Gli esseri umani, ma non siamo l'unica specie animale a poterlo fare, possono ingerire grassi con l'alimentazione, mobilizzare le riserve lipidiche presenti nei tessuti specializzati o convertire in lipidi i carboidrati in eccesso introdotti con la dieta.
L'assimilazione dei trigliceridi nell'organismo è legata alla loro preventiva conversione da particelle insolubili a micelle microscopiche finemente disperse.
Tale conversione è resa possibile dai sali biliari (esempio l'acido taurocolico), sintetizzati nel fegato partendo dal colesterolo, conservati nella colecisti e rilasciati nell'intestino tenue. La formazione di micelle consente un agevole lavoro delle lipasi solubili in acqua che convertono i triacilgliceroli in monoacilgliceroli (monogliceridi), diacilgliceroli (digliceridi), acidi grassi liberi e glicerolo, che poi diffondono nelle cellule epiteliali intestinali per la riconversione in triacilgliceroli che legati assieme al colesterolo a specifiche proteine formando lipoproteine denominate chilomicroni.
Queste particelle passano dalla mucosa intestinale al sistema linfatico ed infine al sistema circolatorio, per il trasporto a muscoli e tessuto adiposo. Nei capillari dei tessuti muscolari e adiposi i chilomicroni vengono trattati in modalità differenti attraverso la lipoproteina lipasi che idrolizza i trigliceroli dei chilomicroni ad acidi grassi e glicerolo che, nelle cellule bersaglio, forniscono energia o vengono riesterificati a triacilgliceroli per essere conservati.
In questa forma gli acidi grassi vengono rilasciati e possono diffondere nel sangue, dove si legano all'albumina (proteina serica) e vengono trasportati ai tessuti. Qui si dissociano dall'albumina diffondendo nel citosol della cellula per espletare la funzione energetica.
Le tre lunghe catene degli acidi grassi consentono di ricavare il 95% dell'energia di cui dispongono i triacilgliceroli, il restante 5% deriva dal glicerolo.
Il glicerolo viene fosforilato, in seguito al suo rilascio, a glicerolo-3-fosfato ed ossidato a diidrossiacetone fosfato, convertito a gliceraldeide-3-fosfato, ed ossidato nella via glicolitica.