Il ruolo della danza nell'accrescimento

Di Omar De Bartolomeo

La danza classica, per le sue caratteristiche motorie (velocità di esecuzione, uso di facilitatori, controllo visivo, ecc…) rappresenta un’ottima attività motoria: il parere dell’ortopedico. Articolo del dottor Omar De Bartolomeo tratto dal libro A piccoli passi verso la danza

La danza rappresenta per il bambino in accrescimento un importante stimolo meccanico e psicosomatico.
Meccanico in quanto i movimenti della danza, ricercati, ripetitivi, stereotipati, caratterizzati da una ricca componente di controllo motorio (propriocezione) ed espressività, imprimono diversi tipi di forze muscolari a carico dei segmenti scheletrici e delle articolazioni.

Il corpo umano, come Woolf scrisse, si modella in relazione alla funzione.
Per questo l’esercizio fisico periodico modella e “dirige” lo sviluppo di ossa, articolazioni, muscoli, tendini e legamenti.

Questo non vuol dire che, ad esempio, un piede che “nasce” piatto può, con la danza, “trasformarsi” in cavo, ma vuol dire che un piede, con la danza, può migliorare il suo atteggiamento grazie ad un maggior e miglior uso dei muscoli implicati nel sostegno della volta plantare.

Esempio similare può essere fatto per quanto riguarda lo sviluppo dell’anca e la possibilità di migliorare il proprio “en dehors”.

Come si sa, lo sviluppo dell’anca avviene fino ai 14-16 anni ed è correlato allo sviluppo di alcune componenti ossee (femore e bacino) e capsulo-legamentose (legamenti dell’anca, muscoli, ecc).

Femore e bacino si modificano con la crescita, sotto la spinta del patrimonio genetico e della “funzione” che devono assolvere, nel corso degli anni, fino alla maturità scheletrica.

muscoli invece sono in continuo rimodellamento grazie all’uso.
La danza quindi può aiutare a migliorare la capacità di rotazione dell’anca agendo in tenera età a livello osseo, legamentoso e muscolare, in età avanzata invece maggiormente sulla componente legamentosa e muscolare.

Per i carichi e le modalità di esecuzione dei fondamentali tecnici, potremmo dire che la danza classica può essere svolta, a livello amatoriale, da tutti i bambini. Questi ultimi, di sicuro, troveranno giovamento dall’esercizio fisico proprio per le caratteristiche che esso ha:

  1. Movimenti lenti, nel range fisiologico delle articolazioni
  2. Socializzazione e conoscenza del proprio corpo mediante “facilitatori”: contatto con altri bambini, uso dello specchio
  3. Rinforzo muscolare senza carichi/traumi: unico fattore in gioco è la forza di gravità e il contatto con il terreno e, successivamente, con la sbarra. Utile è il lavoro a terra, osservando il movimento dei proprio segmenti e poi in piedi per cercare di riprodurlo
  4. Lavoro muscolare ed espressivo a ritmo di musica, capace di sviluppare la musicalità e l’armonia del movimento

Utile sarà quindi il cambio di ritmo e di posizione Per quanto riguarda lo sviluppo motore, i movimenti richiesti dalla danza facilitano lo sviluppo dei segmenti scheletrici, più spesso in crisi durante l’accrescimento: PIEDE, GINOCCHIO, BACINO/ANCA e COLONNA VERTEBRALE.

La postura eretta e il controllo posturale ottenuto con lo specchio favoriscono, come dimostrato in studi elettromiografici eseguiti nel 2002 in allievi della Scuola di Ballo del Teatro Alla Scala, uno sviluppo simmetrico e armonioso della muscolatura estensoria e flessoria, superficiale e profonda della colonna. In più, alcuni movimenti della danza (cambrè e arabesque) facilitano il lavoro eccentrico e in allungamento di alcuni muscoli. Lo stretching (eseguito sia nella fase di riscaldamento che durante e/o dopo la lezione di danza) favorisce l’allungamento della muscolatura e la distensibilità dei segmenti scheletrici.

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In questo modo la danza classica migliora alcuni atteggiamenti “paraformici” della colonna, e, se correttamente eseguita allena anche la propriocezione della colonna stessa migliorando quindi l’atteggiamento posturale in alcuni casi di scoliosi (foto 11).

danza, effetti sui bambini

Esempio di paramorfismi del rachide (in alto a sinistra) e suo tentativo di correzione attiva (in alto, a destra). In basso, esempi di esercizi di allungamento/rinfrozo isometrico, stretching e propriocezione

Questo però non vuol dire che un bambino affetto da scoliosi può danzare senza ripercussioni, ma si vuole sottolineare che la danza può agire come ginnastica propriocettiva in alcuni casi di scoliosi e/o di atteggiamento paramorfico del rachide dorsolombare (foto 11c-d-e), migliorare la capacità cardio-polmonare e la distensibilità della colonna.
Requisito importantissimo perché ciò avvenga è però che l’insegnante sia attentissima alla modalità di esecuzione degli esercizi, alla loro simmetria e armoniosità, evitare “forzature” posturali e cercare di comprendere i limiti articolari- della colonna per evitare di “sforzare” queste regioni.

Sono i così detti “limiti anatomici” definiti in precedenza.
Come si vede in foto 11a, infatti, siamo in presenza di un atteggiamento posturale alterato. Dopo visita da parte di un medico atto a stabilirne la natura, la danza può avere un ruolo correttivo e rieducativo, grazie al lavoro svolto (da soli e con l’insegnante) alla sbarra, allo specchio e per terra. La correzione dell’atteggiamento viene ad essere ottenuta progressivamente, anche in aggiunta all’eventuale terapia fisioterapica (anzi, alcuni esercizi fisioterapici appresi dall’allievo potrebbero essere riprodotti in fase di riscaldamento e di sbarra a terra) che l’allievo svolge (foto 11b).

Utili saranno quindi serie di esercizi di stretching e allungamento della “catena cinetica posteriore” (un esempio, l’esercizio proposto in figura 11c), oppure esercizi di rinforzo e allungamento della muscolatura del rachide come in figura 11d.
Un esempio di “facilitazione” propriocettiva atta a correggere la postura delle spalle e delle scapole può essere rappresentato dall’esercizio proposto in figura 11e.

Con queste tre immagini si vuole dare solo un esempio del ruolo rieducativo che può avere la danza classica correttamente svolta. Al contrario, esercizi semplici come questi ma eseguiti in modo scorretto ovvero senza alcun controllo posturale possono danneggiare la colonna e vanificare l’intervento fisioterapico.

Per quanto riguarda l’anca e il piede si è già detto del ruolo propedeutico della danza nel migliorare modalità di utilizzo della muscolatura superficiale e profonda, così da migliorare l’atteggiamento e la funzione del piede stesso (o dell’anca) nella vita quotidiana.

Resta da spiegare come la danza possa aiutare lo sviluppo del ginocchio. Se correttamente eseguiti, la danza rinforza i muscoli flessori (posteriori della coscia e del polpaccio) ed estensori (il quadricipite, il sartorio, ecc) in modo armonioso e permette un corretto sviluppo della muscolatura dell’arto inferiore.
Inoltre si impara l’allineamento (aplomb) di anca-ginocchio-piede, scongiurando quindi il rischio di andare incontro a mal allineanti e quindi sovraccarichi funzionali (ad es.: sindrome femoro-rotulea, sindrome della bandelletta ileo-tibiale, ecc).
Anche in questo non si vuol dire che il danzatore non soffra di queste patologie, ma anzi che tali patologie si creano nel ballerino proprio nei casi di “errore tecnico” e/o sovraccarico funzionale indotti dalla pratica della danza.

Esiste tuttavia una predisposizione individuale di natura anatomica che spiega la gravità e la maggiore o minore incidenza di queste (ed altre) patologie. Attenzione bisognerà prestare alla torsione della gamba rispetto al femore, errore tecnico che si instaura da giovanissimi ma che crea problemi a partire dai 15-16 anni di età sotto forma di dolore anteriore di ginocchio (dolore rotuleo) o mediale (sofferenza meniscale).

Concludendo, posso affermare che la danza classica, proprio per le sue caratteristiche motorie (velocità di esecuzione, uso di facilitatori – sbarra-specchio-ripetività del movimento, controllo visivo e talora manuale da parte dell’insegnante della corretta esecuzione tecnica, ecc…) rappresenta un’ottima attività motoria, capace di migliorare eventuali atteggiamenti posturali incongrui tipici dell’età dell’accrescimento psicosomatico.

Articolo tratto dal libro: A piccoli passi verso la danza, edizioni NonSoloFitness

L'articolo è tratto dal libro A piccoli passi verso la danza, scritto a quattro mani da Eliane Arditi, ballerina nel corpo di ballo del Teatro alla Scala, e da Omar De Bartolomeo, dal 2007 è medico della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano 

A piccoli passi verso la danza

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