Anatomia dell'avambraccio, analisi applicata al movimento, funzione e innervazione

Di Pierluigi De Pascalis

Anatomia funzionale e biomeccanica dell'avambraccio, comprendente muscoli flessori ed estensori come flessore radiale e ulnare del carpo, estensore radiale lungo e ulnare del carpo

L'avambraccio è rappresentato, da un punto di vista osseo, dal radio e dall'ulna che si articolano sia fra loro che, a livello prossimale, con l'omero e, a livello distale, con le ossa del polso. Da un punto di vista muscolare, l'avambraccio, si compone di numerosi muscoli disposti in strati sovrapposti. 

Ne possiamo individuare ben 20, classificabili secondo due modalità.

La prima individua la loro posizione anatomica e distingue i muscoli in:

  • anteriori
  • posteriori
  • muscoli laterali dell'avambraccio

La seconda li classifica da un punto di vista funzionale in:

  • muscoli estensori del gomito (anconeo)
  • muscoli supinatori dell'avambraccio (supinatore, brachioradiale)
  • muscoli pronatori dell'avambraccio, tutti del gruppo dei muscoli anteriori (pronatore rotondo, pronatore quadrato)
  • muscoli flessori del polso, anch'essi tutti muscoli anteriori (flessore ulnare del carpo, flessore radiale del carpo, palmare lungo, flessore superficiale e flessore profondo delle dita, flessore lungo del pollice)
  • muscoli estensori del polso (estensore radiale lungo ed estensore radiale breve del carpo, estensore ulnare del carpo, estensore delle dita, estensore dell'indice, estensore proprio del mignolo, estensore lungo ed estensore breve del pollice)
  • muscoli estensori delle dita (estensore comune delle dita, estensore proprio del mignolo, estensore proprio dell'indice); muscoli estensori del pollice (estensore lungo e breve del pollice)
  • muscoli abduttori del pollice (abduttore lungo del pollice)

Naturalmente, ad alcune delle azioni muscolari di flessione ed estensione sopra elencate, partecipano anche altri muscoli, ma anatomicamente non fanno parte della regione dell'avambraccio.

Muscoli supinatori dell'avambraccio

Il muscolo supinatore è un muscolo profondo dell'area superiore dell'avambraccio, origina con due capi dall'omero e dall'ulna, e trova inserzione attorno al radio. È innervato dalle radici C5 e C6 del nervo radiale.

La supinazione dell'avambraccio è permessa anche dal bicipite brachiale e dal brachioradiale.

Muscoli pronatori dell'avambraccio

Muscolo pronatore rotondo

È il muscolo più laterale dello strato superficiale e attraversa obliquamente la metà superiore dell'avambraccio andando dall'alto in basso e dall'esterno verso l'interno. È innervato dalle radici C6 e C7 del nervo mediano e, con la sua azione, prona l'avambraccio e ruota il radio all'interno, attorno all'ulna.

Muscolo pronatore quadrato

Ha forma quadrilatera ed è posto profondamente nella parte inferiore e anteriore dell'avambracio, origina dalla faccia anteriore dell'ulna e si inserisce con i suoi fasci inferiormente sulla faccia anteriore del radio. Sotto il controllo delle radici C8 e T1 del nervo mediano, può esercitare la sua azione di pronazione dell'avambraccio. Concorre alla pronazione dell'avambraccio il muscolo brachioradiale.

Muscoli flessori del polso

Muscolo flessore ulnare del carpo

È il muscolo più mediale fra i flessori superficiali, origina da ulna e omero e trova inserzione sull'osso pisiforme, il suo tendine si estende sino all'uncinato ed al quinto osso metacarpale. È innervato dalle radici C7 e C8 del nervo ulnare e, la sua contrazione, flette la mano e stabilizza il pisiforme.

Muscolo flessore radiale del carpo

Occupa una posizione mediale rispetto al pronatore rotondo e al palmare lungo. Origina dall'epicondilo mediale dell'omero e si dirige in basso mediante un lungo tendine passante per il tunnel carpale. Si inserisce sul secondo osso metacarpale.

La sua innervazione è garantita dalle radici C6 e C7 del nervo mediano. Lavora in sinergia con flessore ulnare del carpo e palmare lungo nei movimenti di flessione del polso.

Muscolo palmare lungo

È situato tra il flessore radiale del carpo ed il flessore ulnare. Origina dall'epicondilo mediale dell'omero per inserirsi nell'aponeurosi palmare. È innervato dalla radice C8 del nervo mediano ed espleta una modesta azione di flessore del polso.

Gli altri muscoli che flettono il polso sono:

  • Il flessore superficiale delle dita
  • Il flessore profondo delle dita
  • Il flessore lungo del pollice

Muscoli estensori del polso

Muscolo estensore radiale lungo del carpo

Trova alloggiamento nella regione posteriore e laterale dell'avambraccio, dove contrae rapporto col brachioradiale. Origina dal condilo omerale, decorre lungo l'avambraccio e si inserisce posteriormente al secondo osso metacarpale. È innervato dalle radici C6 e C7 del nervo radiale.

Muscolo estensore radiale breve del carpo

Occupa posizione posteriore e laterale rispetto all'estensore radiale lungo. Origina dalla faccia anteriore dell'epicondilo laterale del gomito. Decorre in basso verso la sede di inserzione: la superficie posteriore del terzo osso metacarpale.
È Innervato dalle radici C6 e C7 del nervo radiale. Assieme gli altri estensori garantisce i movimenti di estensione del polso.

Muscolo estensore ulnare del carpo

Ha origine dall'epicondilo laterale dell'omero e dal margine ulnare posteriore. Decorre lungo l'avambraccio per inserirsi sul quinto osso metacarpale. La sua innervazione è a carico delle radici C7 e C8 del nervo radiale.

Gli altri muscoli che concorrono all'estensione del polso sono:

  • Estensore delle dita
  • Estensore dell'indice
  • Estensore del mignolo
  • Estensore lungo ed estensore breve del pollice

Flessori delle dita

Muscolo flessore superficiale delle dita

Forma il secondo strato dei muscoli anteriori dell'avambraccio. Origina con un capo omerale ed uno radiale, riuniti poi da un arco tendineo che è esso stesso origine di altri fasci muscolari, e dividendosi in quattro ventri a metà circa dell'avambraccio, si porta con i quattro tendini che ne originano, a quattro dita, dal 2° al 5°. I quattro tendini non si trovano sullo stesso piano. Nelle dita, ciascun tendine, è avvolto da una guaina mucosa e collegato alla faccia anteriore delle falangi. Sotto l'azione del nervo mediano flette la 2a falange delle dita dal 2° al 5°, cooperando alla flessione della mano sull'avambraccio e di questo sul braccio.

Muscolo flessore profondo delle dita

Occupa il terzo strato muscolare assieme al flessore lungo del pollice. Origina dalle facce anteriore e mediale dell'ulna e dal margine mediale del radio, il suo ventre si divide in quattro fasci ai quali fanno capo altrettanti tendini d'inserzione che si fissano alla base della 3a falange delle ultime quattro dita riuscendo, con la sua azione, a fletterle, sotto il controllo dei nervi mediano e laterale.

Muscolo flessore lungo del pollice

Forma la parte laterale del terzo strato, origina dalla faccia anteriore del radio e dal processo coronoideo dell'ulna e, il suo tendine, si inserisce sulla faccia volare della prima falange del pollice. Sotto l'azione del nervo mediano flette la falange distale del primo dito.
Appartengono al gruppo dei flessori delle dita anche i:

  • Muscoli lombricali
  • Il flessore breve del mignolo
  • Il flessore breve del pollice

Estensori delle dita

Muscolo estensore comune delle dita

È il più laterale fra i muscoli superficiali, origina dalla faccia posteriore dell'epicondilo, dall'estensore radiale breve del carpo e dall'estensore proprio del mignolo. 
livello della metà dell'avambraccio il muscolo si divide in tre fasci dei quali, quello laterale, da origine a due tendini e, gli altri, ad uno. I quattro tendini che in questo modo si formano vanno ad inserirsi sulla faccia dorsale della prima falange e da qui, tramite le tre linguette nelle quali si divide il tendine, ne manda una alla seconda falange ed una alla terza. 
A livello metacarpale, i quattro tendini, sono uniti da tre fasci obliqui detti giunture tendinee. Con la sua azione estende le ultime quattro dita e coopera all'estensione della mano.

Muscolo estensore proprio del mignolo

È mediale rispetto all'estensore comune delle dita e, a livello del 5° osso metacarpale, si fonde con il tendine dell'estensore comune delle dita destinato al mignolo. La sua contrazione ne determina infatti l'estensione.

Muscolo estensore proprio dell'indice

È il più mediale dei muscoli posteriori profondi. Origina dalla faccia posteriore dell'ulna e dalla membrana interossea, il suo tendine terminale si fonde con il tendine dell'estensore comune delle dita destinato all'indice e, con la sua contrazione, lo estende.

Muscolo estensore breve del pollice

È mediale rispetto all'abduttore lungo e origina dalla faccia posteriore del radio e dalla membrana interossea, il ventre circonda il radio lungo il suo percorso. Il tendine terminale va ad inserirsi alla faccia dorsale della falange prossimale del pollice che estende abducendo il pollice.

Muscolo estensore lungo del pollice

È mediale rispetto all'abduttore lungo, nasce dalla faccia posteriore dell'ulna e dalla membrana interossea e si inserisce alla base della falange distale del pollice che estende abducendo il pollice.

La regione anatomica dell'avambraccio accoglie anche i muscoli adduttori e abduttori del pollice.

Bibliografia

  1. A scuola di fitness
    ; Ed. Calzetti e Mariucci;
  2. Chinesiologia applicata per fitness e bodybuilding
    A. Umili
  3. La forza muscolare. Aspetti fisiologici ed applicazioni pratiche
    Bosco Carmelo
  4. Biomeccanica degli esercizi fisici. Dalla preparazione atletica sportiva al fitness
    Stecchi Alfredo

A quali domande risponde questo articolo?

Quali sono i principali muscoli dell'avambraccio e le loro funzioni?

I muscoli dell'avambraccio si suddividono in flessori, estensori, pronatori e supinatori. Questi gruppi muscolari permettono movimenti articolari complessi a carico di polso, dita e avambraccio, come flessione, estensione, pronazione e supinazione.

Qual è il ruolo dell'innervazione nell'attivazione muscolare dell’avambraccio?

L’innervazione dei muscoli dell’avambraccio è principalmente garantita dai nervi radiale, mediano e ulnare. Questi nervi trasmettono gli impulsi motori e sensoriali, consentendo la funzionalità neuromuscolare dell’arto superiore.

Perché è importante comprendere la biomeccanica dell'avambraccio nel movimento?

Comprendere la biomeccanica dell’avambraccio consente una corretta impostazione degli esercizi funzionali e di prevenzione in ambito sportivo. La conoscenza delle azioni muscolari e delle linee di forza migliora l’efficacia dell’allenamento e riduce i rischi di sovraccarico.

Riassunto

L’articolo analizza dettagliatamente l’anatomia dell’avambraccio, evidenziando la suddivisione in muscoli flessori, estensori, pronatori e supinatori, il ruolo dell’innervazione motoria e l’importanza della biomeccanica applicata al movimento. Un approccio integrato utile per comprendere il funzionamento muscolare e ottimizzare la programmazione allenante.

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