Bicipite Brachiale e Training Funzionale: anatomia ed esercizi

Di Michele Calabrese

Bicipite brachiale: anatomia e funzioni nel contesto dell'allenamento della forza, gli esercizi per allenarlo e l'impiego del bilancie per ottimizzare l'attivazione muscolare e prevenire gli infortuni

Il bicipite brachiale

La muscolatura del braccio è da sempre uno dei principali obiettivi all’interno della sala pesi. In particolare, l’attenzione sarà rivolta verso la muscolatura anteriore del braccio con un focus sul bicipite brachiale, vero e proprio caposaldo delle esigenze estetiche dei frequentatori. La muscolatura del braccio diventa così di importante rilevanza estetica e funzionale, dal momento che essa risulta sempre sollecitata nelle mansioni quotidiane. All’interno del capitolo si analizzeranno le funzioni e le implicazioni all’interno del resistance training, con l’obiettivo di massimizzare la performance evitando inutili rischi articolari.

Anatomia funzionale

Il bicipite brachiale è un muscolo costituito da due ventri, capo lungo e capo breve. È innervato dal nervo muscolocutaneo.

  • Il capo lungo del bicipite origina dal tubercolo sopraglenoideo della scapola grazie ad un lungo tendine, il quale scorrendo all’interno dell’articolazione scapolo-omerale, decorre poi nel solco bicipitale o intertubercolare.
  • Il capo breve del bicipite origina, medialmente al capo lungo, dall’apice del processo coracoideo della scapola.

due capi si uniscono a metà del braccio in un robusto tendine che, a livello del gomito, si approfonda tra i muscoli supinatore e brachiale e si inserisce alla tuberosità del radio. Dal lato mediale del tendine, si stacca una lamina, il lacerto fibroso, che si fonde con la fascia anti-brachiale. Il bicipite brachiale è un muscolo biarticolare che agisce sull’articolazione scapolomerale e su quella del gomito:

  • Nella scapolo omerale, contribuisce alla stabilizzazione dei rapporti tra la testa dell’omero e la cavità glenoidea della scapola, coadiuva inoltre la flessione, l’abduzione e adduzione del braccio;
  • Nella seconda, determina la flessione dell’avambraccio sul braccio e, ad avambraccio prono, è un muscolo supinatore.

Il bicipite brachiale

Coracobrachiale

Il muscolo coracobrachiale è posizionato profondamente e medialmente al capo breve del bicipite e, dalla scapola, si porta all’omero. È innervato dal nervo muscolocutaneo. Origina dal processo coracoideo della scapola e discende per inserirsi al terzo medio della faccia anteromediale del corpo dell’omero.

Azione: Flette e adduce l’omero.

Brachiale

Il muscolo brachiale è posizionato profondamente al bicipite, è piatto e unisce l’omero all’ulna. È innervato dal nervo muscolocutaneo. Origina dalle facce anteromediale e anterolaterale dell’omero, subito al di sotto della tuberosità deltoidea e, scorrendo sul piano osseo, si porta in basso fino all’articolazione del gomito, dove continua con un tendine che si inserisce alla tuberosità dell’ulna.

Azione: Flette l’avambraccio.

Muscoli Coracobrachiale e Brachiale

Eserciziologia

Prima di addentrarsi all’interno della trattazione degli esercizi, è bene chiarire alcuni concetti di base che saranno poi applicati alle diverse varianti esaminate.

Premessa 1: Come è stato possibile apprezzare nella descrizione anatomo-funzionale, l’allenamento del bicipite brachiale risulta fortemente condizionato dalla posizione della spalla (flessa o estesa). Nello specifico, a spalla flessa si assisterà ad un massimo accorciamento del muscolo bicipite e viceversa, a spalla estesa, si partirà da una condizione di pre-allungamento muscolare. Ad ogni modo, per la relazione tensione lunghezza, si assisterà ad una differenza di attivazione del bicipite stesso.

Premessa 2: Il grado di pronazione e supinazione dell’avambraccio, diventa un fattore estremamente importante circa la forza esprimibile. Nello specifico, gli esercizi svolti a presa prona, permettono di generare meno forza per diversi motivi. In primis, poiché nella presa prona al fine di contrastare il cedimento del polso, sarà fondamentale attivare i suoi estensori, i quali risultano meno forti dei suoi flessori (attivati, viceversa, nella variante supina). In secondo luogo, nella presa prona (o ‘’inversa’’) si apprezza un cambio del braccio di leva in senso svantaggioso. Questo accade in quanto l’applicazione della forza è più vicina al gomito (fulcro) di circa 1cm. Infine, a quanto analizzato, si aggiunge un terzo aspetto di natura nervosa. Riconoscendo il bicipite come muscolo supinatore, il suo intervento in caso di impugnatura prona sarà meno marcato poiché, altrimenti, interferirebbe con la pronazione stessa. (De Pascalis P., 2018. Evangelista P., 2014)

Premessa 3: Una menzione introduttiva la meritano inoltre, gli esercizi che saranno esaminati con l’utilizzo del bilanciere. È bene presuppore che tali esercizi variano l’attivazione muscolare in funzione dell’ampiezza dell’impugnatura. Ad impugnatura più ampia, infatti, è possibile evidenziare una sollecitazione maggiore del capo breve del bicipite. Viceversa, ad impugnatura stretta, si assisterà ad una maggiore attivazione del capo lungo.

Esercizi con spalla in posizione anatomica

All’interno di questo gruppo di esercizi, la flessione di gomito avviene con spalla in posizione anatomica. Questo consente al bicipite di non essere influenzato dalla posizione della spalla.

Curl con bilanciere

Descrizione: Il curl con bilanciere prevede una flessione di gomito su piano sagittale.

Tipologia: Catena cinetica aperta. Monoarticolare.

Muscoli principalmente coinvolti: Bicipite brachiale, brachiale, brachioradiale;

Posizione di partenza: Il soggetto si trova in piedi con le curve fisiologiche mantenute; le braccia sono mantenute lungo i fianchi. Il bilanciere è impugnato, larghezza spalle, con presa supina.

Esecuzione: Flettere i gomiti portando il bilanciere verso la spalla. Al termine della concentrica, è possibile flettere leggermente l’omero (il bicipite brachiale è un muscolo biarticolare) al fine di ricercare il picco di contrazione. Ritorno in posizione inziale, estendendo il gomito.

Curl con bilanciere

Respirazione: Espirare durante il sollevamento del bilanciere ed inspirare durante il ritorno in posizione di partenza.

Possibili errori:

  • Oscillare indietro durante la fase concentrica, perdendo il focus sul muscolo target ed alterando le curve fisiologiche.
  • Spostare eccessivamente il gomito in avanti (flessione di spalla) al termine della concentrica, spostando il focus muscolare sul deltoide anteriore.


Possibile variante - Curl con bilanciere con impugnatura prona: Il curl con bilanciere a presa inversa consiste in una flessione di gomito su piano sagittale, con avambraccio pronato.

L’utilizzo del bilanciere sagomato (EZ)

L’utilizzo del bilanciere sagomato (EZ)

L’utilizzo del bilanciere EZ è di fondamentale importanza al fine di evitare forzature articolari. La meccanica dell’articolazione del gomito infatti, prevede che a gomito esteso e avambraccio completamente supinato, si formi un angolo tra braccio e avambraccio di 18° (valgismo fisiologico del gomito), ed ovvero con un andamento verso l’esterno. A gomito flesso invece, il polso, il gomito e la spalla saranno allineati. Dunque, nel momento in cui si utilizza un bilanciere dritto (quindi con avambraccio completamente supinato), la larghezza della presa dovrebbe essere modificata nel corso dell’esecuzione, poiché appunto, a gomito esteso dovrebbe essere più larga, ed a gomito flesso più stretta. Ovviamente la larghezza della presa non può essere modificata durante l’esecuzione, e questo porta il soggetto a compensare i diversi angoli tra avambraccio e braccio con movimenti non fisiologici di polso e gomito e con rotazioni non fisiologiche della spalla. L’uso di questi compensi porta, se reiterati nel tempo, ad infiammazioni a carico delle articolazioni menzionate. Con il bilanciere angolato la supinazione dell’avambraccio non è completa, e questo permette al radio di sovrapporsi parzialmente all’ulna, riducendo l’angolo tra avambraccio e braccio, fino ad allinearli completamente in massima contrazione. In questo modo, la stessa larghezza di presa diviene così corretta sia a gomito esteso, sia a gomito flesso, e viene eliminata la necessità di compensi riducendone conseguentemente i rischi connessi.

Curl con manubri

Descrizione: Il curl con bilanciere prevede una flessione di gomito su piano sagittale.

Tipologia: Catena cinetica aperta. Monoarticolare.

Muscoli principalmente coinvolti: Bicipite brachiale, brachiale, brachioradiale;

Posizione di partenza: Il soggetto si trova in piedi con le curve fisiologiche mantenute; le braccia sono mantenute lungo i fianchi. I manubri sono impugnati con presa neutra.

Esecuzione: Flettere i gomiti portando i manubri verso la spalla. A circa 90° di flessione, ed ovvero a circa metà concentrica, si effettuerà un supinazione d’avambraccio. Ritorno in posizione iniziale con estensione del gomito ed avambraccio in posizione neutra.

Curl con manubri

Respirazione: Espirare durante il sollevamento dei manubri ed inspirare durante il ritorno in posizione di partenza.

Possibili errori:

  • Oscillare indietro durante la fase concentrica, perdendo il focus sul muscolo target ed alterando le curve fisiologiche.
  • Portare eccessivamente il gomito verso l’esterno, allontanandolo dal busto (abduzione d’omero), durante la fase concentrica.
  • Spostare eccessivamente il gomito in avanti (flessione di spalla) durante la concentrica, spostando il focus muscolare sul deltoide anteriore.
  • Nella versione alternata dell’esercizio, occorre evitare di inclinarsi lateralmente con il busto verso l’arto che sta lavorando.


Possibili varianti:

  • Curl a martello: Il curl a martello, consiste in una flessione di gomito su piano sagittale. La differenza sostanziale riguarda il fatto che non vi sia una supinazione di avambraccio durante la flessione di gomito, che resta così in posizione neutra per tutto il ROM. Tale variante, in virtù della posizione costantemente neutra dell’avambraccio, stimola maggiormente il brachioradiale.
  • Curl ai cavi bassi: Il curl ai cavi bassi consiste in una flessione di gomito su piano sagittale. In questa variante, sono da considerarsi le medesime indicazioni ed attenzioni trattate in precedenza. Può essere svolto singolarmente, modalità nella quale è possibile supinare l’avambraccio in concentrica e pronarlo in eccentrica, oppure con entrambe le braccia (consigliato bilanciere EZ).


Esercizi con spalla flessa

Nelle varianti di curl a spalla flessa, il bicipite raggiunge una condizione di massimo accorciamento. Per ciò che concerne l’attivazione muscolare, si assiste ad un’attivazione importante del bicipite brachiale solo nei primi gradi di flessione del gomito, per poi ridursi progressivamente (Olivera L.F. et al., 2009).

Curl su panca scott

Descrizione: Il curl su panca scott prevede una flessione di gomito (con spalla flessa) su piano sagittale.

Tipologia: Catena cinetica aperta. Monoarticolare.

Muscoli principalmente coinvolti: Brachiale, brachioradiale, bicipite brachiale.

Posizione di partenza: Il soggetto è seduto, con spalla flessa; gomiti bloccati ed estesi; Il bilanciere (EZ) è impugnato con presa larghezza spalle.

Esecuzione: Flettere i gomiti portando il bilanciere verso la spalla.

Curl su panca scott

Respirazione: Espirare durante il sollevamento del bilanciere ed inspirare durante il ritorno in posizione di partenza.

Possibili errori:

  • Non settarsi correttamente sull’attrezzo, posizionando il sellino troppo in alto o troppo in basso;
  • Staccarsi dal sellino nel movimento di flessione del gomito;
  • Perdere le curve fisiologiche flettendo la colonna vertebrale in avanti. Errore generalmente associato a carichi maggiori rispetto al proprio grado di allenamento.


Possibili varianti: Curl su panca scott con manubri: questa variante prevede la possibilità di eseguire la panca scott con l’utilizzo dei manubri. In questo caso il soggetto parte con avambraccio il lieve pronazione, per poi eseguire una supinazione a circa meta ROM.

Salute dei gomiti e panca scott

L’esercizio panca scott possiede un rischio tendenzialmente maggiore rispetto agli esercizi sino ad ora esaminati (specie se svolta con bilanciere dritto). Ciò è dovuto, nello specifico, al blocco dei gomiti sulla panca. Questa condizione non permette movimenti fisiologici di compenso dell’articolazione durante l’esecuzione dell’esercizio (come lieve adduzione o abduzione), vincolando la medesima e creando così forzature articolari che, se reiterate nel tempo, possono dar vita a fenomeni infiammatori.

Curl concentrato

Descrizione: Il curl concentrato prevede una flessione di gomito (con spalla flessa) su piano ibrido frontale/sagittale.

Tipologia: Catena cinetica aperta. Monoarticolare.

Muscoli principalmente coinvolti: Brachiale, brachioradiale, bicipite brachiale;

Posizione di partenza: Il soggetto è seduto con gambe divaricate e busto leggermente inclinato. Il gomito è poggiato nella parte interna e mediale della coscia. Il manubrio è impugnato con presa supina. Per una maggiore stabilità, è possibile poggiare la mano non impegnata nell’esecuzione dell’esercizio sul ginocchio opposto.

Esecuzione: Flettere il gomito portando il manubrio verso la spalla.

Curl su panca scott

Respirazione: Espirare durante il sollevamento del bilanciere ed inspirare durante il ritorno in posizione di partenza.

Possibili errori: Perdere le curve fisiologiche, flettendosi eccessivamente con la colonna.

Spider curl

Descrizione: Lo spider curl prevede una flessione di gomito (con spalla flessa) su piano sagittale.

Tipologia: Catena cinetica aperta. Monoarticolare.

Muscoli principalmente coinvolti: Bicipite brachiale, brachiale, brachioradiale.

Posizione di partenza: Il soggetto è posizionato prono su panca inclinata di circa 30°, con le spalle svincolate dalla panca e con gomiti estesi; la flessione di spalla ottimale sembra essere di circa 75° (Moon et al. 2013). Impugnatura neutra.

Esecuzione: Flettere i gomiti portando i manubri verso la spalla, evitando movimenti dell’omero. A circa meta ROM eseguire una supinazione d’avambraccio.

Spider curl

Respirazione: Espirare durante il sollevamento del bilanciere ed inspirare durante il ritorno in posizione di partenza.

Possibili errori: Portare i gomiti indietro (estensione di spalla) durante la fase concentrica.

Possibile variante: Utilizzo del bilanciere EZ.

Salute dei gomiti e spider curl

L’esercizio spider curl permette di lavorare il muscolo target con spalla che parte flessa, così come il curl su panca scott. Tuttavia, a differenza di quest’ultima, il maggior svincolo articolare dei gomiti, permetterà di sviluppare un lavoro in condizioni di maggior sicurezza.

Curl al cavo alto

Il curl al cavo alto, prevede una flessione di gomito (con spalla flessa) su piano sagittale.

Curl al cavo alto

Tipologia: Catena cinetica aperta. Monoarticolare.

Muscoli principalmente coinvolti: Bicipite brachiale, brachiale, brachioradiale.

Posizione di partenza: Il soggetto è posizionato in piedi, con gomito esteso ed avambraccio in lieve pronazione.

Esecuzione: Flettere il gomito portando la maniglia verso la spalla.

Respirazione: Espirare durante il sollevamento del bilanciere ed inspirare durante il ritorno in posizione di partenza.

Possibili errori: Spostare i gomiti in alto o in basso durante l’esecuzione.

Possibile variante: Curl ai cavi alti con entrambe le braccia (Hercules curl) : questa variante prevede la possibilità di eseguire l’esercizio con l’utilizzo in contemporanea di entrambe le braccia. In questo caso, il soggetto è posizionato, in piedi, ai cavi ed impugna entrambe le maniglie. L’esercizio è svolto con una particolare condizione in cui la spalla risulta abdotta di circa 90° ed extrarotata a 90°. Il piano di lavoro si sposta da sagittale a frontale.

Curl al cavo alto

Esercizi con spalla estesa

Nelle varianti di curl a spalla estesa, il bicipite parte in una condizione di pre-allungamento. Per ciò che concerne l’attivazione muscolare, si osserverà un’attivazione maggiore del bicipite brachiale rispetto alle varianti con spalla flessa (Olivera L.F. et al. 2009).

Curl su panca inclinata

Descrizione: Il curl su panca inclinata prevede una flessione di gomito (con spalla estesa) su piano sagittale.

Tipologia: Catena cinetica aperta. Monoarticolare.

Muscoli principalmente coinvolti: Bicipite brachiale, brachiale, brachioradiale.

Posizione di partenza: Il soggetto è posizionato prono su panca inclinata di circa 45° (con spalle estese) e con gomiti estesi. Avambraccio in lieve pronazione.

Esecuzione: Flettere i gomiti portando i manubri verso la spalla, evitando movimenti dell’omero nello spazio. A circa metà ROM, sarà inserito il movimento di supinazione di avambraccio.

Curl su panca inclinata

Respirazione: Espirare durante la flessione di gomito ed inspirare durante il ritorno in posizione di partenza.

Possibili errori: Portare i gomiti avanti (flessione di spalla) durante la fase concentrica.

Curl ai cavi bassi

Descrizione: Il curl ai cavi bassi (con spalla estesa) prevede una flessione di gomito su piano sagittale.

Tipologia: Catena cinetica aperta. Monoarticolare.

Muscoli principalmente coinvolti: Bicipite brachiale, brachiale, brachioradiale.

Posizione di partenza: Il soggetto è posizionato di spalle al cavo, ad una distanza tale da permettere di eseguire l’esercizio con spalla estesa. Gomiti estesi. L’avambraccio è pronato (posizione neutra).

Esecuzione: Flettere i gomiti portando le maniglie verso la spalla, evitando movimenti dell’omero nello spazio. A circa metà ROM, sarà inserito il movimento di supinazione di avambraccio.

Curl ai cavi bassi

Respirazione: Espirare durante la flessione di gomito ed inspirare durante il ritorno in posizione di partenza.

L’attivazione muscolare in curl e varianti

La letteratura scientifica, ha esaminato diverse varianti di curl, con manubri o bilanciere. Nello specifico, circa l’attivazione muscolare ne è emerso quanto segue.

  • Uno studio del 2018 (Marcolin G. et al., 2018) ha analizzato l’attivazione EMG dei muscoli bicipite brachiale e brachioradiale negli esercizi curl con manubri, curl con bilanciere EZ e curl con bilanciere dritto. Dai risultati ottenuti, è emersa un’attivazione maggiore dei muscoli esaminati nell’ esecuzione con bilanciere EZ in maniera rilevante rispetto alla variante con i manubri e meno importante rispetto all’esecuzione con bilanciere dritto. Secondo gli autori dunque, la posizione dell’avambraccio influisce sull’attivazione muscolare e suggeriscono l’utilizzo del bilanciere rispetto ai manubri.
  • Lo studio di Olivera L.F. et al. (2009) ha invece confrontato l’attivazione muscolare del bicipite brachiale in 3 diversi esercizi: curl con manubrio, curl su panca inclinata e spider curl. Dai risultati ottenuti, si evince come nello spider curl (ma in generale, in tutti gli esercizi di curl con spalla flessa) si abbia un’importante perdita di attivazione del bicipite nel corso del ROM. Gli autori, pertanto, suggeriscono che il curl con manubri ed il curl su panca inclinata siano da preferire in programmi di allenamento volti all’incremento della forza sul muscolo esaminato.
  • Lo studio di Moon et al. (2013) ha esaminato l’angolo di flessione ottimale per generare forza in esercizi a spalla flessa come lo spider curl. Gli autori hanno valutato come ideale un angolo di lavoro è compreso tra 70 ° e 80 ° di flessione della spalla.

Take home message: Dalla letteratura scientifica esaminata, si evince, dunque, che:

  • Le varianti di curl con manubrio o bilanciere, oppure a spalla estesa (curl su inclinata), sembrano favorire una migliore attivazione del bicipite brachiale durante tutto il ROM.
  • In esercizi a spalla flessa, come lo spider curl, l’angolo ideale di lavoro sembra essere a 75° di flessione della spalla.

Miti e leggende sul bicipite brachiale

Allenare la parte bassa del bicipite nella panca scott: I bicipiti sono muscoli esteticamente gradevoli e questo ha portato, nel corso del tempo, all’insorgere di miti relativi all’ allenamento settorializzato del muscolo stesso. Nello specifico, il podio per massima diffusione, se lo aggiudica la leggenda della ‘’parte bassa’’ del bicipite nella panca scott. Tuttavia, come risaputo, non è fisiologicamente possibile stimolare una parte specifica di un intero muscolo (legge del tutto o nulla). Tale falsa credenza è alimentata dalla sensazione e suggestione di lavoro relativa allo stiramento della giunzione mio tendinea, ma che non trova riscontro da un punto di vista scientifico.

Portare il manubrio verso il petto nel curl a martello incrementa l’attivazione muscolare: Anche in questo caso, si assiste ad una leggenda che non corrisponde a quanto realmente accade. Il bicipite (target dell’esercizio) non è in alcun modo connesso all’intrarotazione della spalla.

Questo articolo è tratto dal libro Manuale di biomeccanica degli esercizi fisici.

A quali domande risponde questo articolo?

Cos'è il bicipite brachiale e quali sono le sue funzioni?

Il bicipite brachiale è un muscolo biarticolare del braccio, costituito da due capi (lungo e breve), che origina dalla scapola e si inserisce nel radio. Le sue funzioni principali sono la flessione dell'avambraccio sul braccio, la supinazione dell'avambraccio e contribuisce alla flessione, abduzione, adduzione e stabilizzazione della spalla.

Quali sono gli esercizi migliori per allenare il bicipite brachiale?

Gli esercizi migliori per allenare il bicipite brachiale variano a seconda della posizione della spalla. Tra i principali troviamo il curl con bilanciere, curl con manubri, curl su panca Scott, spider curl e curl ai cavi. La scelta dell'esercizio dipende dall'obiettivo specifico, se si vuole partire da una condizione di pre-allungamento o massimo accorciamento del muscolo, e dal grado di attivazione desiderato nelle diverse fasi del movimento.

Quali sono le differenze tra l'utilizzo del bilanciere dritto e quello sagomato (EZ)?

Il bilanciere EZ è progettato per ridurre lo stress su polsi e gomiti durante gli esercizi di curl. La sua forma angolata permette una presa più naturale, riducendo il valgismo fisiologico del gomito e allineando meglio le articolazioni durante il movimento. Questo aiuta a prevenire infortuni e infiammazioni, rendendolo preferibile rispetto al bilanciere dritto per la maggior parte delle persone.

Come influisce la posizione della spalla sull'allenamento del bicipite?

La posizione della spalla (flessa o estesa) influenza notevolmente l'attivazione del bicipite brachiale. Con la spalla flessa, il bicipite è in massimo accorciamento e l'attivazione è maggiore nei primi gradi di flessione del gomito. Con la spalla estesa, il bicipite parte in pre-allungamento e l'attivazione è generalmente maggiore rispetto alla posizione di spalla flessa durante tutto il range di movimento (ROM).

Quali sono i principali errori da evitare durante l'esecuzione degli esercizi per i bicipiti?

I principali errori da evitare includono: oscillare il corpo durante l'esecuzione, spostare eccessivamente i gomiti in avanti o lateralmente, perdere le curve fisiologiche della colonna vertebrale, non settarsi correttamente sugli attrezzi come la panca Scott e utilizzare carichi eccessivi rispetto al proprio livello di allenamento. Questi errori possono ridurre l'efficacia dell'allenamento e aumentare il rischio di infortuni.

Biomeccanica degli esercizi fisici: indice degli articoli

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  4. Anatomia funzionale e guida all’allenamento dei muscoli pettorali
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  6. Allenamento del Trapezio: potenziare la forza, il volume e la funzionalità anatomica preservando le articolazioni
  7. Bicipite Brachiale e Training Funzionale: anatomia ed esercizi
  8. Anatomia funzionale dell’arto inferiore: la guida completa a muscoli, strutture ed esercizi
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