Storia del Parkour in Italia

Di Antonio Calefato

Breve storia del Parkour in Italia, dalla nascita della "Pk Colosseum" e della "PKP" di Prato ai primi raduni e alla codifica della formazione. Articolo del dottor Calefato tratto da "Il Parkour in età evolutiva metodologia, didattica, valutazione"

Per poter delineare il percorso sviluppatosi in Italia è stato coinvolto Alessandro Pennella, attarverso la cui ricostruzione si è tentato di tracciare i momenti più significativi della diffusione della pratica del parkour.

Alessandro Pennella ha voluto scandire questa evoluzione puntualizzando alcune fasi e descrivendo per ognuna di esse i tratti salienti.

Gli esordi

Il parkour in Italia, nonostante sia presente già da qualche anno sulla scena internazionale, compare a cavallo tra il 2003 e il 2004, anno in cui si hanno informazioni sui primi gruppi informali di praticanti: “Pk Colosseum” di Roma, “PKP” di Prato ed infine “Free Fall Family” di Cremona.

Questi gruppi conoscevano ben poco della disciplina e cominciarono la loro pratica in modo destrutturato e spontaneo, interprentandola ognuno a proprio modo. Nonostante ciò i gruppi di Roma e Prato si danno subito da fare nella diffusione della disciplina muovendosi attivamente sia rilasciando interviste con le televisioni e le radio, sia attraverso internet, grazie alla creazione del primo forum dedicato al parkour inizialmente presente sul sito dei “Pk Colosseum”.

Il 13 Dicembre del 2004 viene pubblicato dal settimanale Panorama il primo articolo italiano sul parkour (http://archivio.panorama.it/Piccoli-Spiderman-volano-tra-i-palazzi), mentre il 17 Marzo dello stesso anno va in onda il primo servizio televisivo sul telegiornale nazionale Tg2.

A partire da questo momento l’interesse mediatico sulla disciplina sarà destinato a crescere in modo esponenziale. Questo interesse tuttavia non sempre è coinciso con una corretta visione del parkour; spesso i media ne hanno proposto una visione distorta che ha contribuito a creare confusione soprattutto vista la scarsa reperibilità di informazioni precise sulla disciplina.

L’utilizzo del web è stata comunque la mossa vincente, è infatti attraverso la rete che cominciano a confrontarsi tra di loro i primissimi praticanti italiani. A tutti gli effetti è corretto dire che il parkour è una disciplina figlia di internet, che non avrebbe potuto crescere così tanto e così rapidamente senza l’ausilio dello strumento della rete.

Il boom

Ma è nel 2005 che il parkour in Italia affronta il suo primo punto di svolta, infatti questo è l’anno della scissione tra i due gruppi di Roma e Prato, che da quel momento cominciano ad operare singolarmente fondando le prime due associazioni nazionali: “Associazione Italiana Parkour.it” a Roma il 5 Aprile del 2005 e “APKI - Associazione parkour Italia” a Prato nello stesso periodo.

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Entrambe le associazioni da qui in avanti lavorano parallelamente organizzando allenamenti, raduni e workshop. Si adoperano tramite i rispettivi siti internet per raccogliere tutti i praticanti italiani facendo in modo che possano confrontarsi tra di loro attraverso una condivisione costruttiva.

Il primo sito web ad essere aperto è stato quello di parkour.it la cui prima release fu realizzata già il 13 ottobre del 2004, a cui si aggiungerà anche quello di APKI il 5 aprile del 2005.
Il forum di parkour.it divenne da subito l’agorà dei praticanti di parkour italiani grazie ad una oculata divisione per aree geografiche ed aree tematiche, oltre che ad essere un contenitore di materiale video e fotografico di tutti i gruppi presenti sul territorio. Il forum era moderato da alcuni dei primi praticanti italiani ma nel novembre del 2006 i membri dell’associazione APKI uscirono dal forum ed iniziarono un importante lavoro di traduzione di diversi articoli, scritti da praticanti inglesi e francesi che hanno rappresentato un’importante strumento di conoscenza per la comunità italiana fino ad allora confinata alla propria realtà.

Il 2005 è anche l’anno in cui l’Associazione Italiana Parkour.it organizza quello che diventerà poi un appuntamento fisso per i traceur di tutta Italia. Il 1° raduno nazionale italiano si tiene a Roma, su una struttura artificiale, situato in Largo Angiolillo, il 24 giugno del 2005 ed aveva come special guest Sébastien Foucan e Jerome Ben Aoues (un praticante che ha partecipato ad uno degli storici documentari Jump London).
A questo primo evento hanno partecipato una quarantina di persone circa con rappresentanze di Roma, Trani, Turbigo (MI), Ischia, Bologna, Milano, Ferrara, ed è interessante far notare che questi partecipanti erano tutti utenti del forum di parkour.it, per cui sono venuti a conoscenza della manifestazione per mezzo di quest’ultimo.
Un’altra curiosità riguarda i praticanti, ad oggi sono in pochissimi tra quelli che parteciparono a questo primo raduno a praticare ancora, infatti la pratica mostrata da Foucan è risultata profondamente diversa dall’aspettativa maturata da molti, questo ha portato nel corso degli anni all’abbandono di tanti tra i primissimi praticanti.

Sempre nello stesso anno per la prima volta alcuni praticanti italiani partecipano ad un raduno internazionale. Il raduno è stato organizzato da Osram a Berlino e annoverava tra gli ospiti speciali David Belle, il fondatore del parkour. Questo ha reso l’evento un appuntamento da non perdere.

A dimostrazione di come il 2005 sia stato un anno molto importante per il parkour in Italia, nasce il primo team di performer, il “Trick’n Group”. Sul sito del Trick’n Group è possibile leggere una breve descrizione del gruppo:

“[...] Il progetto Trick’n Group si contamina con le arti del parkour, del freerunning e con le arti di strada creando un mix di evoluzioni di forte impatto visivo.”

Il Trick’n Group comincia a lavorare soprattutto in ambito pubblicitario e per importanti eventi; tra i grandi marchi con cui ha lavorato si ricordano: Renault, Fiat Abarth, Benetton, Coca Cola, Adidas, Citroën, Foot Locker, MTV, Energie, Poste Italiane, SKY, Le Iene, Invicta, Red Bull, Radio Deejay.

La formazione di questo gruppo però crea una spaccatura tra i praticanti sancendo una diatriba tra chi afferma che non è giusto che il parkour venga strumentalizzato con finalità economiche e chi invece pensa che questo non rappresenti alcun problema.

I diversi approcci alla formazione

Ulteriore fonte di discussione riguarda la formazione di corsi di parkour, in questo le due grandi associazioni italiane si schierarono diversamente: l’Associazione Italiana Parkour.it già in quell’anno apre il suo primo corso a Roma avvalendosi di Fabio ‘Flow’ Saraceni e Daniele Di Marino come istruttori, e l’Associazione Parkour Italia che invece afferma che la disciplina debba diffondersi naturalmente attraverso il confronto e la condivisione dei praticanti e non con la formazione di corsi o allenamenti strutturati.

L’anno 2006 è un altro anno importante per la diffusione del parkour in Italia, vengono organizzati raduni nazionali e internazionali, oltre che formulate le primissime tabelle di allenamento.
A Roma nel giugno 2006 viene riconfermato il raduno nazionale, organizzato dall’Associazione Italiana Parkour.it, giunto alla seconda edizione. Tenutosi al Foro Italico, contava tra gli ospiti KazumaBenoit, atleti della PAWA, un primo tentativo di federazione internazionale di parkour, e Cyril Raffaelli (anche se questo ospite più che un praticante è uno stuntman che ha lavorato insieme a David Belle nel film “Banlieu 13”).
In questo evento l’associazione romana stringe accordi di sponsorship con Adidas per questa manifestazione.

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