Italia, il paese che invecchia: il ruolo dell'esercizio fisico per dare vita agli anni e ridurre le spese sanitarie

Di Elia Vetricini

L'invecchiamento demografico in Italia comporta un aumento delle patologie croniche e delle spese sanitarie; l'attività fisica emerge come strategia preventiva chiave

Introduzione

L'Italia è tra le nazioni più longeve al mondo, ma l'invecchiamento della popolazione porta con sé sfide significative, soprattutto in termini di salute e sostenibilità del sistema sanitario. Gli anziani stanno aumentando in numero ma l'aspetto terrificante è che non godono di buona salute diventando non autosufficienti, creando problematiche di natura gestionale in famiglia e di natura sociale aumentando le spese sanitarie che gravano sulle tasche degli italiani e sul bilancio nazionale.

Chiunque abbia avuto a che fare con un genitore anziano con gravi problemi salutari sa benissimo di cosa sto parlando e delle angherie che subiscono sia la vittima sia chi gli sta vicino passando da un ospedale all'altro, lasciando il lavoro e vivere con la preoccupazione e l'ansia che possa succedere qualcosa di grave all'istante.

È imperativo cambiare rotta, non è assolutamente una cosa semplice ma come dico sempre bisogna partire da qualche parte e iniziare dalla sensibilizzazione di tutta la popolazione con tutte le armi di cui disponiamo è giù qualcosa e far capire alle persone che non stanno male perché sono "vecchie" stanno male perché non si sono presi cura di se stessi per troppi anni.

Analizziamo i dati demografici, le patologie prevalenti tra gli anziani, i costi associati e le strategie preventive per affrontare questa triste realtà.

Demografia: un Paese che invecchia

A livello mondiale siamo il secondo paese per numero di anziani, dopo il Giappone, il 12% della popolazione mondiale ha più di 60 anni, circa 900 milioni e diventeranno il 21% tra 35 anni arrivando a 2,4 miliardi.

In italia siamo passati da 1 anziano su 10 nel 1963 a 1 anziano su 5 oggi1.

Al 1° gennaio 2023, l'Italia contava oltre 14 milioni di persone con più di 65 anni, rappresentando il 24,1% della popolazione totale. Le proiezioni indicano che entro il 2050 questa fascia d'età costituirà il 34,5% della popolazione, con un aumento significativo degli ultraottantenni e degli ultracentenari2

Patologie prevalenti tra gli anziani

La presenza di cronicità e multimorbilità hanno un impatto negativo sulla vita e sui livelli di autonomia nelle attività essenziali e sulla qualità stessa della vita. Immagina un anziano che non ha la forza di aprire un barattolo di conserva, o fatica a fare una rampa di scale come possa impattare negativamente sulla sua quotidianità.

Le malattie croniche non trasmissibili (MCNT) sono la principale causa di morte in Italia, responsabili del 91% dei decessi. Tra queste, le più comuni negli anziani includono:

  • Artrosi (47,6%)
  • Ipertensione (47%)
  • Patologia lombare (31,5%)
  • Patologia cervicale (28,7%)
  • Iperlipidemia (24,7%)
  • Malattie cardiache (19,3%)
  • Diabete (16,8%)
  • Problemi controllo vescica (12%) uomini
  • Depressione (15%), allergie (14,1%) incontinenza urinaria (13,7%) nelle donne

Il 43,2% degli anziani di 65 anni e più dichiara almeno una patologia grave (ictus, tumori, Alzheimer e demenze, malattie cardiache, incluso infarto o angina, diabete, parkinsonismo, malattie respiratorie croniche: bronchite cronica, Bronco pneumopatia cronico ostruttiva - BPCO, enfisema).

La percentuale scende al 17% se le patologie croniche gravi sono almeno due. Tra gli anziani di 75-84 anni la quota di coloro che hanno almeno una malattia cronica grave si attesta al 48,1% (52,4% tra gli uomini e 44,8% tra le donne) mentre la percentuale di quanti sono affetti da almeno due malattie croniche gravi è pari al 19,4% (22% tra gli uomini e 17,4% tra le donne).

Tra gli anziani di 85 anni e oltre, circa un terzo dichiara di essere affetto da almeno due patologie croniche gravi (34,1% tra gli uomini e 29,1% tra le donne)3.

Impatto sul Sistema Sanitario Nazionale

La spesa pubblica nel 2022 ammonta all'1,7% del PIL, di cui la parte erogata a soggetti con più di 65 anni rappresenta l'1,28% (il 74% del totale). Tenendo conto che nel 2022 ogni punto di PIL valeva circa 19,1 miliardi di euro, questo vuol dire che la spesa complessiva pubblica per le cure di lungo termine (LTC) è stata di 32,4 miliardi di euro di cui 24,4 per gli anziani non autosufficienti.

La gran parte della spesa è assorbita dalla componente sanitaria e dalle indennità di accompagnamento che coprono complessivamente l'83,5% della spesa complessiva per LTC (rispettivamente, il 40,5% e il 43%). Il restante 16,5% è rappresentato dalle altre prestazioni assistenziali locali4.

Ogni famiglia italiana ha speso mensilmente nel 2023, in media, 2.738,1 euro (32.857 euro annui), e di questi 117,84 euro sono stati dedicati alla salute (per un totale annuale di 1.414 euro): vuol dire che la spesa sanitaria della famiglia ha inciso per il 4,30% della spesa totale. Se moltiplichiamo la spesa media annuale di ogni famiglia per la salute per il numero totale di famiglie secondo ISTAT (25,7 milioni) si arriva per tutta la popolazione italiana ad una cifra di poco più di 36 miliardi di euro all'anno, valore che risulta leggermente inferiore ai 40-45 miliardi provenienti dalle stime effettuate dalla Corte dei Conti. Questa cifra è aggiuntiva ai circa 135 miliardi che lo Stato mette a disposizione del Servizio sanitario attraverso il Fondo Sanitario Nazionale5.

Prevenzione: il ruolo dell'attività fisica e dello stile di vita

L'adozione di uno stile di vita sano può ridurre significativamente l'incidenza delle MCNT. L'esercizio fisico regolare, una dieta equilibrata e l'astensione da fumo e alcol sono fondamentali.
Inutile dire che il classico detto "mi godo la vita" non ha alcun senso perché se mangi male, fumi e bevi alcol anche moderatamente non ti stai godendo la vita ma te la stai rovinando e stai gettando le basi per una vecchiaia fatta di angherie.

Credo che il più grande problema degli italiani sia la mancanza nel loro vocabolario della parola PREVENZIONE. Praticamente le persone si curano quando la salute non ce l'hanno più quando invece bisogna occuparsene proprio quando la salute ce l'abbiamo ancora. Non si tratta più di pensare all'esercizio fisico come ad un qualcosa che ci serve per scolpire addominali e glutei da esibire sui social o in spiaggia, si tratta di vivere bene ed in salute fino alla fine dei nostri giorni e gli anziani non fanno eccezione alcuna, anzi, sono i primi a beneficiare dell'attività fisica regolare.

Ma quale attività fisica devono fare gli anziani?

Sostanzialmente non ci sono limiti in termini assoluti, praticamente l'anziano può eseguire o la sua disciplina sportiva preferita o frequentare una palestra o uno studio chinesiologico per essere seguito personalmente. Tuttavia le più recenti ricerche scientifiche hanno stabilito quali siano le capacità motorie più importanti da allenare nell'anziano per migliorare la sua qualità della vita e sono:

  • Forza muscolare
  • Potenza muscolare
  • Capacità aerobica
  • Equilibrio

Allenamento della forza

L'anziano con l'avanzare dell'età va incontro ad una serie di deficit legati all'invecchiamento e uno di questi è la sarcopenia che significa perdita di muscolo che provoca una diminuzione della forza massima e del controllo motorio. Non esiste nessun farmaco contro la sarcopenia, l'unico rimedio è l'allenamento della forza.

Questa meta-analisi del 2023 ha identificato 5988 citazioni di cui 42 RCT (trial clinici randomizzati) si sono dimostrati idonei con 3728 partecipanti con sarcopenia (età mediana: 72,9 anni, donne: 73,3%) con un follow-up mediano di 12 settimane. Prove di certezza elevata o moderata hanno suggerito che l'esercizio con i sovraccarichi con o senza nutrizione e la combinazione di esercizio con sovraccarichi con allenamento aerobico e di equilibrio fossero gli interventi più efficaci per migliorare la qualità della vita rispetto alle cure abituali6.

Si raccomandano programmi di allenamento della forza di 2-3 volte alla settimana iniziando in maniera progressiva magari con 1-2 serie per gruppo muscolare fino ad arrivare anche a 2-3 serie con 8-12 ripetizioni.

La seduta può comprendere dai 6 ai 10 esercizi che coinvolgano i principali gruppi muscolari ma nei principianti si può partire tranquillamente da 3-4 esercizi.

Gli esercizi possono essere eseguiti alle macchine isotoniche come la leg press, la chest press ecc…ma possono essere anche funzionali alla vita quotidiana come ad esempio un box squat per aumentare la forza degli arti inferiori e rendere l'anziano indipendente nell'alazarsi e sedersi da una sedia senza l'ausilio di bastoni o braccia.

Allenamento della potenza

Un aspetto ancora troppo trascurato nell'allenamento dell'anziano è la potenza muscolare, ossia la capacità del muscolo di esprimere forza in un determinato lasso di tempo. Il sistema nervoso tende a degenerare in tutte le sue componenti con l'invecchiamento e quindi anche la capacità del sistema neuromuscolare di reclutare le unità motorie in maniera più rapida. Se sulla massa muscolare possiamo fare poco sulla potenza possiamo fare tantissimo.

Prescrivere esercizi di potenza sia per gli arti inferiori che per gli arti superiori migliorerà la capacità dell'anziano di non cadere in seguito ad un inciampo e in caso contrario di portare più velocemente le braccia in avanti per proteggersi da un'eventuale caduta7.

Nelle persone di età ≥ 65 anni, le cadute sono la principale causa di morte correlata al trauma e la settima causa principale di tutte le morti8. Ecco perché l'allenamento della potenza muscolare nell'anziano svolge un ruolo di primaria importanza per la sua vita.

La fase concentrica degli esercizi deve essere eseguita alla massima velocità mentre la fase eccentrica può essere più controllata e lenta.

La potenza è massimizzata se si usano sovraccarichi compresi tra il 30 e il 45% del massimale per gli arti superiori e tra il 60-70% del massimale per gli arti inferiori.

Allenamento aerobico

L'invecchiamento è associato a un declino della capacità cardio-respiratoria che è principalmente correlato a una diminuzione della gittata cardiaca massima (Astrand 1973).

L'allenamento aerobico può contrastare questi fenomeni correlati con l'età inducendo adattamenti sia centrali che periferici come il VO2 MAX e la capacità del muscolo scheletrico di generare energia attraverso il metabolismo ossidativo (Heppleet et al. 1997).

È stato dimostrato però che se l'anziano non ha una buona forza muscolare e potenza può arrivare ad un declino del 50% della capacità aerobica, quindi c'è una stretta correlazione fra le due componenti. Non a caso Vincent et al. 2002 hanno dimostrato che intervenendo sull'allenamento della forza senza alcun esercizio aerobico aumenta la capacità aerobica tra l'8 e il 24% negli anziani.

Per queste ragioni sono state introdotte delle esercitazioni della forza e della potenza in combinazione con l'esercizio aerobico.

Gli esercizi aerobici possono iniziare con una durata di 5-10 minuti in virtù sia dell'eventuale scarsa condizione fisica del soggetto o per motivi legati all'adesione al programma; molti anziani sono pigri e sedentari quindi meglio iniziare con poco, per poi progredire fino a 15-30 minuti.

La frequenza settimanale può andare dai 3 ai 7 giorni e non c'è motivo di recuperare tra un giorno e l'altro a differenza della forza.

I migliori risultati si ottengono con la metodologia HIIT (high intensity interval training) allenamento ad alta intensità intervallata all'85-95% della FC MAX teorica con picchi per intervalli di 1-4 minuti (Hannan et al 2018).

NonSoloFitness ha pubblicato un Manuale operativo sulla metodologia HIIT: HIIT - il metodo scientifico, i luoghi comuni, la codifica, la programmazione. Tutte le risposte offerte in maniera scorrevole ma oggettiva, del dottor Michele Calabrese.

Allenamento dell'equilibrio

Tra i vari deficit legati all'invecchiamento assistiamo anche alla perdita dell'equilibrio sia statico che dinamico. Il motivo risiede nel cambiamento della morfologia e della funzione del sistema tonico-posturale e in particolar modo dei cambiamenti legati ai fusi neuromuscolari e organi tendinei del Golgi, strutture nervose che ci permettono di salvaguardare lo stato dei muscoli e dei tendini e del controllo posturale (Swash e Fox 1972, Liu 2005, Kim 2007, Kararizou 2005).

La diminuzione del controllo posturale è associata ad un aumento del rischio di caduta (Horak 2006, Maki 1994).

Lord 1991 ha riscontrato che uno scarso senso della posizione articolare della caviglia è associato ad una maggiore oscillazione del corpo.

Anson 2017 ha valutato la relazione tra le funzioni visive, vestibolari e propriocettive con l'oscillazione posturale in 366 soggetti tra i 20 e i 103 anni e si è visto che la funzione propriocettiva era il miglior predittore dell'area di oscillazione mentre l'età di per sé non era un predittore coerente delle caratteristiche dell'oscillazione.

Poc'anzi abbiamo detto che la stabilità articolare della caviglia risulta alterata con l'invecchiamento e per sopperire a questa instabilità il sistema nervoso utilizza una strategia feedforward per co-attivare i muscoli antagonisti con gli agonisti, meccanismo che non è vantaggioso perché è comunque un compenso posturale che porta anche a rigidità articolare e deficit della mobilità (Finley 2012).

Alcune esercitazioni utili a migliorare l'equilibrio comprendoo:

  • Thai chi
  • Yoga
  • Camminata in semitandem e tandem
  • Stare in piedi su una gamba
  • Scavalcare gli oggetti
  • Salire e scendere lentamente un gradino
  • Camminate sulle punte o sui talloni
  • Camminare su superfici destabilizzanti
  • Dual tasking: chiedere di compiere calcoli matematici durante la camminata in tandem
  • Ecc…

Conclusione

L'invecchiamento della popolazione italiana rappresenta una sfida complessa, ma non insormontabile. Investire in prevenzione, promuovere stili di vita sani e potenziare l'assistenza agli anziani sono passi cruciali per garantire un futuro sostenibile e una migliore qualità della vita per tutti.

Ad oggi non esiste un farmaco migliore per combattere la sarcopenia, la perdita di forza, di potenza e di equilibrio se non l'attività fisica adattata alle condizioni del soggetto. Cambiare la mentalità delle persone è la cosa più difficile ma non per questo dobbiamo rimanere con le mani in mano perché il cambiamento parte da noi stessi e finchè non lo comprendiamo continueremo a lamentarci degli acciacci, della scarsa salute e delle tasse che paghiamo dando la colpa alla vecchiaia o allo Stato quando invece parafrasando il film "V per vendetta": se dovete cercare un colpevole non resta che guardarsi allo specchio.

Bibliografia

  1. 1 https://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=35237
  2. 2 AogoiWikipedia+3Il Sole 24 Ore+3Aogoi+3
  3. 3 https://www.istat.it/it/files/2021/07/Report-anziani-2019.pdf
  4. 4 https://www.welforum.it/la-spesa-pubblica-per-long-term-care-in-italia/#:~:text=La%20spesa%20totale%20per%20LTC&text=Tenendo%20conto%20che%20nel%202022,per%20gli%20anziani%20non%20autosufficienti
  5. 5 https://www.sussidiarieta.net/cn4337/ecco-quanto-costa-la-salute-ogni-mese-alle-famiglie-italiane.html#:~:text=Ogni%20famiglia%20italiana%20ha%20speso,%2C30%25%20della%20spesa%20totale
  6. 6 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC10235889/
  7. 7 https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3852637/
  8. 8 Burns E, Kakara R: Deaths from falls among persons aged ≥ 65 years — United States, 2007–2016. MMWR Morb Mortal Wkly Rep 67 (18):509–514, 2018. doi: 10.15585/mmwr.mm6718a1

A quali domande risponde questo articolo?

Perché l'invecchiamento della popolazione italiana è un problema per il sistema sanitario?

L'invecchiamento della popolazione comporta un aumento delle patologie croniche e della non autosufficienza, causando un impatto significativo sulle spese sanitarie e sulla sostenibilità economica del sistema sanitario nazionale.

Qual è il ruolo dell'attività fisica nella prevenzione delle malattie croniche negli anziani?

L'attività fisica regolare riduce l'incidenza di malattie croniche e migliora la qualità della vita degli anziani, contribuendo a contenere le spese sanitarie.

Quali tipi di esercizi sono più indicati per gli anziani?

Forza, potenza, equilibrio e capacità aerobica sono le componenti essenziali dell'allenamento per gli anziani, fondamentali per contrastare la sarcopenia e ridurre il rischio di cadute.

Riassunto

L'invecchiamento della popolazione italiana rappresenta una sfida crescente per il sistema sanitario a causa dell'aumento delle patologie croniche e dei costi di assistenza. L'articolo analizza la demografia, le malattie prevalenti e l'impatto economico, sottolineando come l'esercizio fisico possa rappresentare una strategia preventiva efficace per migliorare la qualità della vita degli anziani e ridurre le spese sanitarie, attraverso allenamenti mirati su forza, potenza, equilibrio e capacità aerobica.

Voci glossario
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