Diabete e attività fisica: prevenzione e benefici metabolici

Di Bartolomeo Davide Bertinetto

Il diabete di tipo 1 e tipo 2 presenta caratteristiche fisiopatologiche distinte. L'attività fisica regolare migliora la sensibilità insulinica e previene le complicanze.

Il diabete si manifesta in due forme principali: il tipo 1, legato a un malfunzionamento del pancreas, e il tipo 2, caratterizzato da resistenza cellulare all'insulina. L'attività fisica regolare rappresenta un intervento fondamentale soprattutto nel diabete di tipo 2, migliorando la risposta delle cellule muscolari al glucosio e riducendo la glicemia. Nei soggetti insulino-dipendenti l'esercizio richiede invece precauzioni specifiche per evitare episodi di ipoglicemia grave.

Il diabete rappresenta una delle patologie che, sempre più di frequente, colpiscono individui di entrambi i sessi, soprattutto a seguito di stili di vita tesi all'iperalimentazione ed alla sedentarietà. Fattori che incidono molto più di predisposizioni genetiche.

Quando parliamo di diabete occorre tenere presente che, tale termine, individua molteplici situazioni che differiscono sul piano fisiopatologico. Le due principali manifestazioni sono indicate come diabete insulino dipendente (diabete di tipo I) e diabete insulino resistente (diabete di tipo II) - (per approfondimenti vedi De Pascalis Diabete mellito).

Diabete di tipo I

Il diabete di tipo I colpisce prevalentemente individui di giovane età, ed è legato ad un malfunzionamento del pancreas nel suo ruolo di regolatore della glicemia mediante il rilascio di insulina.

Diabete di tipo II

Il diabete di tipo II si manifesta di norma in individui adulti e rappresenta la grande maggioranza di casi di diabete. Negli individui affetti da diabete di tipo II non vi è compromissione nella secrezione di insulina, ma si manifesta una resistenza delle cellule rispetto all'insulina stessa, con difficoltà all'ingresso del glucosio nell'ambiente intracelullare e quindi un innalzamento della glicemia.

In entrambi i casi, l'incremento di glucosio nelle urine provoca un aumento nella diuresi e nella perdita di liquidi corporei, associato ad un eccessivo utilizzo di grassi come substrato energetico e quindi una conseguente acidosi che, nei casi più gravi, può portare al coma diabetico.

Attività fisica

La pratica costante di attività fisica è in grado di determinare una forte prevenzione rispetto alla comparsa del diabete insulino dipendente per contro, chi ne fosse già affetto, è esposto a rischi di grave ipoglicemia nell'intraprendere attività motorie di tipo sportivo.

Per questi soggetti sarebbe consigliabile anzitutto una prima valutazione del livello di gravità del diabete e, successivamente, occorrerà attenersi a determinate linee guida che limitino il rischio. Quindi prevedere l'assunzione di glucidi nel corso dell'attività e al termine e regolare le dosi di insulina.

Nei soggetti affetti da diabete insulino resistente la situazione è diversa. L'attività sportiva è infatti in grado di procedere ad un calo della glicemia, migliorando nel tempo la risposta delle cellule muscolari agli zuccheri circolanti. Ossia proprio di quelle cellule maggiormente compromesse nella risposta all'insulina.

Quindi una regolare attività fisica oltre che inserirsi in un quadro preventivo, è certamente auspicabile in caso di diabete di tipo II.

Ripristinare i livelli glicemici significa prevenire tutti quegli eventi che possono scatenare iperlipidemia ed ipertensione che, spesso, portano a malattie cardiache con esito potenzialmente nefasto. Infine, la diminuzione della massa adiposa che consegue l'attività sportiva, migliora ulteriormente la sensibilità cellulare all'insulina.

È da ricordare inoltre che, l'uso di insulina da parte di non diabetici, è vietato dalle norme sportive. Tale discutibile prassi ha lo scopo di innalzare gli effetti di GH e IFG-1 e di ottimizzare l'acquisizione delle scorte glucidiche da parte del muscolo e del fegato.

L'insulina inoltre rallenta il catabolismo proteico e ne promuove l'anabolismo agevolando, fra l'altro, anche l'ingresso e l'utilizzo degli amminoacidi nelle cellule muscolari.

A quali domande risponde questo articolo?

Qual è la differenza tra diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2?

Il diabete di tipo 1 colpisce prevalentemente giovani ed è legato a un malfunzionamento del pancreas nella secrezione di insulina. Il diabete di tipo 2 si manifesta in età adulta e rappresenta la maggioranza dei casi: le cellule sviluppano resistenza all'insulina, impedendo al glucosio di entrare nell'ambiente intracellulare.

Perché l'attività fisica è benefica nel diabete di tipo 2?

L'esercizio fisico regolare migliora la risposta delle cellule muscolari agli zuccheri circolanti, riducendo la glicemia e la resistenza insulinica. La diminuzione della massa adiposa che consegue all'attività sportiva migliora ulteriormente la sensibilità cellulare all'insulina, prevenendo iperlipidemia e ipertensione.

Quali precauzioni deve adottare un diabetico di tipo 1 durante l'attività fisica?

I soggetti insulino-dipendenti sono esposti a rischi di grave ipoglicemia durante l'attività sportiva. È necessaria una valutazione preliminare del livello di gravità del diabete, l'assunzione di glucidi durante e dopo l'attività, e una regolazione adeguata delle dosi di insulina.

Riassunto

Il diabete comprende forme fisiopatologicamente distinte: il tipo 1, caratterizzato da deficit di secrezione insulinica pancreatica, e il tipo 2, legato a insulino-resistenza cellulare. L'attività fisica regolare svolge un ruolo preventivo e terapeutico nel diabete di tipo 2, migliorando la sensibilità all'insulina e riducendo la glicemia. Nei diabetici insulino-dipendenti l'esercizio richiede precauzioni specifiche per prevenire ipoglicemia. Il ripristino dei livelli glicemici previene complicanze come iperlipidemia, ipertensione e malattie cardiovascolari.

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