Iniziamo subito dalla definizione di fisiologia dello sport in modo da avere una base solida per comprendere i motivi che mi spingono a dedicarle un intero capitolo (esame dato tipo 3 volte perché era tostissimo):
La Fisiologia dello Sport supporta, atleti e tecnici nello studio dei parametri fisiologici predisponenti la prestazione, attraverso la valutazione delle qualità organico-funzionali dell'atleta e la misura delle risposte fisiologiche dell'organismo umano all'esercizio fisico, in gara ed allenamento.
Dalla definizione potete già capire quanto è importante conoscere i parametri fisiologici della pole. Proprio questi ci aiutano ad allenarci nel miglior modo, senza infortuni ed avere una prestazione ottimale.
Aiutano i coach nella preparazione dei propri atleti e aiutano noi insegnanti a capire come organizzare le nostre lezioni. Il problema sta nello studio di questi parametri che deve avvenire in ambienti istituzionali (università, istituti di ricerca) e devono essere ricerche fatte su diversi campioni, il tutto deve essere poi pubblicato in riviste scientifiche così da poter avere risultati ufficiali.
Unico piccolo studio fatto sulla Pole proviene da una di noi (ovviamente!!!). Sara Iannelli ha eseguito una tesi sperimentale dal titolo: "Richieste fisiche e fisiologiche nella Pole Dance femminile"1.
Lo scopo della sua tesi è di misurare alcuni parametri fisici e fisiologici durante una prestazione di gara, che è stata simulata in un laboratorio in modo da poter verificare alcuni dei parametri più comunemente misurati (pressione arteriosa, lattato ematico, frequenza cardiaca) e di carico esterno (valori accelerometrici, giroscopici, cinematici).
Purtroppo le misure trovate non sono generalizzabili alla popolazione di riferimento (le atlete di Pole Dance) perché non è stato preso in esame un campione ma una singola poler, ma questa tesi sperimentale rappresenta un primo approccio di analisi scientifica alla Pole.
Infatti non c'è nessuna ricerca, misurazione, studio sulla Pole Dance. Quindi per definirla siamo costrette a prendere in esame una disciplina che possa avere le stesse caratteristiche della Pole Dance.
Per fare questa similitudine partiamo dalla classificazione degli sport. La classificazione che ho sempre preso in considerazione per parlare in termini fisiologici della Pole Dance ai miei corsi di formazione, è quella del professore Dal Monte2, che prende in considerazione due aspetti importanti:
Vi piazzo qui tutta la classificazione per farvi capire a cosa mi riferisco e poi estrapoliamo alla fine la corretta classificazione della Pole.
Queste sono le diverse categorie all'interno dei quali trovi i diversi sport. Adesso arriva il bello:
Ok, percepisco la vostra confusione fino a qui! Ma adesso facciamo chiarezza.
La Pole possiamo inserirla a gamba e punta tesa negli sport definiti di destrezza con notevole impegno muscolare (e direi che i vostri dorsali se ne siano resi conto!).
Adesso vi spiego nel dettaglio cosa significa sport di destrezza e tutto vi sarà più chiaro.
Vengono definite di ‘destrezza' quelle attività che implicano la prevalente sollecitazione di apparati sensoriali e che richiedono atti motori estremamente precisi.
Il termine di destrezza può essere definito come la capacità di compiere determinati movimenti nel modo più preciso, rapido e armonico (che noi tanto adoriamo).
Non si può non considerare infatti, che l'elemento predominante nei movimenti della ginnastica artistica o nei tuffi o nella Pole Dance è la ‘destrezza', tanto è vero che il punteggio, per definire la classifica di merito, è ottenuto in base a un giudizio tecnico-estetico sui movimenti stessi (vedasi le gare di Pole sport).
Ma senza arrivare alle gare, pensate a cosa vi fa innamorare di una poler e della Pole in generale: non è proprio l'aspetto tecnico estetico? La difficoltà del trick e la bellezza di esso?
L'ottenimento dei gesti sportivi propri di queste discipline è condizionato dal possesso da parte dell'atleta di una notevole potenza muscolare, grazie alla quale possono essere eseguiti gli eleganti e armonici movimenti che tali discipline comportano.
Vedo fino a qui i vostri pettorali gonfi di trazioni e di orgoglio per la nostra meravigliosa disciplina, e leggere queste parole vi fa sentire che sì, la Pole è proprio speciale e che necessita della stessa considerazione e ammirazione che si riserva alla ginnastica, al nuoto sincronizzato, ai tuffi. Non abbiamo nulla in meno.
Ma a parte il fatto di sentirvi fiere ed orgogliose, a cosa serve aver definito la Pole come una attività di destrezza?
Serve a capire come allenarci e come prepararci per una gara o performance. Vi fa capire che la forza va allenata essendoci un elevato impiego muscolare, ma vi fa anche comprendere quanto sia importante la ripetizione del gesto (trick) per renderlo elegante, preciso ed armonico proprio per quel giudizio tecnico estetico.
Per questo la mia progressione didattica la definisco lenta. Perché l'acquisizione del trick non basta. Serve la ripetizione continua, altrimenti viene a mancare la componente che rende meraviglioso il nostro sport: la fluidità.
Provate a pensare alle atlete di nuoto sincronizzato delle recenti Olimpiadi. Quante volte avranno ripetuto la loro routine di gara? E prima ancora della routine, quante volte avranno ripetuto un singolo passaggio? E prima ancora del passaggio, quante volte avranno ripetuto i singoli elementi? Fino alla nausea.
Ora che abbiamo definito e classificato la Pole e ne abbiamo parlato a livello fisiologico, possiamo passare all'anatomia della Pole: andiamo a vedere nel dettaglio quali muscoli sono coinvolti nei movimenti.
Attività di destrezza con notevole impegno muscolare perché richiede elevata coordinazione, forza e precisione nei movimenti
Per ottimizzare l’allenamento e prevenire infortuni attraverso una preparazione consapevole e scientificamente fondata
Attraverso la ripetizione tecnica del gesto motorio che consente di sviluppare fluidità, precisione e controllo neuromuscolare
La Pole Dance, secondo una lettura fisiologica, rientra tra le attività di destrezza con notevole impegno muscolare. È caratterizzata da un'intensa attivazione neuromuscolare, forza, coordinazione e ripetizione dei gesti. La sua classificazione consente una programmazione dell’allenamento più efficace, fondata sulla comprensione dei parametri fisiologici coinvolti, come frequenza cardiaca, lattato ematico e risposta motoria, evidenziando la necessità di approcci scientifici anche per discipline artistiche e performative.