Ai Mondiali la rivincita della difesa a 3

Di Fabio Marino

Il modulo con la difesa a 3 sembrava ormai obsoleto, adesso è uno dei più utilizzati in Italia e ora anche al Mondiale. Analizziamo pregi e difetti del 3-5-2.

Sembrava fosse un modulo obsoleto, che ha avuto il suo boom negli anni 80’ ma quasi definitivamente abbandonato alla fine degli anni 90’, fino invece al recente utilizzo da parte di alcuni tecnici in Italia, Conte (Juventus), Mazzarri (Inter), Montella (Fiorentina) e Ventura (Torino) per citarne alcuni. Parliamo della difesa a 3 o più specificatamente del modulo 3-5-2. Come per ogni altro modulo possono esserci delle varianti nell’interpretazione, tutto sta alla tipologia di giocatori utilizzati, ma l’impostazione tattica resta ben delineata. Da alcuni viene considerato un modulo difensivista, in fase di non possesso infatti si viene a comporre una difesa a 5 con i due esterni che si abbassano sulla linea dei difensori. Gli stessi devono poi proporsi in attacco nella fase offensiva, arrivando sul fondo per crossare o liberare compagni alla conclusione. E’ un modulo parecchio dispendioso quindi per i giocatori di fascia, costretti a percorrere la totalità del campo in lunghezza. I 3 centrali di difesa si alternano nella fase di pressing e copertura, generalmente è il centrale a restare più basso. E’ un modulo che se ben attuato assicura un vero e proprio bunker difensivo, con la difesa a 5 difficilissima da scardinare. Alo stesso tempo può essere attuato un lungo possesso palla in fase offensiva con gli esterni alti e larghi, costringendo la squadra avversaria a chiudersi nella propria metà campo per non rischiare gli 1 vs 1. I 3 centrali di centrocampo possono prevedere o un regista basso e due mezz’ali di corsa, che devono assicurare raddoppi in fase difensiva sulla fascia e allo stesso tempo inserimenti in fase offensiva senza palla (per intenderci l’interpretazione attuata alla Juve con Pirlo, Vidal, Marchisio o Pogba) oppure due mediani bassi e una sorta di trequartista che fornisce assistenza alle punte e allarga il gioco sulle fasce.

Quest’ultima variante la si è vista recentemente al Mondiale con l’Olanda di Van Gaal che ha letteralmente annichilito la Spagna campione in carica con un rotondissimo 5-1. Sneijder è stato infatti l’uomo più avanzato fra i centrocampisti con alle sue spalle De Jong e De Guzman che assicuravano copertura. L’interpretazione della gara da parte degli oranje è stata a dir poco perfetta, la linea difensiva a 5 costringeva infatti le furie rosse a un continuo fraseggio orizzontale con pochissime possibilità di verticalizzazione. La Spagna ha avuto sì in mano il comando del gioco nel primo tempo ma essenzialmente è stata sterile in avanti. Van Gaal ha invece approfittato della qualità superiore dei suoi uomini offensivi, ha praticamente invitato la Spagna a scoprirsi per lasciare Robben e Van Persie in un 2 vs 2 con Pique e Sergio Ramos, i due centrali spagnoli ne sono usciti con le ossa rotte. La stessa Spagna aveva già sofferto il 3-5-2 agli Europei del 2012 proprio contro l’Italia nella fase a gironi, il match si concluse in parità per 1-1. In finale Prandelli scelse invece una linea difensiva a 4 ed il risultato è stato un drammatico 0-4 per gli spagnoli.

Il CT dell’Argentina Sabella ha sorpreso tutti schierando i suoi con il 3-5-2 nel primo tempo contro la Bosnia per poi passare al 4-3-3 ad inizio ripresa viste le difficoltà riscontrate da Messi e compagni nel trovare la porta avversaria. Il 3-5-2 o 5-3-2 è infatti un modulo efficacissimo quando la partita in un certo senso la si deve “subire”, ossia quando sono gli avversari ad avere in mano il pallino del gioco, lo si è visto proprio nel match dell’Olanda. Diventa invece meno efficace o addirittura sterile quando il gioco lo si deve imporre, spesso gli uomini offensivi, in particolar modo quelli sulla fascia, si trovano costantemente in inferiorità numerica e diventa difficile creare occasioni da gol se non attraverso una giocata individuale. Con il passaggio al 4-3-3 nel secondo tempo il potenziale offensivo dell’Albiceleste è aumentato a dismisura.

Si spiegano così ad esempio le difficoltà riscontrate dalla Juventus in Europa nell’imporre il proprio gioco anche contro squadre sulla carta decisamente inferiori come Copenaghen, Galatasaray o Benfica.

La vera efficacia del 3-5-2 la si è vista ancora nella partita giocata dal Messico contro il Brasile, terminata sul punteggio di 0-0. I messicani hanno di fatto concesso pochissimo ai verdeoro ottenendo un punto preziosissimo ai fini della qualificazione.

Dall’analisi di queste partite abbiamo quindi capito quelli che sono pregi e difetti del modulo con la difesa a 3 o a 5 che dir si voglia. Dice bene quindi chi ritiene il 3-5-2 un modulo essenzialmente difensivista ma se ben attuato può diventare estremamente efficace (Brasile-Messico 0-0, Spagna-Italia 1-1) e se si hanno uomini offensivi particolarmente dotati addirittura letale (Spagna-Olanda 1-5).

Possiamo concludere che la difesa a 3 rappresenta una variante di gioco tutt’altro che obsoleta, anzi è finora una delle proposte tattiche più presenti e soprattutto vincenti del Mondiale.