L'obesità deriva solitamente da uno sbilanciamento tra apporto calorico e spesa energetica, la cui conseguenza è un accumulo di grasso. Poiché la carestia rappresenta un pericolo maggiore per l'organismo rispetto all'abbondanza, i nostri sistemi biologici sono orientati ad accumulare il grasso come fonte di energia11.
Il parametro comunemente utilizzato per la diagnosi e la classificazione dell'obesità è il BMI (o IMC Indice di Massa Corporea), definito come rapporto tra peso (Kg) e quadrato dell'altezza (m2) del soggetto12. Le diverse classi corrispondono al rischio per la salute correlato ad ognuna di esse.
| Classe | BMI Kg/m2 | Rischio per la salute |
|---|---|---|
| Sottopeso | <18,5 | Aumentato |
| Normopeso | 18,5-24,9 | |
| Sovrappeso | 25-29,9 | Aumentato |
| Obesità di 1° grado | 30-34,9 | Elevato |
| Obesità di 2° grado | 35-39,9 | Molto elevato |
| Obesità di 3° grado | >40 | Estremamente elevato |



Una volta l'obesità era considerata un problema solo degli USA e di altri ricchi paesi occidentali, oggi è una delle patologie più diffuse a livello mondiale13.
L'incremento a livello mondiale dell'obesità e di altre patologie correlate è stato in gran parte agevolato dalla globalizzazione, dalla crescita economica e dalla rapida urbanizzazione, che sono andati a produrre drammatici cambiamenti nello stile di vita e nella dieta di molte popolazioni, portandoli ad una maggiore sedentarietà, e ad un aumento del consumo di bevande zuccherate e di alimenti molto calorici con uno scarso valore nutrizionale13.
Per questo motivo l'obesità sta diventando un problema crescente in nazioni che stanno emergendo recentemente dalla povertà, come l'India10.
L'epidemia di obesità, una problematica sempre più diffusa a livello globale, ha radici profonde che risalgono a decenni fa. Le prime avvisaglie di questa crisi si sono manifestate negli Stati Uniti oltre 40 anni fa, come evidenziato da diverse indagini nazionali.
I dati sono tratti da https://www.sportesalute.eu/studiedatidellosport/blog-studi-e-dati-dello-sport/4378-world-obesity-atlas-report-2023.html
Alla luce di questi dati aggiornati, è essenziale monitorare attentamente l'evoluzione dell'obesità nei prossimi anni. Le proiezioni suggeriscono che, se non vengono adottate misure preventive e interventi efficaci, il problema potrebbe continuare a crescere, con conseguenze significative sulla salute individuale e sulla spesa sanitaria.
Comprendere l'andamento dell'obesità nel tempo è cruciale per sviluppare strategie mirate e interventi personalizzati. Solo attraverso un approccio globale e coordinato, che coinvolga individui, comunità e istituzioni, sarà possibile affrontare efficacemente questa sfida e promuovere uno stile di vita più sano per tutti.
I fattori ambientali e lo stile di vita sono sicuramente elementi importanti per lo sviluppo dell'obesità, ma non sono comunque sufficienti a spiegare il problema in tutta la sua complessità10.
Il peso corporeo (BW) viene infatti determinato dall'interazione tra fattori genetici, ambientali e socio-culturali10.
La predisposizione genetica all'obesità è stata descritta e ben individuata, e sembra che l'ereditabilità dell'obesità si aggiri attorno al 70-80%10. Solitamente questi geni appartengono al sistema che regola l'equilibrio energetico; l'esempio più appropriato in questo senso è costituito dal gene Ob, che codifica per la leptina10.
La leptina è un ormone espresso e secreto dal tessuto adiposo bianco, in misura proporzionale alla massa di grasso corporeo14. Questo ormone svolge un ruolo fondamentale nella regolazione dell'introito energetico, portando ad un senso di sazietà e ad una riduzione dell'introito calorico14. Gli individui portatori di mutazioni nel gene Ob o nel recettore della leptina perdono questo importante sistema di autoregolazione della quantità di grasso corporeo e sono significativamente più inclini a diventare obesi. In genere però le predisposizioni non sono localizzate in un unico gene, ma coinvolgono più geni che agiscono nei circuiti cerebrali10.
I fattori ambientali riguardano essenzialmente lo stile di vita, quali l'alimentazione e l'attività fisica.
L'urbanizzazione e la globalizzazione hanno messo a disposizione grandi quantità di alimenti ipercalorici, ma nel contempo carenti dal punto di vista nutrizionale e molto appetibili come gli snack, le bibite gassate e i cibi dei fast food13. Basti pensare che nel 1900 l'introito calorico medio di un giovane che lavorava si attestava intorno alle 2100 Kcal, mentre attualmente è di circa 3200 kcal10, principalmente raggiunte introducendo grandi quantità di alimenti raffinati ricchi di grassi saturi e con un basso tenore di fibre13.
Questo aspetto è agevolato anche dal fatto che gli alimenti non raffinati e più ricchi dal punto di vista nutrizionale sono più costosi rispetto ai raffinati15.
Per quanto riguarda l'attività fisica, i vari strumenti tecnologici introdotti nei decenni hanno ridotto tutte le piccole ma innumerevoli attività motorie quotidiane13, inoltre si tende ad utilizzare i veicoli a motore anche per minimi spostamenti riducendo quelli effettuati a piedi o in bicicletta16.
Un ulteriore cambiamento si è verificato nelle attività ludiche di bambini e giovani: si trascorre molto tempo davanti alla televisione, che peraltro induce, anche attraverso i messaggi pubblicitari, al consumo di cibo, davanti a giochi elettronici o al computer13.
Infine, riguardo i fattori socio-culturali, una serie di aspetti dovuti all'urbanizzazione, come l'inquinamento acustico, l'illuminazione notturna e i lavori che prevedono turni di notte, possono portare ad una diminuzione delle ore di sonno16. Una diminuzione delle ore di sonno sembra correlata ad un aumento del peso in bambini e adulti dei paesi sviluppati16,17.
L'obesità causa direttamente, o aggrava, molte patologie e condizioni cliniche, fra cui:
L'obesità incrementa anche il rischio di depressione e viceversa19.
Molte della patologie correlate all'obesità rientrano nella cosiddetta sindrome metabolica13.
Il diabete mellito comprende un gruppo di disordini metabolici caratterizzati da iperglicemia, associata ad alterazioni del metabolismo, lipidico e proteico, come risultato di una difettosa sintesi di insulina, di una sua alterata azione o di entrambe14.
La forma di diabete mellito che colpisce principalmente i soggetti affetti da obesità è definita di tipo 2 o non-insulino dipendente14.
Si tratta di una forma di diabete mellito ad insorgenza più tipica nell'età adulta, dovuto ad una condizione di insulino-resistenza a cui si associa una progressiva alterazione della secrezione insulinica con conseguente aumentata produzione epatica di glucosio14. Presenta una forte componente genetica, alla quale si aggiungono fattori ambientali quali l'obesità, l'elevato apporto calorico e la sedentarietà. L'obesità è presente nell'80% dei pazienti14. Secondo le raccomandazioni dell'OMS la diagnosi di diabete può essere posta tramite una misurazione della glicemia a digiuno e/o dopo 2 ore da un carico orale di glucosio20.
I valori considerati diagnostici sono i seguenti: 126 mg/dl a digiuno in almeno due misurazioni o 200mg/dl come valore casuale, 200mg/dl alla seconda ora dopo carico orale di glucosio (OGTT)14.
La sindrome metabolica consiste nella presenza nell'organismo di un'associazione di fattori di rischio per la salute17. Essa riflette il nostro moderno stile di vita sedentario e la nostra alimentazione di scarsa qualità, con conseguente eccesso di adiposità. È stata descritta per la prima volta da Reaven nel 1988 come "sindrome X" o "sindrome da insulino-resistenza"21.
Gli elementi caratteristici di questa patologia sono
I fattori di rischio della sindrome metabolica aumentano il rischio di cardiopatia ischemica di 3-4 volte14.
La sindrome metabolica è strettamente correlata a un disordine metabolico generalizzato definito resistenza insulinica, nel quale le normali azioni dell'insulina sono ridotte14.
Malgrado l'aumento della sua diffusione in tutto il mondo, vi è ancora la mancanza di una definizione accettata universalmente della sindrome metabolica21.
La definizione più comunemente accettata è quella proposta dal National Cholesterol Education Program-Adult Treatment Panel-III (ATPIII)21 che considera l'associazione di obesità viscerale, iperglicemia, basso colesterolo HDL, ipertensione arteriosa, ipertrigliceridemia14.
Si può fare diagnosi di sindrome metabolica14 se sono presenti almeno 3 delle seguenti 5 condizioni:
La circonferenza della vita (WC) è una semplice misurazione antropometrica frequentemente utilizzata nella pratica clinica per valutare l'obesità addominale ed è stata dimostrata una sua correlazione con il livello di obesità viscerale in uomini e donne22.
La classificazione dell'ATP III è stata rivisitata successivamente dall'International Diabetes Federation (IDF) che ha ridotto i cut-off dei valori glicemici a 100 mg/dl e ha rapportato i valori patologici di circonferenza vita alle diverse etnie riducendoli per i caucasici a 94 cm per gli uomini e a 80 cm per le donne14,21.
Cause principali: alimentazione scorretta, sedentarietà, fattori genetici e stress cronico sono tra le cause più comuni dell'obesità.
Patologie associate: diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, ipertensione e disturbi osteoarticolari sono frequentemente correlati all'obesità.
Prevenzione: una dieta equilibrata, l'attività fisica regolare e il controllo dello stress aiutano a prevenire l'obesità e a migliorare la salute generale.
L’articolo analizza le cause dell’obesità e le patologie correlate, come diabete e malattie cardiovascolari, offrendo indicazioni sulla prevenzione. Sottolinea l’importanza di uno stile di vita sano e di una corretta alimentazione per ridurre i rischi e promuovere il benessere fisico.