La proposta d'acquisto di creme miracolose, risolutrici dei problemi, attrae ogni anno ingenti capitali nelle casse di chi produce e vende tali preparati. Nel campo del fitness la maggiore attrattiva è rappresentata da creme brucia grassi ad azione localizzata.
Ancora una volta si è di fronte a convinzioni facilmente confutabili. Il processo di accumulo adiposo è la risorsa dell'organismo per stoccare, stipare, immagazzinare l'energia introdotta in eccesso con l'alimentazione.
Tale surplus energetico viene stipato all'interno degli adipociti ad opera di un enzima: la lipoproteinlipasi. La selezione delle aree in cui allocare una maggior quantità di grasso è di natura genetica, quindi non modificabile, se non riequilibrando il consumo calorico, quindi bruciando più calorie o introducendone di meno.
Affermare che una crema è in grado di avviare un processo lipolitico, implica che la medesima sostanza avvii un processo di smaltimento energetico, poiché non è possibile pensare che il grasso d'accumulo scompaia. Volendo ipotizzare che la crema agevoli la mobilizzazione degli accumuli adiposi (e sarebbe già una forzatura), occorre poi che questi vengano impiegati per fornire energia. Se questo non accade, banalmente tornerebbero al loro posto.
È possibile tuttavia procedere ad ulteriori osservazioni, al fine di fornire una risposta più esaustiva a quanti nutrissero ancora dubbi.
Per affermare che una crema brucia grassi funzioni occorre aspettarsi una riduzione delle masse adipose che consegue la sua applicazione. Quanto grasso sarebbe lecito aspettarsi di perdere per affermare che una confezione di crema brucia grassi funzioni davvero? Se ciascuna confezione facesse perdere almeno 1kg di adipe, lo si potrebbe ritenere un buon risultato.
Il contenuto medio di una confezione è di circa 200ml di crema, ed ipotizzando di impiegare 10ml per ciascuna applicazione, significa che ciascuna confezione ha una durata di 20 giorni.
Quindi, applicando 10ml di prodotto al giorno, al termine del ciclo di 20 giorni, dovrebbe osservarsi una riduzione adiposa pari ad 1Kg.
Perdere 1kg di grasso in 20 giorni, implica una diminuzione dell'adipe di 50g al giorno. 50g di grassi smaltiti, in virtù del potere calorico dei grassi, pari a 9Kcal per grammo, significa l'impiego di 450Kcal da fonte adiposa (9x50=450).
Considerando i principi della farmacocinetica, ossia di quella scienza che studia l'assorbimento, il metabolismo e la distribuzione di una sostanza, è lecito ritenere che, essendo la via di applicazione quella transdermica, occorrerà che il preparato sia molto liposolubile al fine del corretto assorbimento.
Dando per scontata questa caratteristica, e considerato anche che l'organismo provvede all'eliminazione o alla metabolizzazione di quanto introdotto in tempi relativamente brevi, e considerato infine che le creme brucia grassi non appartengono al mondo dei farmaci propriamente detti, ma dei cosmetici, è ipotizzabile che il tempo entro cui permane attiva in un soggetto la crema impiegata, sia verosimilmente di qualche ora.
Se il principio attivo avesse durata pari a 3 ore, significa dover avviare lo smaltimento delle 450Kcal di cui sopra, in questo lasso di tempo. Vale a dire 150Kcal l'ora. Occorre adesso fornire qualche altro elemento. È risaputo che, per qualsivoglia necessità energetica, l'organismo attinge all'ATP come fonte.
Ciascuna mole di ATP utilizzata, restituisce 7,3Kcal. Utilizzare 150Kcal in un'ora, equivale all'impiego di (150:7,3=20,5) 20,5 moli di ATP in più rispetto a quanto non sia già impiegato per mantenere in vita il soggetto.
L'utilizzo dei grassi come fonte energetica, può avvenire solo attraverso il sistema aerobico. I sistemi anaerobici infatti non possono ossidare gli acidi grassi. Per ciascuna mole di ATP impiegata, ipotizzando l'esclusivo consumo dei grassi, sono necessari 4 litri di ossigeno. 4 litri per ciascuna mole, considerato che si tratta di utilizzarne 20,5 ogni ora per 3 ore, significa impiegare 82 litri di ossigeno l'ora (4x20,5). 82 litri di ossigeno in un'ora corrispondono a 1,36 litri di ossigeno al minuto.
Un individuo in condizione di riposo respira 0,2/0,3 litri di ossigeno al minuto. Passare da questo livello a quello richiesto per il processo di impiego dei grassi sopra descritto, quindi arrivare a 1,36 litri, significa perlomeno quadruplicare il numero degli atti respiratori in un minuto, portandoli da una media di 18 atti respiratori a circa 80 per minuto.
In altri termini, se le creme funzionassero, occorrerebbe avere il fiatone per 3 ore circa.
Nel calcolo descritto, essendo il numero di atti respiratori al minuto, il valore energetico dei grassi, il potere calorico di ciascuna mole di ATP e l'ossigeno respirato, tutti valori fisiologicamente accertati (quindi non suscettibili di errore), gli unici margini che possono essere errati sono relativi al Kg di grasso che si è detto voler smaltire nel giro di 20 giorni.
Ipotizzando quindi che tale dato sia inficiato da un errato calcolo dei giorni, ritenuto troppo esiguo, si potrebbe pensare all'impiego di 2 confezioni di crema, con un trattamento della durata non di 20, ma di 40 giorni.
Raddoppiando il tempo dell'applicazione in ogni caso significherebbe avere una respirazione meno accelerata, ma che comunque passa dai 18 atti respiratori a riposo ad almeno 40 nella fase di applicazione della crema. Più del doppio rispetto alle condizioni standard. Se non è una condizione di fiatone, è qualcosa di molto simile. Come se non bastasse, in questo caso smaltire 1Kg ogni 40 giorni, rappresenterebbe un obiettivo assolutamente realistico, raggiungibile senza l'ausilio di alcuna crema.
Se non si sente la necessità di incrementare significativamente gli atti respiratori dopo poco dall'applicazione della crema significa che la richiesta di ossigeno da parte dell'organismo non è variata, e se non varia tale richiesta, è sinonimo che non si stanno utilizzando un numero di calorie maggiori rispetto alla norma.
Di conseguenza non sta avvenendo nessuna ossidazione di acidi grassi, e quindi nessun dimagrimento.
I grassi, è da ribadire, sono l'elemento impiegato dall'organismo per immagazzinare l'energia introdotta in eccesso. Una loro riduzione può essere ottenuta solo mediante l'impiego come fonte energetica.
Se un'attività non provoca dispendio energetico (e quindi non è promossa da un lavoro fisico) semplicemente non può avviare alcun dimagrimento.A fronte di questo chiarimento, molte persone sostengono un meccanismo di funzionamento del tutto differente.
L'alternativa più fantasiosa, ma anche più frequente, sostiene che, grazie alle creme brucia grassi, gli adipociti rilascino una percentuale di grasso in più direttamente nel sangue, inducendo in via successiva l'eliminazione per tramite delle urine.
Se fosse vero il risultato più facilmente osservabile si potrebbe ottenere guardando le urine di un soggetto sottoposto a trattamento. L'urina dovrebbe essere densa e, se posta in un contenitore, dovrebbe dividersi in 2 parti. In alto una componente oleosa, in basso la componente acquosa, proprio come accadrebbe aggiungendo un po' di olio in un bicchiere d'acqua.
Non si comprende inoltre perché l'organismo dovrebbe eliminare con le urine i grassi rilasciati dagli adipociti sotto l'influsso della crema, e non quelli introdotti con l'alimentazione. Attraverso quale processo può operare un simile discrimine trattandosi di molecole del tutto identiche? Sempre procedendo per assurdo, se tutto questo fosse vero, significherebbe raggiungere, nelle ore successive all'applicazione della crema, una quota di acidi grassi circolanti difficilmente sostenibile e, senza citare le gravi reazioni, una simile alterazione del contenuto di grassi circolanti, porterebbe nell'immediato all'inibizione stessa della lipolisi (quindi all'impiego dei grassi) ed alla lunga alla condizione di aterosclerosi che ha, proprio nel livello di trigliceridi, una delle cause principali della sua manifestazione.
Le creme bruciagrassi promettono di aiutare a ridurre il grasso localizzato. Tuttavia, è importante considerare che l'efficacia dipende dalla composizione e dall'abbinamento con alimentazione sana e attività fisica regolare.
Le creme bruciagrassi possono favorire la riduzione temporanea dei liquidi superficiali, ma per risultati duraturi è fondamentale associare una dieta equilibrata e l’esercizio fisico. Non rappresentano una soluzione autonoma per la perdita di peso.
Le creme bruciagrassi possono essere utilizzate come supporto durante un programma di allenamento e dieta. Sono particolarmente consigliate in combinazione con tecniche di massaggio per favorire la circolazione e il drenaggio dei liquidi.
Le creme bruciagrassi possono essere un supporto utile per chi desidera ridurre il grasso localizzato, ma non devono essere considerate una soluzione miracolosa. Per ottenere risultati, è essenziale abbinarle a un piano alimentare equilibrato e un’attività fisica costante. Conoscere la composizione e il corretto utilizzo di questi prodotti può aiutare a massimizzarne i benefici.