Coenzima Q

Di Pierluigi De Pascalis

Dizionario del fitness: analisi e spiegazione del termine Coenzima Q

Il coenzima Q è un trasportatore intermedio di elettroni che riceve dal NADH e dal FADH2 nella superficie mitocondriale interna. Il coenzima Q, al pari degli altri citocromi, cederà gli elettroni acquisiti ad altri trasportatori sino a che non raggiungeranno l'ossigeno che rappresenta l'accettore finale.

Essendo implicato nella catena di trasporto degli elettroni è evidente la sua importanza nel processo di produzione energetica. Il coenzima Q, anche noto come ubichinone, è convertito dall'organismo in coenzima Q10 (CoQ10 o ubidecarenone).

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Ha struttura simile alla vitamina K2 ed effetti in qualche modo analoghi, tanto da poter interferire con farmaci anticoagulanti.

Il coenzima Q10 svolge diversi effetti benefici con riferimento a soggetti sportivi, non ultimo è in grado di assolvere alla funzione di antiossidante, preserva la funzionalità cardiaca14 ed è determinante per i sistemi di liberazione energetica. Questo lo rende un utile alleato per i soggetti sportivi, anche nel processo di recupero post allenamento. Può rientrare a pieno titolo nella categoria degli integratori ergogenici.

È abbondantemente presente negli olii vegetali, nelle carni di vitello e di maiale e nelle sardine, e non sono noti i livelli di tossicità. Il fabbisogno medio giornaliero è stimato intorno ai 5mg, normalmente coperti dalla produzione endogena operata dalle cellule. Tuttavia nella fase adulta e senile il processo di sintesi diviene meno efficace. Lo stesso dicasi in quei soggetti che seguono terapie con statine contro l'ipercolestero-lemia.

È frequentemente utilizzato, oltre che come antiossidante, nelle patologie cardiovascolari, nella distrofia muscolare, nell'angina pectoris.

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