Pedriolle fu il primo a studiarla nei 3 piani dello spazio, la definì "una curva che si sviluppa nello spazio […] dovuta ad un movimento di torsione generalizzato a tutto il rachide".
La scoliosi è una deformazione tridimensionale della colonna vertebrale (deviazione permanente) ad eziopatogenesi multipla, alla quale conseguono gravi alterazioni estetiche e funzionali, sulla quale sono evidenziabili i seguenti elementi:
- Una curvatura principale o primitiva (deviazione sul piano frontale) che può interessare il rachide lombare – dorsale - cervicale.
- Una o più curvature secondarie (di compenso). Sono quelle curvature che si sviluppano nei tratti sopra e sottostante rispetto alla curvatura primitiva.
- La rotazione delle vertebre intorno all'asse longitudinale della colonna di tutto il tratto vertebrale interessato dalla curvatura.
Danni anatomici:
- deformazione dei singoli corpi vertebrali
- deformazione del torace (gibbo)
- modificazioni degli organi endocavitari (ipertrofia del cuore dx, stasi del piccolo circolo)
Scoliosi paramorfica
La definizione sopraccitata di scoliosi permette di differenziare la scoliosi, dagli atteggiamenti scoliotici.
La scoliosi, o scoliosi "organica" rappresenta un
dismorfismo del rachide, l'atteggiamento scoliotico, o scoliosi "funzionale" è un
paramorfismo visibile solo quando la colonna vertebrale è sotto carico, cioè in "funzione".
L'atteggiamento scoliotico non comporta nessun danno anatomico o strutturale, si parla infatti di atteggiamento, poiché l'unico difetto che si riscontra è un atteggiamento di flessione laterale del rachide di modica entità che può essere corretto con un adeguato intervento muscolare attivo e con l'assunzione di un atteggiamento posturale "corretto".
Bibliografia
- Clinica ortopedica. Manuale-atlante
Mancini Attilio; Morlacchi Carlo - Elementi di endocrinologia applicata allo sport
Fortunio Goffredo; Moretti Costanzo - Posturologia. Regolazione e perturbazioni della stazione eretta
Gagey Pierre-Marie; Weber Bernhard G.