Gli azzurri in Brasile: Andrea Pirlo

Di Fabio Marino

Un giocatore che tutto il mondo ci invidia, l'uomo dalle traiettorie impossibili, un patrimonio unico della Nazionale. Riuscirà ad essere protagonista anche in Brasile ?

Gli esordi

Nasce a Brescia il 19 maggio 1979, cresce nel settore giovanile delle “rondinelle” ed esordisce in Serie A già all’età di sedici anni nella partita Reggiana-Brescia (2-0) nella stagione 1994-1995.

Comincia a giocare con continuità nella stagione 96’-97’ sotto la guida di Edoardo Reja, totalizzando 17 presenze e 2 reti nel campionato di Serie B vinto proprio dal Brescia. Nella stagione successiva gioca con continuità anche in Serie A e su di lui mette gli occhi l’Inter che lo acquista a fine stagione.

Con i neroazzurri nel 1998 ottiene 18 presenze in campionato ed esordisce anche in Champions League, in questa prima parte di carriera viene utilizzato nella posizione di trequartista dietro le punte. Nelle stagioni successive verrà mandato in prestito prima alla Reggina (30 presenze) e poi nuovamente al Brescia (10 presenze) dove l’allenatore Carlo Mazzone ha l’intuizione di farlo giocare come regista di centrocampo, arretrando di fatto la sua posizione e permettendo così la convivenza in campo con Roberto Baggio.

Il Milan

Nell’estate del 2001 viene ceduto dall’Inter al Milan per una cifra intorno ai 35 miliardi di lire (pagati in parte con il passaggio in neroazzurro di Dražen Brncic), per il Milan si tratterà di un vero e proprio colpaccio di mercato. Con i rossoneri Pirlo ha giocato per 10 stagioni affermandosi come uno dei più grandi registi al mondo, vero e proprio pupillo dell’allenatore Carlo Ancelotti. Ha disputato 401 partite ufficiali con la maglia del Milan, segnato 41 gol e vinto 2 Champions League, 2 scudetti, una Coppa del mondo per club, 2 Supercoppe europee, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana, sempre da assoluto protagonista. L’ultima stagione al Milan nel 2010-2011 sarà segnata da diversi infortuni e poche presenze in campo, appena 17 in campionato. Il nuovo allenatore Massimiliano Allegri pensa per lui una nuova posizione, non più come regista al centro dello sviluppo del gioco ma più defilato, preferendogli in quel ruolo Van Bommel. Pirlo non accetta questo “declassamento” così a maggio afferma che non rinnoverà il contratto in scadenza con il Milan, chiudendo di fatto dopo 10 anni la sua carriera con i rossoneri.

La Juventus

Il 24 maggio 2011 la Juventus ufficializza l’acquisto di Pirlo a parametro zero. Insieme al nuovo allenatore Antonio Conte saranno i veri artefici dei successi bianconeri per gli anni a venire. Fin da subito schierato nel suo ruolo naturale, quello di regista basso del centrocampo, troverà una straordinaria intesa con i suoi compagni di reparto Marchisio e Vidal formando uno dei centrocampi più forti d’Europa. Il successo arriva già al primo anno con la conquista dello scudetto proprio ai danni del Milan di Ibrahimovic e Thiago Silva guidato da Allegri che chiude secondo. Per il fuoriclasse bresciano si tratta di una vera e propria rivincita. Conclude la prima stagione in bianconero con 37 presenze in campionato, 3 reti realizzate e il titolo dell’AIC (Associazione Italia Calciatori) come miglior calciatore assoluto della Serie A 2011-2012. Con la Juventus ha fin qui collezionato in tre stagioni 131 presenze totali e realizzato 14 reti, ha vinto 3 scudetti e 2 Supercoppe Italiane.

In Nazionale

Ha vinto con l’Under-21 l’Europeo di categoria del 2000, nel quale è stato capocannoniere con 3 reti e nominato miglior giocatore. In Nazionale maggiore ha esordito il 7 settembre 2002, a 23 anni, nella partita Azerbaigian-Italia (0-2) valida per le qualificazioni agli Europei del 2004 sotto la guida del CT Giovanni Trappattoni. Ha partecipato con la maglia azzurra a 3 Europei (2004,2008,2012), 2 Mondiali (2006,2010) e 2 Confederations Cup (2009,2013). Quello in Brasile sarà per lui il terzo Mondiale. Il momento più alto della sua carriera in azzurro è ovviamente la vittoria in Germania nel 2006 dove ha giocato alla grande, segnando all’esordio contro il Ghana e offrendo prestazioni sublimi specie in semifinale contro la Germania (geniale l’assist per il gol di Grosso) e in finale contro la Francia (segnerà il primo dei cinque rigori per la vittoria finale degli azzurri). Sarà votato come terzo miglior giocatore del Mondiale dopo Zidane e Cannavaro. Ha collezionato con gli azzurri finora 110 presenze, quinto assoluto nella classifica di presenze in Nazionale dietro a Buffon (140), Cannavaro (136), Maldini (126) e Zoff (112), realizzando 13 reti.

Marcello Lippi lo ha definito come: “un leader silenzioso che parla coi piedi”. Andrea Pirlo rappresenta oggi una sorta di leggenda nel mondo del calcio, acclamato ovunque nel globo per ogni suo tocco di palla, da quello più semplice fino al più pazzesco, in special modo proprio in Brasile. Fa della visione di gioco, nella capacità di leggere le giocate in anticipo, della precisione nei lanci e della straordinaria abilità nei calci piazzati i suoi punti di forza. A ciò unisce, a differenza di quanto si crede, buone capacità aerobiche che ne fanno uno dei calciatori che ad ogni partita percorre più chilometri.

Sotto la gestione di Prandelli è stato ovviamente considerato sempre un titolare intoccabile impegnato nel suo ruolo di regista. Ultimamente il CT lo sta provando in un ruolo più decentrato per verificare la possibile convivenza in campo con Verratti. Ovunque il CT deciderà di schierarlo per l’Italia resta comunque un patrimonio unico.