Lo schema corporeo

Di Pierluigi De Pascalis

Lo sviluppo e la maturazione dello schema corporeo attraverso le tappe del corpo vissuto, del corpo percepito e del corpo rappresentato.

Esaminando il processo di sviluppo di natura psicomotoria, quindi analizzando questo aspetto come elemento unico, derivato dalla reciproca influenza delle aree psichiche e motorie, è assai interessante presentare il processo di maturazione e sviluppo dello schema corporeo. Le tappe di sviluppo dello schema corporeo evidenziano la percezione fisica di sé in rapporto al proprio relazionarsi con il tempo e lo spazio circostante. Il corpo, per meglio dire la percezione del proprio corpo, diviene quindi il cardine (e al tempo stesso lo stimolo) mediante il quale costruire anche la propria personalità, modulare il proprio agire ecc.

J. De Ajuraguerra, nello studiare l'ontogenesi delle manifestazioni psicomotorie, evidenzia 3 tappe di sviluppo dello schema corporeo: la fase del corpo vissuto, la fase del corpo percepito, la fase del corpo rappresentato.

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La tappa del corpo vissuto si inquadra nel periodo che va dalla nascita ai 3 anni di vita. Ingloba interamente la fase senso-motoria descritta da Piaget, e la primissima fase preoperatoria. Per dirla con le parole di Gomez Paloma, in questo periodo si passa dalla permanenza dell'oggetto alle prime forme simbolico-immaginative.

La percezione del corpo vissuto, la sua consapevolezza, viene raggiunta mediante i processi affettivi, la ripetizione e l'integrazione delle reazioni emozionali. Al contempo l'esplorazione, e l'apprendimento in genere, possono avvenire proporzionalmente al grado di sviluppo motorio. Inizialmente non è capace di fare un netto e reale distinguo fra la sua fisicità e quella ambientale, è questo un traguardo fondamentale che sarà raggiunto solo verso la fine di questa prima tappa.
La tappa successiva è quella del corpo percepito, individuabile nella fase compresa fra i 4 ed i 6 anni di vita. Praticamente il cuore della fase preoperatoria descritta da Piaget. In questa tappa, avere la consapevolezza fisica del proprio Io gli permette un'ottimale relazione col mondo esterno, la percezione amplificata degli stimoli, un più rapido processo di sviluppo e apprendimento. Non ha ancora una padronanza ed una fine coordinazione, ma controlla ugualmente in modo ottimale il proprio corpo, che consapevolmente usa per concretizzare le proprie intenzioni ed anche per meglio relazionarsi col mondo e con gli altri.

La terza ed ultima tappa è quella del corpo rappresentato, ascrivibile al periodo dai 7 ai 12 anni, quello che per Piaget individua interamente la fase delle operazioni concrete sino al primissimo accenno della fase delle operazioni formali. In questa fase il soggetto è capace di relativizzare i dati percettivi spaziali e temporali producendo le prime ipotesi progettuali. È nella fase in cui al "fare" si associa la facoltà di raccontare cosa si sta facendo e cosa si intende fare. Diviene perfettamente capace di astrarsi dalla sua esperienza per progettare e concretizzare un'azione. La piena costituzione dello schema corporeo è il più elevato grado di conoscenza di se, il punto di partenza verso una piena e completa autonomia.

L'incompleta organizzazione dello schema corporeo determina gravi problemi nel processo di sviluppo delle abilità motorie e della lateralità. Essendo quest'ultima implicata anche nei processi di apprendimento della lettura e della scrittura, appare ancora più evidente l'importanza di tale processo. Ugualmente importante è l'intervento precoce nei casi in cui dovessero manifestarsi evidenti problemi nell'organizzazione degli schemi corporei.

Bibliografia

  1. Il giovane campione
    ; Ed. Aracne Editrice;
  2. Apprendimento motorio e prestazione
    Schmidt Richard A.; Wrisberg Craig A.
  3. L' educazione fisica. Le basi scientifiche del controllo e dello sviluppo del movimento
    Cilia Giuseppe
  4. I principi fondamentali dell’educazione fisica
    E. Enrile