In uno sport come il sollevamento pesi la tecnica esecutiva è un aspetto fondamentale, soprattutto nell'esercizio di strappo. Lo strappo è infatti l'esercizio con la componente tecnica più importante 20.
Esso consiste nel sollevamento di un bilanciere sopra la testa in un unico movimento, e di conseguenza può essere influenzato da moltissimo fattori, fra cui forza flessibilità e tecnica21,22,23,24,25. Per questo motivo è assolutamente individuale e diversa da atleta ad atleta6.
La tecnica dell'esercizio influenza fortemente la traiettoria. Quest'ultima non è altro che il percorso seguito dal bilanciere durante il sollevamento se visto sul piano sagittale26.
La ricerca della traiettoria corretta è un aspetto fondamentale nel sollevamento pesi, infatti costruire un andamento del bilanciere stabile ed efficiente con minori deviazioni è uno degli obbiettivi dell'allenamento27. Sebbene in un primo momento possa sembrare strano, un minimo spostamento orizzontale del bilanciere sul piano sagittale durante l'esercizio è però fondamentale per posizionare i segmenti corporei nel modo più efficiente possibile e garantire il miglior reclutamento muscolare6.
In molti studi la traiettoria viene utilizzata per valutare l'efficienza dell'alzata28, ed è inoltre un mezzo estremamente semplice e oggettivo per valutare la tecnica dell'atleta.
Vorobyev ha identificato tre tipi di traiettoria mostrate di seguito26:

Le traiettorie hanno tutte una caratteristica forma ad S, e si possono distinguere in:
Le misure che vengono prese nella letteratura scientifica per andare a studiare e a individuare la traiettoria di un atleta sono essenzialmente:
Questi vengono misurati prendendo come riferimento una linea verticale perpendicolare al terreno tracciata a partire da dove era situato il bilanciere prima che si staccasse da terra27, e dovrebbero essere contenuti entro certi limiti. In generale nello strappo il FPD dovrebbe essere contenuto tra i 3 e i 7 cm, mentre il SPD tra gli 0 e i 3 cm9 per garantire la massima efficienza del gesto. Prendendo come riferimento la linea verticale ogni spostamento del bilanciere verso l'atleta viene misurato con segno negativo, viceversa ogni allontanamento viene misurato con un segno positivo.
Negli ultimi anni si è assistito ad una verticalizzazione della traiettoria nella fase di prima tirata che ha ridotto notevolmente le forze orizzontali. Oltrepassato l'angolo del ginocchio, apparentemente, il bilanciere sembra avere una traiettoria di salita verticale, data dall'estensione del tronco. Subito dopo si produce una curva discendente data dalla ricaduta del bilanciere verso il basso, frenata poi dall'atleta6.
La grandezza della spostamento orizzontale del bilanciere rispetto alla verticale del suo centro di gravità dipende da una molteplicità di fattori6, fra cui:
Garhammer e Taylor40 hanno inoltre dimostrato che l'andamento delle fasi di tirata del bilanciere è fortemente influenzato dallo spostamento del centro di pressione nei piedi, che a sua volta influenza lo spostamento orizzontale del bilanciere. Durante la prima tirata il centro di pressione si trova a livello del tallone, ed è correlato con un movimento del bilanciere verso l'alto e verso l'atleta. Durante l'inizio della seconda tirata il centro di pressione inizia a spostarsi avanti nel piede andando a finire a livello dei metatarsi, e provocando uno allontanamento del bilanciere dall'atleta, oltre che ovviamente un movimento verso l'alto. Infine, al termine della seconda tirata, il peso è sulle punte dei piedi e il bilanciere sta salendo verticalmente. Questi tre spostamenti coincidono con la descrizione del double knee bend secondo Enoka24.
Schilling et al 41 hanno indagato sull'influenza dello spostamento del piede tra la seconda tirata e la fase di incastro con la prestazione nello strappo. I partecipanti allo studio (N=25) erano studenti maschi partecipanti al campionato nazionale di college (62, 69, 77, 85, 94, 105 e +105 kg di categorie di peso). I risultati hanno mostrato che lo spostamento dei piedi era significativamente correlato con lo spostamento orizzontale del bilanciere, tuttavia questo non ha influenzato il valore di Sinclair, la percentuale di successo dell'alzata e il rapporto massa corporea/massa del bilanciere.
La ricerca ha dimostrato che un minimo spostamento orizzontale del bilanciere è necessario per poter mettere in atto il double knee bend24,27,42. In termini di leve il vantaggio massimo si ottiene quando le distanze tra
il sistema atleta-bilanciere, il centro di gravità e le articolazioni che lavorano sono ridotte al minimo. Lo spostamento orizzontale del bilanciere provocato dal double knee bend è fondamentale per il reclutamento degli estensori del
ginocchio che possono cosi contribuire ad accelerare il bilanciere verso l'alto43 e a sviluppare un alto grado di forza esplosiva44,45.
Uno spostamento eccessivo va però evitato perché richiede poi un lavoro di trazione supplementare per stabilizzare il bilanciere e riportarlo al di sopra dell'atleta23,45,46.
Logicamente ogni atleta tende comunque a sviluppare uno stile personale, che se non si allontana troppo dalla traiettoria razionale, può comunque essere efficace6.
In particolare sembra che la traiettoria di tipo 2 venga usata principalmente dagli atleti che sollevano un carico maggiore rispetto alla loro massa corporea23, 31.
Si è quindi pensato che le misure antropometriche dell'atleta possano avere una certa influenza, questo perché gli atleti che sollevano di più rispetto alla loro massa corporea sono quelli delle categorie di peso più basse e
quindi minore statura29,32.
Sono stati principalmente degli studiosi russi34,47 ad indagare sull'influenza dell'antropometria nei confronti della traiettoria, classificando tre tipologie di proporzioni:
La tipologia dell'atleta va ad influenzare principalmente la prima tirata; gli atleti dolicomorfi sono infatti quelli che durante questa fase avvicinano di meno il bilanciere al corpo, seguono i mesomorfi e poi i brachiomorfi.
La maggior parte degli studi più interessanti sulla traiettoria sono piuttosto datati, ma sono stati fatti quasi tutti su atleti d'èlite. Abbiamo deciso di prendere in considerazione solamente gli studi che abbiano analizzato atleti maschi, perché sono i più numerosi e affidabili, essendo la pesistica femminile uno sport relativamente giovane.
Analizzando i tentativi a carico più alto nello strappo in competizione, la ricerca ha mostrato come i valori di spostamento orizzontale fossero piuttosto simili fra gli atleti.
Per quanto riguarda i vincitori di tutte le categorie di peso maschili (52, 56, 67,5, 75, 82,5, 90, 100, 110 e 110 kg) dei Campionati Mondiali del 1978 il FPD variava tra i -4 e gli -11 cm, mentre il SPD tra i 4 e i 16 cm45.
Risultati comparabili sono stati trovati tra i vincitori dei Campionati Mondiali del 1984 (56, 75, 82.5, 100, e 110 kg), con un FPD di che variava tra -3 e -9 cm e un SPD tra i 3 e i 18 cm42.
Nell'International Friendship Tournament del 1993, dove erano presenti le rappresentative di Cina, Corea e Giappone, lo spostamento massimo del bilanciere combinando il FPD e il SPD variava da un minimo di 8,4 cm nelle categorie 91 e
108 kg ad un massimo di 15 cm nella 99 Kg22
Per quanto riguarda la nazionale greca del 2000 è stato trovato un FPD di -6,2 ± 2,23, e un SPD di 3,17 ± 4,18 20. È stato inoltre visto che una maggiore variabilità fra gli atleti è presente nello spostamento orizzontale piuttosto che in quello verticale.
Un altro aspetto interessante riguarda la proporzionalità diretta che è stata trovata tra spostamenti orizzontali e dimensioni dell'atleta32,35 anche se non in tutti gli studi40.
Qualche studio ha indagato pure sull'influenza degli spostamenti in successo o insuccesso dell'alzata. Ono et al hanno trovato un aumento di 8,2 cm (54%) di spostamento orizzontale dietro all'atleta (60, 67,5, 75 e 90 kg) in caso di insuccesso48. In altri studi è stato visto che uno spostamento all'indietro superiore ai 20 cm porta all'insuccesso nel 75% dei casi51.
Uno studio più recente30 ha utilizzato delle tecniche di analisi tridimensionali per confrontare l'esecuzione dello strappo durante la competizione di alcuni atleti (n=7) della nazionale greca (69, 77 e 85 kg). Non è stata trovata alcuna differenza cinematica fra le alzate riuscite e non riuscite, e la traiettoria risultava stabile. Secondo gli autori il successo dell'alzata dipende quindi dalla direzione verso cui l'atleta imprime accelerazione all'inizio dell'alzata, specie nella prima tirata. I dati misurati hanno mostrato un valore di FPD di -4,4 ± 2,3 e di SPD di 4,8 ± 3,7.