Una delle epidemie più rapide e sorprendenti della società contemporanea è l'obesità.
Negli ultimi decenni, l'obesità negli Stati Uniti ha mostrato un incremento significativo, assumendo proporzioni pandemiche.
Secondo i dati del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), nel periodo 2021-2023 la prevalenza dell'obesità tra gli adulti ha raggiunto il 40,3%. Di questi, il 39,2% riguarda gli uomini e il 41,3% le donne, evidenziando una maggiore incidenza nella popolazione femminile. Questo fenomeno non si limita ai singoli Stati: attualmente, in 23 Stati americani, oltre un adulto su tre (35%) è obeso, mentre prima del 2013 nessuno Stato registrava una prevalenza pari o superiore a questa soglia.
Recentemente, si è osservata una lieve diminuzione dei tassi di obesità, attribuita in parte all'uso crescente di farmaci per la perdita di peso come Ozempic e Wegovy. Tuttavia, nonostante questo sviluppo, l'obesità continua a rappresentare una sfida significativa per la salute pubblica negli Stati Uniti, richiedendo interventi su larga scala.
Un quadro globale del problema conferma la gravità della situazione. Nel 2008, circa 1,46 miliardi di adulti in tutto il mondo sono stati classificati in sovrappeso; di questi, 502 milioni erano obesi (Fiucane, 2011). Questo numero è in costante crescita e i dati più recenti del CDC indicano una progressione allarmante negli Stati Uniti.
L'obesità non solo rappresenta una crisi sanitaria, ma ha anche un impatto economico considerevole. Negli Stati Uniti, i costi sanitari diretti associati all'obesità hanno raggiunto livelli senza precedenti, superando i 173 miliardi di dollari all'anno secondo i dati più recenti. In Canada, l'impatto economico si aggira tra 4,6 e 7,1 miliardi di dollari annuali.

Progressione della prevalenza di obesità negli Stati Uniti (1970-2023): Mostra il costante incremento della percentuale di persone obese nel corso dei decenni.
Negli anni '70, la prevalenza dell'obesità negli Stati Uniti era inferiore al 15%.
Tuttavia, a partire dagli anni '80, si è verificata un'accelerazione drammatica del fenomeno. I principali fattori alla base di questa crescita includono:
Già negli anni '90, il tasso di obesità aveva superato il 23%, consolidando un trend di crescita costante. Nel primo decennio degli anni 2000, l'epidemia di obesità si è ulteriormente aggravata, raggiungendo il 32% della popolazione adulta entro il 2004. Parallelamente, il sovrappeso tra bambini e adolescenti è cresciuto in modo preoccupante, ponendo le basi per una generazione ad alto rischio di sviluppare patologie croniche.
Oggi, la situazione è ancora più critica. Tra il 2021 e il 2023, oltre il 40% degli adulti americani è stato classificato come obeso, con differenze di genere significative (41,3% donne contro 39,2% uomini). Le implicazioni economiche e sanitarie di questa epidemia sono cresciute di pari passo con l'aumento della prevalenza. Negli anni '80, i costi diretti dell'obesità erano stimati in alcune decine di miliardi di dollari.
Tuttavia, negli ultimi anni, questi costi hanno raggiunto cifre esorbitanti, con oltre 173 miliardi di dollari annui solo negli Stati Uniti.
L'obesità rappresenta ormai una delle maggiori sfide globali, richiedendo una risposta coordinata e integrata che coinvolga politiche di prevenzione, promozione di stili di vita sani e interventi mirati per ridurre l'incidenza di questa pandemia silente.

Prevalenza dell'obesità negli Stati Uniti nel periodo 2021-2023. I dati mostrano una maggiore incidenza tra le donne (41,3%) rispetto agli uomini (39,2%), con una prevalenza complessiva del 40,3% nella popolazione adulta. I valori evidenziano l'importanza di politiche di prevenzione mirate e interventi sulla salute pubblica1, 2, 3.

Aumento della spesa sanitaria per obesità negli Stati Uniti (1970-2023): Evidenzia la crescita esponenziale dei costi associati all'obesità, passando da 10 miliardi di dollari nel 1970 a 173 miliardi di dollari nel 2023.
Questa crisi sanitaria globale ha richiesto l'adozione di strategie di intervento su più livelli, tra cui campagne di sensibilizzazione, politiche fiscali sui cibi ad alto contenuto calorico, promozione dell'attività fisica e maggiore accesso a cibi sani. Tuttavia, il successo di queste iniziative è stato finora limitato, rendendo evidente la necessità di un approccio più integrato per affrontare l'epidemia di obesità e le sue devastanti conseguenze sulla salute pubblica.
La pandemia di obesità è una minaccia per la salute pubblica globale che richiede un intervento urgente per invertire il suo aumento. Secondo i dati attuali dei Centri per il Controllo delle Malattie e Prevenzione (Centers for Disease Control and Prevention, Childhood overweight and obesity, 2014), i tassi di obesità sono circa triplicati negli ultimi due decenni, con oltre un terzo degli americani adulti e il 17% (12,5 milioni) di bambini e adolescenti classificati come obesi. Un ulteriore 8,6 milioni di bambini negli Stati Uniti, inoltre, sono a rischio di diventare sovrappeso.
I bambini obesi hanno una maggiore probabilità di diventare adulti obesi a breve termine. A lungo termine aumentano i problemi alla salute legati all'obesità (Freedman, 2001; Biro, 2010; Withlock, 2005). Ad esempio, uno studio longitudinale di 2.392 bambini (di età compresa tra i 9 e i 13 anni) ha osservato che il 70% dei bambini in sovrappeso ha avuto almeno un fattore di rischio per malattie cardiovascolari e il 39% ne ha avuti due o più (Freedman, 2007).
In Europa, sono stati condotti solo pochi studi di popolazione sull'obesità in diversi paesi contemporaneamente utilizzando metodologie omogenee nella popolazione adulta. Quasi la metà degli adulti europei intervistati (47,6%) era in sovrappeso (54,5% negli uomini e 40,8% nelle donne), dei quali il 12,8% (14,0% negli uomini e 11,5% nelle donne) erano obesi. La prevalenza dell'obesità era più bassa nella parte occidentale/meridionale (11,1%) rispetto alla zona centro/orientale (12,4%) e nei paesi dell'Europa settentrionale (18,0%). Esso varia dal 7,6% in Italia al 20% in Croazia (21,5%) e in Inghilterra (20,1%).
La prevalenza di obesità aumenta in modo rilevante con l'età e diminuisce con il livello d'istruzione. La più bassa prevalenza di obesità è stata osservata nei paesi del Mediterraneo, in particolare in Italia e in Francia. L'intervento per controllare l'obesità in Europa dovrebbe concentrarsi su sottogruppi con una maggiore prevalenza di obesità, tra cui gli adulti di basso status socio-economico e di sesso maschile ex-fumatori (Gallus, 2014).
L'obesità infantile è un'epidemia globale e le tendenze in aumento di sovrappeso e obesità sono evidenti sia nei paesi sviluppati sia in quelli in via di sviluppo. Le stime disponibili per il periodo tra il 1980 e 1990 mostrano che la prevalenza di sovrappeso e obesità nei bambini è aumentata da due a cinque volte nei paesi sviluppati (ad esempio, dall'11% a oltre il 30% nei ragazzi in Canada), fino a quasi quattro volte nei paesi in via di sviluppo (ad esempio, dal 4% al 14% in Brasile) (Flynn, 2006).
Secondo uno studio più recente del 2001-2002, in cui sono stati esaminati 137.593 ragazzi (10-16 anni) provenienti da 34 (principalmente europei) paesi partecipanti sono emersi che i due paesi con la più alta prevalenza di sovrappeso e obesità nei giovani erano a Malta (25,4% e7,9%) e negli Stati Uniti (25,1% e6,8%), mentre i due paesi con la prevalenza più bassa erano la Lituania (5,1% e 0,4%) e la Lettonia (5,9% e 0,5%). La prevalenza di sovrappeso e obesità è stata particolarmente alta in paesi situati in America settentrionale, la Gran Bretagna e l'Europa sud-occidentale.
In molti paesi i livelli di attività fisica erano bassi e i tempi di visione televisiva erano più alti nei ragazzi in sovrappeso rispetto a quelli normopeso. L'epidemia di obesità adolescenziale è un problema globale. Aumentare la partecipazione all'attività fisica diminuendo la visione televisiva dovrebbe essere al centro delle strategie volte a prevenire e curare il sovrappeso e l'obesità nei giovani (Jansenn, 2005).
L'organizzazione mondiale della salute ha eseguito uno studio nelle scuole per monitorare i cambiamenti dell'obesità nei bambini tra 6 e 9 anni di età in nove paesi d'Europa per capire se le strategie effettuate per risolvere questo problema si sono rivelate efficaci o meno. Sono stati raccolti i dati nei periodi 2007-2008 e 2009-2010.
La prevalenza di sovrappeso e obesità variava dal 18% al 57% tra i maschi e dal 18% al 50% tra le ragazze; il 6-31% dei ragazzi e il 5-21% delle ragazze erano obesi. I paesi dell'Europa meridionale hanno avuto la più alta prevalenza di peso eccessivo. Tra la prima rilevazione e la seconda, la variazione media assoluta del BMI (range: da -0.4 a +0.3) e il BMI-per-età Z-score (range: da -0,21 a 0,14) varia in modo statisticamente rilevante in tutti i paesi. La più alta diminuzione significativa del BMI-per-età Z-score è stata trovato in paesi con alti valori di BMI assoluti e il più alto incremento significativo nei paesi con i più bassi valori di BMI.
La più alta diminuzione significativa nella prevalenza sovrappeso è stato osservato in Italia, Portogallo e Slovenia e il più alto incremento significativo in Lettonia e Norvegia.
Le variazioni del BMI e la prevalenza di sovrappeso nel corso di un periodo di due anni varia notevolmente nei paesi Europei. I paesi con una maggior prevalenza di sovrappeso hanno attuato degli interventi per cercare di porre rimedio a questa soluzione (Wijnhoven, 2014).
L'obesità ha assunto proporzioni pandemiche, con 1,46 miliardi di adulti in sovrappeso e 502 milioni di obesi nel 2008, e numeri in costante crescita.
L'obesità aumenta il rischio di patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2, ipertensione e alcuni tipi di cancro, influendo significativamente sulla salute pubblica.
L'obesità comporta costi elevati, con una spesa annuale di 92,6 miliardi di dollari negli Stati Uniti e fino a 7,1 miliardi in Canada.
L'articolo descrive l’espansione globale dell'obesità, evidenziandone l’impatto sulla salute e l’economia. Negli ultimi due decenni, i tassi di obesità sono triplicati, con una prevalenza crescente tra adulti e bambini, specialmente nei paesi ad alto reddito. Si analizzano le complicanze sanitarie e le misure necessarie per affrontare questa crisi globale.