I mille moduli di Prandelli

Di Fabio Marino

Mancano circa nove mesi all'inizio dei Mondiali in Brasile e nonostante una qualificazione ottenuta con largo anticipo Prandelli sembra avere ancora parecchi dubbi sulle scelte da fare, si sulle convocazioni che sulla disposizione tattica.

I Moduli

Durante le qualificazioni l'Italia ha adottato diversi moduli tattici, stessa cosa anche in Confederations Cup e nelle amichevoli. Nella prima partita di qualificazione del 7 Settembre 2012 in casa della Bulgaria il Ct si è affidato al cosiddetto "blocco Juve", schierando l'Italia con un 3-5-2 e ben sette bianconeri in campo. La prestazione non è stata delle più esaltanti, il risultato finale sarà di 2-2 con una doppietta di Osvaldo schierato in tandem con Giovinco.

Da questo momento l'Italia cambia volto, non più 3-5-2 ma 4-3-1-2 con Diamanti e Montolivo ad alternarsi nel ruolo di trequartista alle spalle delle punte. I risultati danno ragione a Prandelli, arriveranno tre vittorie di fila contro Malta (2-0), Armenia (1-3) e Danimarca (3-1). Seppur vincente l'Italia continua a non convincere sotto il profilo del gioco, ecco perché il Ct nell'amichevole contro l'Olanda del 6 Febbraio si affida al 4-3-3.

El Sharaawy è uno dei grandi protagonisti del campionato e viene schierato titolare, Balotelli e Candreva completano il trio d'attacco. Il risultato finale sarà di 1-1 ma l'Olanda domina per lunghi tratti della gara tanto che Buffon sarà il migliore in campo.

Nell'amichevole contro il Brasile del 21 Marzo Prandelli torna all'usato sicuro, nuovamente 4-3-1-2 ma stavolta è Giaccherini ad agire come trequartista. Gli azzurri sfoderano finalmente una buona prestazione, il risultato finale sarà di 2-2 con le reti di Balotelli e De Rossi per l'Italia. Nelle partite di qualificazione contro Malta (0-2 per gli azzurri) e Repubblica Ceca (0-0) Prandelli continua a schierare l'Italia con l'ormai collaudato 4-3-1-2 anche se frequenti sono i cambi dei giocatori titolari. Nelle amichevoli invece il ct prova il 4-3-3, arriverà una vittoria contro San Marino (4-0) e una storica figuraccia contro Haiti (solo 2-2) l'11 Giugno.

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Nella prima partita della Confederations Cup contro il Messico Prandelli introduce un'altra novità tattica, l'Italia gioca con un 4-3-2-1, il cosiddetto "albero di Natale", in cui Marchisio e Giaccherini agiscono alle spalle di Balotelli.

L'Italia non sfigura, anzi gioca bene e vince per 2-1 con reti di Pirlo e dello stesso Balotelli. Prandelli ripropone lo stesso modulo nella partita contro il Giappone (4-3), gli azzurri vincono più per fortuna che per organizzazione di gioco e idee. Nell'ultima partita del girone contro il Brasile, viste le assenze di Pirlo e De Rossi, il Ct si affida ad un 4-2-3-1 con Marchisio, Diamanti e Candreva ad agire alle spalle di Balotelli. I brasiliani si impongono per 4-2 evidenziando tutti i limiti difensivi degli azzurri. Sono ben otto le reti incassate dall'Italia nelle tre partite del girone. Prandelli corre ai ripari e nella semifinale contro la Spagna ripropone la difesa a 3. La prestazione è confortante, la Spagna vince solo ai rigori, nei 120' di gioco la partita termina 0-0.

Nelle partite successive contro Uruguay (finale per il terzo posto della Confederations Cup) e Argentina (amichevole del 14 Agosto) l'Italia si schiera nuovamente con il 4-3-2-1. Arriverà una vittoria ai rigori contro l'Uruguay (la partita era terminata 2-2) e una sconfitta contro l'Argentina (1-2). Giaccherini continua ad essere uno degli uomini maggiormente utilizzati da Prandelli e viene schierato titolare anche contro la Bulgaria nell'ormai collaudato 4-3-2-1. Finisce 1-0 per gli azzurri con rete di Giardino. Il 10 Settembre gli azzurri ottengono il pass per il Mondiale nella partita contro la Rep. Ceca. Schierati inizialmente con la difesa a 3 l'Italia passa prima in svantaggio, poi cambia modulo tornando al 4-3-1-2 e si impone per 2-1 con le reti di Chiellini e Balotelli. Nella recente partita contro la Danimarca pareggiata per 2-2 grazie ad una rete nel finale di Aquilani l'Italia si è schierata con il 4-3-1-2.

L'analisi

Abbiamo iniziato l'analisi dei moduli utilizzati da Prandelli a partire dal match giocato in trasferta con la Bulgaria dello scorso anno. Da allora l'Italia ha giocato 19 partite, ne ha vinte 9 durante i tempi regolamentari, pareggiate 8 e perse 2. Durante questi match Prandelli ha adottato ben 5 moduli diversi: principalmente il 4-3-1-2, poi il 4-3-2-1, il 3-5-2, il 4-3-3 e il 4-2-3-1.

Nonostante risultati tutto sommato positivi l'Italia non ha mai incantato per gioco espresso né tantomeno per solidità difensiva, a differenza di quanto era accaduto durante Euro 2012. Probabilmente i continui stravolgimenti tattici e rotazione dei giocatori non hanno permesso a questa squadra di avere ancora una chiara identità di gioco. Dai risultati ottenuti si direbbe che l'Italia giochi meglio con il 4-3-1-2, anche le prestazioni lo confermano. In alcune partite può essere utile schierare la difesa a 3 per limitare la fase offensiva degli avversari, vedi lo 0-0 ottenuto contro la Spagna.

Nei prossimi impegni che accompagneranno l'Italia verso il Mondiale Prandelli dovrà cercare nuovamente di dare una fisionomia identitaria alla sua squadra, magari lavorando sui due moduli da noi proposti ed evitando quindi ulteriori stravolgimenti tattici.