Sport giovanile: diversificazione, talento e formazione a lungo termine

Di Italo Sannicandro

La formazione motoria giovanile richiede approcci strutturati e progressivi. Modelli DMSP, DMGT e pratica deliberata a confronto per lo sviluppo atletico.

La formazione motoria giovanile dovrebbe privilegiare la diversificazione precoce rispetto alla specializzazione in un singolo sport. Il modello DMSP individua tre fasi: anni di campionamento (6-12 anni), specializzazione (13-15 anni) e investimento (16+ anni). Il gioco deliberato, caratterizzato da attività ludiche e motivanti, costituisce la base per lo sviluppo delle competenze motorie fondamentali, mentre la pratica deliberata strutturata interviene solo nelle fasi successive. Questo approccio riduce l'abbandono sportivo e garantisce benefici per la salute a lungo termine.

La cultura dello sport giovanile è cambiata radicalmente negli ultimi quarant'anni. Oggi è meno comune vedere un gruppo di bambini piccoli riunirsi in un quartiere per organizzare un gioco in autonomia senza la presenza di un adulto. Per i bambini e gli adolescenti, l'esperienza motoria si configura quasi sempre con l'esperienza sportiva in contesti rigidi, organizzati e guidati da allenatori e genitori.

Spesso questa organizzazione presenta obiettivi diversi e lontani da quelli che magari hanno i protagonisti del gioco stesso, i bambini. È anche meno comune osservare un adolescente capace di distinguersi in più discipline sportive, anche in ambito scolastico.

La scelta di aderire a una singola disciplina sportiva in ambito extrascolastico è divenuta predominante. Vi è una maggiore pressione per partecipare a discipline ad elevato livello di qualificazione sportiva, per specializzarsi precocemente in uno sport e per giocare tutto l'anno, spesso con più squadre. Questa scelta è legata al desiderio di partecipare a progetti finalizzati alla valorizzazione di giovani praticanti con particolari attitudini, che spesso rientrano nella valutazione dei cosiddetti talenti sportivi.

Sebbene un certo numero di modelli di sviluppo esistenti siano progettati per ottimizzare il talento sportivo verso un livello senior, una domanda pertinente che i professionisti devono porsi è la seguente: è auspicabile interessarsi solo allo sviluppo di giovani atleti d'élite? Il numero di giovani che possono aspettarsi di seguire con successo il percorso dallo sport giovanile di base allo sport professionistico di élite è relativamente modesto, guardando le percentuali di coloro che raggiungono lo sport professionistico rispetto al numero dei praticanti.

Di contro, è possibile osservare che gran parte della popolazione giovanile che sceglie di praticare sport solo a livello ricreativo, o come suggeriscono i dati attuali, non partecipa a sport organizzati e non riesce a soddisfare i livelli minimi di attività fisica quotidiana nel rispetto delle linee guida raccomandate dalle principali autorità sanitarie1,2,3,4,5.

La cultura del movimento, pertanto, dovrebbe veicolare i messaggi relativi ai potenziali benefici che derivano dalla pratica motoria e sportiva che non rincorre esclusivamente le prestazioni, ma persegue la salute attraverso il movimento stesso. Così facendo amplia e articola ulteriormente il tema del movimento e delle attività sportive in età evolutiva, orientando l'attenzione non solo sulla qualità e sulla quantità di attività, ma soprattutto sull'orizzonte temporale entro cui questa formazione deve essere assicurata.

Scaturisce a questo punto il concetto di formazione a lungo termine che può definirsi allenamento, processo di formazione, esperienza sportiva. A causa della semantica, l'allenamento a lungo termine potrebbe essere interpretato come una filosofia di allenamento esclusivamente per i giovani atleti. Tuttavia, i ricercatori sostengono che, per i benefici per la salute a lungo termine, i segni distintivi dei moderni modelli di sviluppo atletico a lungo termine non sono solo appropriati, ma addirittura essenziali per tutti i giovani6.

Infatti, l'uso dei termini "atleta", "atletico", "sport" o "talento" all'interno dei modelli esistenti è discutibilmente inappropriato in quanto implica che tali modelli siano progettati solo per una piccola percentuale di bambini e adolescenti che dimostrano di essere eccezionali all'interno di un dato sport o attività nelle prime fasce di età. Lo sviluppo del talento sportivo è molto importante, molto apprezzato ed estremamente gratificante sia per gli atleti che per i professionisti; tuttavia, è imperativo dal punto di vista della salute pubblica che un approccio strutturato, progressivo e integrato alla formazione dei giovani sia visto come un percorso di sviluppo per bambini e adolescenti di tutte le età, a prescindere dalle abilità che mostrano nelle prime fasi dell'esperienza motoria e sportiva.

Salute, efficienza fisica e abilità nei giovani oggi

Il binomio salute e movimento trova oggi numerose evidenze scientifiche che attestano la veridicità di questa relazione in tutte le fasce di età7,8,9,2,10.

L'interesse per la salute, la forma fisica e il benessere dei giovani di oggi sembra essere sempre attualissimo, con tutte le azioni messe in campo per contrastare la prevalenza dei comportamenti sedentari, la tendenza all'inattività fisica, le conseguenze per l'obesità infantile e limitare il rischio di sviluppare malattie cosiddette non trasmissibili11,12,13,14,15,16,17,18,3.

Inoltre, l'aumento dei tassi di partecipazione negli sport giovanili organizzati e un maggior numero di iscrizioni giovanili nei club di fitness dimostrano che c'è un crescente interesse per migliorare la salute e l'efficacia fisica dei bambini e degli adolescenti19,20,21,22,23,24,25,26,27. Come conseguenza di questi interessi combinati, il concetto di strutturazione di percorsi di formazione motoria e sportiva a lungo termine per lo sviluppo fisico dei giovani ha guadagnato l'attenzione degli addetti ai lavori negli ultimi anni28,29,30,31,32,33.

Di fatto, le principali agenzie e gli organi di governo ora promuovono azioni che spingono i giovani a impegnarsi nell'attività fisica quotidiana fin dai primi anni di vita34,35,36,37,38,39,3. Le linee guida pubblicate suggeriscono che tali attività dovrebbero sviluppare l'efficienza cardiorespiratoria e metabolica, la forza muscolare, la resistenza e il metabolismo osseo, la coordinazione e il controllo del movimento, riducendo, di contro, comportamenti legati al disagio personale e socio-relazionale3,40,41,42.

Le difficoltà in età evolutiva scaturiscono dalla mancata corrispondenza tra età biologica ed età cronologica che limita l'efficacia degli interventi finalizzati all'incremento dell'efficienza fisica, sottolineando la complessità della relazione tra crescita, maturità e formazione motoria e sportiva6.

Indipendentemente dal fatto che i giovani siano coinvolti nello sport cosiddetto organizzato, spesso si osservano diversi livelli di evoluzione delle capacità motorie e una generale mancanza di pianificazione coordinata tra i professionisti (si pensi a scuola ed extrascuola) che sono in ultima analisi responsabili del benessere a lungo termine dei giovani. Di conseguenza, nonostante le raccomandazioni sull'attività fisica globale e l'esistenza di modelli di identificazione e sviluppo delle competenze sportive, il numero di giovani che mostrano livelli inferiori di idoneità fisica, forza muscolare e abilità motorie è in aumento a livello globale43,44,45,46,47,37,48.

La presenza di livelli ridotti di attività fisica nella popolazione giovanile si traduce in un incremento dei giovani che possono incorrere in un trauma sportivo per carenza dei prerequisiti, con potenziale rischio di infortuni legati a sport e attività fisica, sovrallenamento, fenomeni di overuse, burnout ed eventuale abbandono degli sport da loro scelti, che rimane la principale preoccupazione per i professionisti del movimento.

Promuovere stili di vita attivi per una migliore efficienza fisica

I bambini fisicamente attivi, di solito, superano quelli che sono inattivi nella maggior parte degli indici di prestazioni fisiche49. Essere inattivi è associato a un'alta probabilità di essere in sovrappeso o obesi durante gli anni della maturazione e l'età adulta41,11. Pertanto, l'attività fisica, l'esercizio fisico e lo sport dovrebbero essere considerati come trattamenti preventivi chiave per contrastare l'eccesso ponderale e l'individuazione di corretti stili di vita a lungo termine50,36,21,22.

Esiste una relazione positiva tra competenza delle abilità motorie e attività fisica nell'infanzia51. Pertanto, è essenziale che tutti i giovani siano incoraggiati a migliorare le abilità motorie fin dall'età prescolare, impegnandosi in una formazione multiforme comprendente proposte motorie che siano sempre più varie e diversificate6.

Precedenti concezioni errate riguardanti l'impatto dell'allenamento fisico sulla crescita e sulla maturazione non sono supportate dalla letteratura, né da studi di correlazione né da studi di tipo trasversale52,53. Sebbene esistessero già timori riguardanti l'effetto dell'allenamento fisico sull'eventuale crescita staturale (specialmente in sport come la ginnastica), le prove ora indicano che un allenamento fisico ben controllato non pregiudica lo sviluppo delle caratteristiche sessuali secondarie, non rimanda l'età del menarca e non influisce sulla statura finale del praticante54,55,56,52,57.

Inoltre, quando il riposo e l'allenamento sono programmati sistematicamente, è necessario un esercizio di intensità da moderata ad alta per sollecitare un vantaggioso metabolismo osseo durante l'infanzia e l'adolescenza, il che è di grande beneficio per la salute scheletrica a lungo termine58,59,60,13,24,25,61.

A causa delle specifiche caratteristiche fisiologiche dei soggetti in età evolutiva, i professionisti del movimento devono modulare attentamente i programmi di allenamento (che siano commisurati ai livelli di evoluzione delle capacità motorie) e distinguere tra adattamenti indotti dal processo di maturazione e adattamenti determinati dalla risposta all'attività fisica presentata.

Il tema del talento nella letteratura: analisi critica del modello piramidale

Nell'attività sportiva il passaggio dalla valutazione di un giovane sportivo particolarmente predisposto alle attività motorie e sportive alla considerazione di essere in presenza di un talento è, il più delle volte a torto, sovrapponibile.

Allo stesso modo, quando si esaminano i modelli di sviluppo esistenti per i giovani sportivi, si osserva spesso che il principio centrale di alcuni di questi non è necessariamente lo sviluppo motorio, ma piuttosto lo sviluppo del talento per uno specifico sport. Esistono pochissimi modelli che definiscono chiaramente le modalità e le fasi di formazione per i giovani di diverse fasce di età o con diversi livelli di storia di allenamento e competenza tecnica.

Forse, il concetto più semplice di sviluppo del talento è il modello partecipativo dello sviluppo sportivo, ossia un continuum piramidale per lo sviluppo del talento. Esistono diverse versioni del modello piramidale, ma tutte sono caratterizzate da un livello base di ampi tassi di partecipazione nelle attività di formazione fondamentali, con un restringimento dei giovani sportivi interessati a partecipare man mano che aumentano le prestazioni e i livelli di competizione62,63.

La teoria dell'approccio piramidale allo sviluppo dello sport impone che l'educazione fisica debba fungere da fondamento in cui inizialmente vengono insegnate le abilità fondamentali del movimento. Queste competenze sono poi ulteriormente sviluppate all'interno di ambienti sempre più specifici e più competitivi, dal momento che il bambino dovrebbe gradualmente transitare dalle attività scolastiche alla competizione sportiva giovanile di medio/alto livello.

Nonostante questo modello illustri un chiaro percorso per lo sviluppo del talento, la sua semplicità è anche un limite. Il modello non tiene conto delle differenze individuali nella crescita e nella maturazione, delle diverse velocità nel processo di apprendimento e, soprattutto, fatica a prevedere l'integrazione di coloro che si avvicinano alla pratica motoria e sportiva in ritardo.

Il Differentiated Model of Giftedness and Talent (DMGT)

Il cosiddetto Differentiated Model of Giftedness and Talent (DMGT) delinea una chiara distinzione tra abilità preesistenti e abilità sistematicamente sviluppate64.

La transizione da un'abilità già acquisita o posseduta a un'abilità talentuosa richiede una costanza e un percorso di apprendimento sistematico: tale apprendimento o pratica sistematica dovrebbe cercare di sviluppare attitudini cognitive, creative, socioaffettive e sensomotorie per massimizzare il talento64. Inoltre, particolare attenzione deve essere destinata all'intensità della pratica che deve aumentare in relazione al livello di talento ricercato dall'individuo.

Il Modello di Sviluppo del Talento nell'Educazione Fisica

Un altro modello di sviluppo del talento che si è evoluto dall'educazione e dalla letteratura sportiva è il Modello di Sviluppo del Talento nell'Educazione Fisica62. Il modello si basa sulla ricerca nell'ambito dello sviluppo del talento nell'educazione fisica, e i ricercatori hanno concluso che il processo di sviluppo è di natura multidimensionale, con l'obiettivo di migliorare le capacità motorie, interpersonali, intrapersonali, cognitive e creative, fondamentali per il processo di sviluppo.

L'associazione tra pratica deliberata, definita come attività di formazione altamente strutturata che richiede uno sforzo cognitivo e fisico, che non genera ricompense immediate ed è motivata dall'obiettivo di migliorare le prestazioni attraverso lo sviluppo delle abilità piuttosto che basarsi sul divertimento65,66, è l'aspetto evidenziato da questo modello e, contemporaneamente, quello da valutare attentamente. La pratica deliberata in questo modello è vista come un fattore determinante per la realizzazione di talenti futuri all'interno del percorso di formazione sportiva62.

Il Developmental Model of Sports Participation (DMSP)

Un altro modello di sviluppo delle competenze sportive proposto in letteratura è il Developmental Model of Sports Participation (DMSP). La specializzazione sportiva include la diversificazione precoce (campionamento) o la specializzazione precoce. I principali protagonisti della diversificazione comprendono il coinvolgimento in più sport e la partecipazione a giochi deliberati67,68,69.

I benefici della diversificazione precoce comprendono l'esperienza di diversi ambienti con differenti sollecitazioni motorie, cognitive, affettive e sociali67. Le competenze fondamentali acquisite sono necessarie per consentire agli atleti di specializzarsi con successo in seguito70,71. La diversificazione consente inoltre ai bambini di sperimentare diverse interazioni sociali con i coetanei e gli adulti e rafforza le capacità emotive e autoregolatrici necessarie per il futuro67,68.

In questo modello il ruolo centrale lo assume il cosiddetto gioco deliberato, definito come la natura intenzionale e volontaria dei giochi motori e presportivi informali progettati per massimizzare il divertimento67. Esempi di gioco deliberato possono essere rappresentati dall'attività ricreativa cestistica nel parco o nel cortile, l'attività informalmente organizzata dai bambini nell'ambito extrascolastico.

Gli atleti hanno meno probabilità di abbandonare gli sport organizzati se partecipano a giochi e sport informali70. Al contrario, la specializzazione precoce prevede di concentrarsi su uno sport con un'enfasi sulla pratica deliberata e poco incline alla valorizzazione del gioco deliberato, concentrandosi sulle prestazioni agonistiche fin dai primi anni di pratica67,69. La specializzazione precoce presuppone che i bambini di talento possano essere selezionati in anticipo e che utilizzino un regime di allenamento che di solito non è in accordo con la motivazione del bambino a partecipare allo sport67.

I programmi di specializzazione precoce sono progettati per produrre atleti che debbano raggiungere livelli di alta qualificazione sportiva, al contrario dei programmi di diversificazione precoce, che si concentrano sui bisogni a lungo termine dei bambini attraverso attività multilaterali e giochi67. La diversificazione precoce ha un maggiore potenziale nella riduzione degli abbandoni e nella massimizzazione della partecipazione sostenuta, nella promozione delle relazioni positive tra pari e capacità di leadership, e nella creazione di motivazione attraverso la partecipazione ad attività piacevoli67,68.

Le tre fasi del DMSP

Il Developmental Model of Sports Participation individua tre fasi distinte di sviluppo per i giovani69:

  • Anni di campionamento (6-12 anni): fase di esplorazione e diversificazione
  • Anni di specializzazione (13-15 anni): fase di affinamento delle competenze
  • Anni di investimento (16 anni in avanti): fase di consolidamento e alta prestazione

È importante sottolineare che alcuni autori incoraggiano i giovani a sperimentare una varietà di sport durante il periodo evolutivo e a sostenere una maggiore quantità di tempo dedicato al gioco deliberato durante gli anni di campionamento rispetto alla pratica deliberata69. Il gioco deliberato differisce dalla pratica deliberata e si riferisce alle prime esplorazioni, alle attività motorie motivanti e orientate principalmente verso la ricerca del divertimento69.

Il modello DMSP fornisce uno schema che contempla percorsi differenti nel coinvolgimento nello sport, in particolare prescrivendo una prova precoce come base per la partecipazione sportiva (sia di élite che ricreativa)67.

I postulati del DMSP

I postulati del DMSP si traducono e sintetizzano nei seguenti principi67:

  1. La diversificazione precoce (campionamento) è legata a una carriera sportiva più lunga e ha implicazioni positive per il coinvolgimento sportivo a lungo termine.
  2. La diversificazione precoce consente la partecipazione a una serie di contesti che influiscono positivamente e globalmente sullo sviluppo dei giovani.
  3. Grandi volumi di gioco libero durante gli anni della diversificazione costituiscono una solida base di motivazione intrinseca attraverso il coinvolgimento in attività che sono piacevoli e promuovono la regolazione e modulazione dell'attività stessa.
  4. Un elevato volume di gioco libero durante gli anni di campionamento stabilisce una serie di esperienze motorie e cognitive che possono orientare i bambini verso la disciplina sportiva di interesse.
  5. Verso l'età di circa 13 anni, i bambini dovrebbero avere l'opportunità di scegliere se specializzarsi nel loro sport preferito o continuare a praticare sport a livello ricreativo.
  6. Gli adolescenti (intorno ai 16 anni) sviluppano le abilità motorie, cognitive, sociali ed emotive necessarie per investire i loro sforzi in una formazione altamente specializzata in uno sport.

Principi coerenti per lo sviluppo atletico giovanile

Sebbene le terminologie e gli approcci alla programmazione varino tra i modelli di sviluppo del talento, esistono alcuni concetti e principi coerenti che potrebbero essere utili per stabilire strategie di sviluppo sportivo giovanile orientate al lungo termine.

Competenza motoria e forza muscolare come fondamento

I programmi di sviluppo atletico dovrebbero essere basati sullo sviluppo della competenza motoria e della forza muscolare. I professionisti devono essere consapevoli che i giovani devono disporre di prerequisiti di movimento ben sviluppati e di adeguati livelli di forza muscolare per prepararli alle esigenze dello sport e/o dell'attività ricreativa. Lo sviluppo dei giovani dovrebbe essere basato sul processo di apprendimento a lungo termine piuttosto che nella trasmissione di tecniche di immediato utilizzo.

Superamento della teoria delle "finestre di adattamento"

I programmi di sviluppo atletico non dovrebbero essere progettati in conformità solo con le cosiddette "finestre di adattamento". I ricercatori hanno chiaramente dimostrato che sia i bambini che gli adolescenti possono ottenere utili vantaggi in una serie di componenti dell'efficienza fisica durante gli anni di crescita. Anche se i giovani sperimentano periodi di adattamento accelerato, non è appropriato basare la programmazione del programma di sviluppo atletico sulla teoria delle cosiddette finestre di adattamento a causa di una limitata presenza di evidenze scientifiche.

I bambini dovrebbero essere esposti a una varietà di sport e attività, orientati verso il gioco deliberato durante le prime fasi dell'infanzia. I professionisti del movimento possono adottare queste precauzioni per garantire che i giovani incontrino una serie di esperienze (ad esempio, allenatori diversi, diverse modalità di allenamento e competizione, diversi schemi di movimento all'interno di diversi sport) e opportunità di impegnarsi in giochi esplorativi guidati per assicurare lo sviluppo motorio e cognitivo adeguato.

Oltre il mito delle 10.000 ore

I programmi di sviluppo atletico non dovrebbero essere progettati per accumulare principalmente 10.000 ore di pratica deliberata. I programmi di allenamento dovrebbero essere individualizzati a causa dei diversi percorsi di crescita, maturazione, sviluppo e padronanza delle abilità. Di conseguenza, non è vantaggioso ipotizzare per tutti i bambini l'accumulo di 10.000 ore di pratica rigida e mirata per acquisire esperienza in uno sport o un'attività.

I modelli riconoscono il ruolo della pratica deliberata, ma in una fase successiva a quella del gioco deliberato. Infatti, oltre a sperimentare diversi sport e attività durante gli anni della formazione, i bambini e gli adolescenti avranno bisogno di un elemento di ripetizione nei loro programmi di allenamento per aiutare lo sviluppo del controllo motorio e lo sviluppo atletico. I giovani richiederanno anche un coach qualificato, istruzioni significative e un feedback specifico che sarà necessario dopo la scelta di un particolare sport.

Come si evince, i programmi che coinvolgono bambini e adolescenti costituiscono un ambito molto più articolato di quanto in apparenza possa sembrare e richiedono analisi molto attente e approfondite non solo della tipologia di formazione sportiva, ma anche dell'attività di tipo ricreativo che integra la prima e fornisce un repertorio di esperienze gratificanti e vantaggiose per la crescita sportiva dell'individuo.

A quali domande risponde questo articolo?

Qual è la differenza tra diversificazione precoce e specializzazione precoce nello sport?

La diversificazione precoce prevede il coinvolgimento in più sport e attività durante l'infanzia, privilegiando il gioco deliberato orientato al divertimento. La specializzazione precoce, al contrario, concentra l'attenzione su un singolo sport con enfasi sulla pratica deliberata e competizioni fin dai primi anni, aumentando il rischio di burnout e abbandono.

Quali sono le fasi del Developmental Model of Sports Participation (DMSP)?

Il DMSP individua tre fasi di sviluppo: gli anni di campionamento (6-12 anni) caratterizzati da esplorazione e gioco deliberato, gli anni di specializzazione (13-15 anni) con affinamento delle competenze, e gli anni di investimento (16+ anni) dedicati alla formazione specializzata. Questo percorso graduale favorisce la motivazione intrinseca e riduce l'abbandono sportivo.

Perché la formazione motoria a lungo termine è importante per tutti i giovani?

La formazione a lungo termine non riguarda solo gli atleti d'élite ma tutti i bambini e adolescenti, indipendentemente dalle abilità mostrate nelle prime fasi. Un approccio strutturato e progressivo sviluppa competenze motorie, forza muscolare e salute scheletrica, prevenendo obesità infantile, inattività fisica e malattie non trasmissibili secondo le linee guida dell'OMS.

Riassunto

La formazione motoria giovanile richiede un approccio strutturato che privilegi la diversificazione precoce rispetto alla specializzazione in un singolo sport. Il modello DMSP propone tre fasi evolutive: campionamento, specializzazione e investimento, valorizzando il gioco deliberato nelle prime età. La distinzione tra pratica deliberata e gioco deliberato è fondamentale per sviluppare competenze motorie, motivazione intrinseca e prevenire l'abbandono sportivo. Questo approccio garantisce benefici per la salute a lungo termine, indipendentemente dal raggiungimento di livelli agonistici élite.

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Voci glossario
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