Il transfer é la capacità di saper trovare una risposta motoria in un contesto nuovo, utilizzando quanto appreso in precedenza, in altre esercitazioni o azioni (differenti da quella che ci si accinge a risolvere). Il transfer puó essere positivo, negativo o neutro. Transfer é saper trasferire e generalizzare. Didatticamente parlando, puó essere utile far notare le somiglianze tra le abilità per richiamare alla memoria precedenti acquisizioni, altresì utile sarà richiamare gli stessi principi biomeccanici, sollecitare l'allievo ad analizzare un nuovo movimento per scoprire gli elementi simili che possono facilitarlo. Il transfer si realizza più facilmente ad inizio apprendimento visto che, successivamente, l'abilità diverrà più specifica. Il transfer raramente risulta negativo.
Con l'esecuzione dello schema, l'atleta, acquisirà diverse informazioni circa le condizioni iniziali del movimento (posizione degli arti, traiettoria della palla ecc.); riuscirà a qualificare i parametri utilizzati per eseguirlo ed assegnati al programma motorio generalizzato (forza, ampiezza, velocità); il risultato ottenuto nell'ambiente.
Correlando questi parametri con le ripetizioni si ottengono nuovi risultati (outcomes) ed ulteriori dati sui parametri utilizzati. In una successiva utilizzazione di quel programma l'allievo verificherà il target desiderato, lo correlerà con le condizioni iniziali del movimento e, a questo punto, la scelta dei parametri da privilegiare diverrà facile ed efficace.
Quello descritto e uno schema di richiamo ma, possiamo individuare anche uno schema di riconoscimento, in quest'ultimo la correlazione attuata dall'atleta é fra risultati desiderati (outcomes) e parametri utilizzati per ottenerli. Le conseguenze sensoriali evocate dal movimento e, quelle attese, si fanno sentire prima della produzione del movimento permettendo di anticipare le sensazioni cinestetiche che deriveranno dalla corretta esecuzione.