L'inestetismo cutaneo comunemente noto come cellulite è deter-minato dall'accumulo adiposo nella porzione sottostante l'epidermide, stoccato in piccole celle circoscritte da tessuto connettivo. Il termine tecnico per definirla è pannicolopatia fibro edematosa.
Le cause che la determinano sono da ricercare in fattori costitu-zionali o comportamentali, che provocano la perdita di tono ed elasticità dei vasi venosi, con conseguente rallentamento del flusso sanguigno, in particolare negli arti inferiori dove il reflusso sanguigno è già di per se difficoltoso.
Nella prima fase (cellulite edematosa) il sangue ristagna nei capillari provocando perdita di elasticità e permeabilità, difficoltà nel nutrire adeguatamente i tessuti circostanti, causando un'infiammazione tissutale. L'infiammazione colpisce adipociti e tessuto interstiziale, venule e capillari. La prima sintomatologia è la cosiddetta pelle a buccia d'arancia.
Il quadro evolve nella seconda fase (cellulite fibrosa) con l'alterazione del tessuto e massiccia proliferazione delle fibre di collagene, il tessuto adiposo diviene più denso, e può dar vita a crampi e formicolii localizzati.
Al terzo stadio (cellulite sclerotica) i noduli formati dalle fibre divengono palpabili e dolorosi al tatto. La scarsa irrorazione determina flaccidità ed abbassamento locale della temperatura. Una vita sedentaria è un fattore aggravante, poiché non agevola la circolazione, ma ne favorisce la stasi.