a mantenere le funzionalità fisiche e mentali, riducendo il rischio di patologie legate all'invecchiamento. Integrare il wellness nella vita quotidiana significa adottare abitudini salutari che promuovono un equilibrio tra corpo e mente.

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