È ormai cosa nota che una delle manifestazioni patologiche più diffuse nel nostro secolo e che ogni giorno grava sulla salute di milioni di persone riguarda il cosiddetto mal di schiena. Circa l'80% della popolazione presenta delle alterazioni a carico della colonna vertebrale e ciò si ripercuote non soltanto sulla salute della persone, ma anche sulla spesa sanitaria.
Numerosi autori di diverse nazioni si sono impegnati ad approfondire questo fenomeno per cercare di trovare delle risposte sul perché tali problemi avvengano in maniera così marcata e diffusa. Le cause sarebbero da ricercare, oltre che in fattori genetici predisponenti, come nel caso della scoliosi, soprattutto in una cattiva educazione motoria. Posture statiche e prolungate nel tempo, l'assenza di movimento o il movimento effettuato in modo scorretto, il sollevamento di carichi in maniera errata possono determinare, fin dall'età dello sviluppo, delle alterazioni a carico del nostro apparato locomotore.
Con il progredire degli anni e con la crescita, una volta raggiunta l'età della maturazione ossea, tali alterazioni tenderanno a peggiorare e a stabilizzarsi, determinando ciò che comunemente viene chiamato dismorfismo, ossia un'alterazione stabile e irriducibile dell'assetto corporeo. I dati evidenziano quanto detto.
Al di là della fredda oggettività dei dati, il discorso andrebbe approfondito sul perché, nonostante queste evidenze, ancora oggi in Italia si faccia così poco in termine di prevenzione.
L'educazione motoria nelle scuole elementari è trascurata e spesso affidata a insegnanti senza alcuna preparazione specifica in materia. Non possono e non devono bastare progetti sporadici che promuovono l'attività motoria nella scuola per un paio di mesi per poi ritornare alla situazione di partenza. Qualcosa sembra iniziare a muoversi in questa direzione.
In Piemonte, per esempio, dall'anno scolastico 2013/14 sarà introdotta l'obbligatorietà di due ore settimanali di attività motoria per tutte le classi della scuola primaria. Questo potrebbe essere un primo importante passo che tutte le regioni dovrebbero presto compiere.
Il cambiamento culturale di un'apertura verso la necessità di prevenire piuttosto che curare deve partire necessariamente dal basso, da chi cioè è a stretto contatto con i bambini.
Posture scorrette e inattività fisica sono tra le cause principali del mal di schiena nei bambini, spesso aggravate da fattori genetici predisponenti come la scoliosi.
Un'adeguata educazione motoria può prevenire l'insorgenza di dismorfismi correggendo posture errate e promuovendo movimenti corretti fin dall'infanzia.
Studi evidenziano che una percentuale significativa di studenti lamenta mal di schiena, con incidenze che aumentano con l'età scolastica.
L'articolo esamina l'aumento del mal di schiena nei bambini, attribuito principalmente a posture scorrette e inattività fisica. Sottolinea l'importanza dell'educazione motoria nella prevenzione dei dismorfismi e presenta dati statistici sull'incidenza del problema tra gli studenti. Viene evidenziata la necessità di interventi educativi e motori precoci per correggere abitudini posturali errate e promuovere uno sviluppo sano della colonna vertebrale.