Molti ne soffrono ma pochi ne sono a conoscenza, un numero ancora inferiore di persone si cura: si tratta dei disturbi del comportamento alimentare, cioè di specifiche patologie a causa delle quali gli individui instaurano cattivi rapporti col cibo e col proprio corpo.
Per scoprire se si è affetti da uno di questi disturbi basta domandarsi quanto tempo al giorno dedichiamo a pensare o a compiere azioni legate all'alimentazione ed alla forma fisica. Una persona equilibrata dovrebbe dedicare a questi temi lo stesso tempo che dedica a tutte le altre attività quali lavoro, studio, famiglia, hobbies. Ma coloro che soffrono dei disturbi del comportamento alimentare hanno come un chiodo fisso.
Più precisamente queste persone effettuano:
Ma quali sono questi disturbi? I più conosciuti e meglio studiati sono:
Il tema dei DCA è molto vasto e complesso.
Per approfondire l'argomento, è possibile leggere gli unici due libri in lingua italiana su vigoressia e ortoressia, scritti dal Professor Pierluigi De Pascalis, responsabile editoriale e della formazione NonSoloFitness, e disponibili sullo shop della nostra Casa Editrice.
Vigoressia. Quando il fitness diventa ossessione
Ortoressia, tra psicologia e alimentazione: quando l'ossessione per il cibo diventa patologica
La pratica psicoterapica ha però evidenziato che questi disturbi raramente si riscontrano nei pazienti allo stato puro.
Il che significa che difficilmente i soggetti manifestano esattamente i sintomi come sono descritti sui manuali diagnostici. Molto spesso, allora, si ricorre alla definizione di EDNOS (Eating Disorder Not Otherwise Specified. Trad. disturbi alimentari non altrimenti specificati), proprio ad indicare una serie molto nutrita di condotte alimentari disfunzionali che non possono essere ricondotte ad una delle patologie più comuni.
Sono stati messi a punto numerosi test per valutare la presenza di patologie alimentari psicogene, ma comunque e in nessun caso, nessuno di essi può sostituire il colloquio clinico con un terapeuta preparato sull'argomento.
Se anni fa si pensava che questi disturbi trovassero la massima incidenza tra le donne, in particolare tra le adolescenti, ora questa regola non ha più molto valore. Gli stili di vita e le mode sono cambiati radicalmente: ora anche le donne non più giovani si adoperano per ottenere un fisico invidiabile e gli uomini non sono da meno. È decaduto lo stereotipo della donna che, ormai sposata e madre di famiglia, non ha più né voglia né tempo da dedicare al proprio fisico. Ed è anche vero che gli uomini hanno iniziato a curarsi molto di più sia in palestra sia nei centri estetici, tanto da farsi catapultare anch'essi nel circolo vizioso della forma perfetta a tutti i costi.
I disturbi del comportamento alimentare (DCA) includono anoressia nervosa, bulimia nervosa e binge eating disorder. Queste condizioni si caratterizzano per un rapporto problematico con il cibo, influenzato da fattori psicologici e sociali, che porta a comportamenti alimentari disfunzionali e a gravi conseguenze sulla salute fisica e mentale.
I segnali d’allarme più comuni includono una preoccupazione eccessiva per il peso, restrizioni alimentari estreme, episodi di abbuffate seguiti da pratiche compensatorie come vomito autoindotto o uso di lassativi, e un'alterata percezione della propria immagine corporea.
Il trattamento dei DCA richiede un approccio multidisciplinare, che può includere terapia psicologica, supporto nutrizionale e, nei casi più gravi, interventi medici. La diagnosi precoce è fondamentale per migliorare le possibilità di recupero e ridurre le complicazioni associate a questi disturbi.
I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie complesse che influenzano la relazione con il cibo e l’immagine corporea. Tra i più diffusi vi sono anoressia nervosa, bulimia nervosa e binge eating disorder. Segnali d’allarme includono restrizioni alimentari, episodi di abbuffate e pratiche compensatorie. La diagnosi precoce e un trattamento multidisciplinare sono essenziali per affrontare queste patologie, migliorare la qualità della vita del paziente e prevenire conseguenze gravi sulla salute.