Perché istruttori e palestre sono diventati superflui?

Di Pierluigi De Pascalis

Supermercati aperti, centri commerciali aperti, ristoranti aperti, gli unici chiusi sono centri sportivi e palestre, come mai in Italia gli unici superflui sono ormai istruttori e personal trainer?

Supermercati aperti, centri commerciali aperti, ristoranti (pur con forti limitazioni) aperti, gente a fare le vasche per il corso cittadino delle grandi città, a restare chiusi senza sé e senza ma solo le palestre, attività definite non indispensabili, ergo superflue.
Bizzarro se consideriamo che le principali concause di manifestazione grave delle patologie (covid incluso) e patologie esse stesse, siano: sovrappeso, ipertensione e diabete, e che su tutte e tre l'attività fisica è in grado di operare in termini preventivi come null'altro, e in termini di trattamento dello stato patologico in essere con un enorme miglioramento della situazione.  Viene da chiedersi: come mai quindi le palestre e gli operatori del fitness siano divenuti d'un tratto superflui?

Questa pandemia ci ha insegnato molte cose, purtroppo per la maggior parte spiacevoli: ha evidenziato quanto siamo egoisti e attenti solo al nostro personalissimo interesse, ci ha palesato lo sconfortante livello di ignoranza scientifica del Paese, con livelli di complottismo e analfabetismo funzionale che richiederanno 4/5 generazioni per essere sanati. Prima della pandemia pensavamo che il massimo livello del disagio fosse credere a scie chimiche e terra piatta, ma abbiamo dovuto fare i conti con situazioni drammaticamente peggiori. Persone che parlano di microchip iniettati col vaccino per controllarci, antenne 5g come amplificatori della diffusione pandemica, interventi di Bill Gates per sterminare la popolazione mondiale (non bastasse il caos che il suo sistema operativo ha già generato), e altre amenità degne del più devastato psicopatico, che però molto spesso non è un estraneo, ma è il nostro amico delle elementari (quello introverso, sempre chiuso in un angolo e mezzo addormentato, che ora grida a tutti "svegliaaaaaaaa!"), a volte è quel nostro zio che non ce l’ha fatta, quello che ai pranzi in famiglia ci faceva vergognare per quel che diceva, e che ora scrive ossessivamente "non cielodikono" (sic!), altre volte ancora è il nostro incisore di caldarroste che la moglie non manda neppure a pagare le bollette perché ha paura dimentichi la strada per tornare a casa. Gente che per imparare a scrivere "assembramento" ha dovuto attendere la seconda ondata pandemica, ma che vaneggia su un vaccino capace di modificare geneticamente l’essere umano. Del resto a persone che non hanno imparato a scrivere in italiano dopo 10 anni di scuole dell’obbligo, si può fare una colpa se non hanno la minima idea di come funzioni il codice genetico? Non sanno neppure cosa sia il codice di avviamento postale, ma hanno (purtroppo) una connessione a internet e giga illimitati, e con la complicità dei social network non c'è verso di arrestarne la logorrea.

Assieme a tutte queste brutte lezioni che la pandemia ci ha dato, e altre che potrei descriverne, ci ha insegnato anche che istruttori, palestre, trainer, rientrano nella categoria dei superflui, dei non indispensabili per la nostra società. Figure e strutture di cui si può fare tranquillamente a meno.

Immaginate se qualcuno avesse detto che sono superflui gli ingegneri, o i professori di matematica, o magari che sono superflui i geologi. Vaglielo a dire a un geologo che è superfluo, in un Paese idrogeologicamente instabile come l’Italia, dove i morti a causa di alluvioni e conseguenti dissesti sono da sempre una ciclica sventura. Chi mai sarebbe così sciocco da affermare che i geologi sono superflui? Ah già…  qualcosa di simile la disse un allegorico politico qualche anno fa durante una trasmissione televisiva (ve ne eravate scordati vero?), salvo poi precisare, scusarsi, rettificare…  esattamente come è costume dei politicanti nostrani, eterni fuoricorso! Ma i geologi, persone serie che laurea e abilitazione se la son sudata e non ottenuta con i voti degli amici di quartiere, non se la presero comprendendo che si trattava dello stesso politico che chiedeva informazioni sulla città di Matera ad un imbarazzato presidente della regione Puglia, lo stesso politico per il quale l'essere umano è composto per il 90% di acqua, quello che aveva affermato vi fosse in Parlamento la lobby dei malati di cancro (roba da vergognarsi lo so, ma non per un politico), quello per cui il dittatore Cileno Pinochet era Venezuelano,  uno capace di riscrivere 3 volte un tweet continuando a sbagliare il medesimo congiuntivo.

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Insomma, se sei un geologo e il commento sulla tua professione lo fa un simile politico, capisci che non si tratta di Winston Churchill, e non è una cosa che prendi sul serio! Ma se sei un professionista del fitness, e a metterti l’etichetta di superfluo è uno Stato intero, che prima crea norme sempre più stringenti per l’accesso agli impianti sportivi (come per altro fatto con altre categorie) e poi ti fa chiudere ugualmente e malgrado tutto… allora la situazione cambia radicalmente.

E attenzione che a parlare, per quei 4 che mi seguono più assiduamente, è un convinto sostenitore del lockdown come misura di contenimento dell’epidemia, uno che ha difeso a "scienza tratta" le mascherine (non serve la spada tratta se uno  ha voglia di leggere le pubblicazioni scientifiche), un ultras dei vaccini, fossero anche quelli contro i peli superflui, quindi il mio non è un pensiero populista, tipico di quei politici straccioni e minimizzatori a loro modo moralmente colpevoli di morti e chiusure. Moralmente se solo non cambiassero morale con la rapidità con la quale ci si può cambiare… una felpa. Quindi non sono uno di quelli che inneggia all'apertura senza controlli. Ma certo la domanda del perché alla fine, stringi stringi, l'etichetta di superflui tocchi solo ai centri sportivi c'è da porsela. Perché chiudere tutti invece di sanzionare chi non si mette in regola? Fossero anche regole rigidissime!

Ebbene la colpa è di quel lassismo italico che guarda al consenso immediato e non al futuro, quel politichese che non si preoccupa di migliorare la salute delle generazioni future, ma pensa alle prossime statistiche di gradimento. Quel lassismo che ha accettato il tacito accordo per il quale dietro il comune assetto societario della maggiore parte delle strutture sportive si celasse una delle più diffuse forme di elusione fiscale. Accordo tacito cui mai nessuno si è opposto, e che ha generato l'attuale situazione dove dietro il termine di "non necessario" si nasconde solo l'apporto economico di una tassazione inesistente se rapportate a qualsiasi altra impresa, perché tali sono nel 2021 i centri sportivi: imprese. Tra chiudere chi non apporta un significativo vantaggio economico alle casse dello Stato (tanto più in questo momento) e chiudere chi invece il contributo lo fornisce, si è scelto di far chiudere i primi. In altri termini non siete superflui, "semplicemente" non pagate le tasse (non nel senso stretto e stringente del termine)!

Quindi un po' possiamo pensare che, in fondo, le palestre e gli imprenditori del fitness "se la siano cercata"?  E no, è qui che si inciampa in un ragionamento elementare e quindi sbagliato. Perché se si pensa al risparmio economico in termini di spesa sanitaria garantito da chi resta fisicamente attivo, si parla di cifre che superano qualsiasi altro gettito fiscale. E tutto quello che non rappresenta una uscita per la spesa pubblica, è tecnicamente l'equivalente di una entrata.  Ma questo, ripeto, richiede un piccolo sforzo per comprenderlo, davvero piccolo si badi bene perché se l'ho fatto io, non serve certamente un genio.

Ma fin tanto una buona fetta dei votanti sarà costituita dai complottisti di cui sopra, non potrete sperare di avere politici diversi da quelli che abbiamo, gli stessi per i quali tutto quel che non capiscono è superfluo, e capendo poco… di superfluo ne vedono tanto.