Lo sviluppo muscolare

Di Donato Ventrella

Analisi delle correlazioni esistenti fra genetica, steroidi anabolizzanti ed implicazioni nell'esercizio fisico

La crescita dei muscoli è una ricerca che interessa numerose branche della scienza, da quelle mediche come la genetica, endocrinologia e biologia molecolare per lo studio e la risoluzione delle malattie come le distrofie, alle scienze del movimento come la chinesiologia, biomeccanico e metodologia dell'allenamento.

I muscoli sono il motore biologico del corpo che, attraverso un complicato meccanismo di interazione tra i sistemi nervoso, biochimico e meccanico, permette la locomozione umana.
Nel corpo umano si contano più di 430 muscoli scheletrici formati da più o meno 250 milioni di fibre muscolari innervate da circa 420 mila fibre nervose motrici (1).
La funzione principale del muscolo è la contrazione, cioè la capacità di superare una resistenza attraverso l'accorciamento delle fibre muscolari. La capacità di superare una resistenza è definita forza, questa è direttamente proporzionale alla sezione trasversale del muscolo, maggiore è la sua dimensione più forza può generare. Avere muscoli sviluppati significa essere forti, questo è l'obiettivo di molti atleti per migliorare la performance sportiva così come è lo scopo di persone normali che vorrebbero migliorare il proprio aspetto fisico.
La motivazione di natura estetica porta milioni di persone a frequentare le palestre e svolgere allenamenti con i pesi, utilizzando diverse attrezzature e metodologie, consumando quantità di cibo a volte eccessivo, assumendo sostanze spesso inutili come integratori, erbe, pro ormoni, finanche pericolose sostanze come gli steroidi anabolizzanti, ormoni tiroidei, diuretici, il doping chimico.
Ma davvero un tipo di allenamento o un farmaco anabolizzante possono modificare la struttura muscolare incrementando il numero di miofibrille?

In diverse pubblicazioni scientifiche (1-2-3) è scritto che con l'esercizio fisico si aumentano il numero delle miofibrille con incremento del diametro e quindi della forza, mentre uno studioso di fine 1800, B.Morpurgo, dopo lunghi e approfonditi studi, dimostrò che l'ingrossamento funzionale dei muscoli volontari è determinato dall'aumento del sarcoplasma, senza incremento di miofibrille geneticamente determinate (4).

Questo concetto, a distanza di anni, dopo prove e sperimentazioni sul campo mi sembra la più probabile e reale; a sostegno di questa tesi c'è quella genetica che per un caso è venuta fuori in modo evidente. Nel giugno 2004 è apparso un articolo nella prestigiosa rivista New England Journal of Medicine (volume 350, pag. 2682 - 2688, numero 26, 24 Giugno 2004) in cui si descrive la mutazione del gene che modifica l'espressione della proteina miostatina in un bambino di 5 anni che presenta uno sviluppo abnorme della muscolatura scheletrica con una riduzione della massa adiposa. La mutazione in questione impedisce la sintesi di miostatina nei muscoli dell'individuo che n'è affetto.

Voci glossario

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