I vicecampioni: ARGENTINA

Di Graziano Carlo Carugo Campi

L'Argentina ha disputato un mondiale all'altezza delle aspettative: squadra ricca di talento, dovrà trovare la quadratura del cerchio in difesa e a centrocampo in ottica mondiali 2018.

Sconfitta in finale solo ai supplementari, l'Argentina ha disputato un torneo positivo grazie alle grandi individualità che la seleccion ha potuto schierare in questo mondiale. Raramente di fatto, si è visto un gioco corale o una continuità di rendimento tale da poter considerare infatti la squadra di Sabella come spettacolare o ben organizzata: palla a Messi (o Di Maria) e tante giocate estemporanee che spesso hanno tolto le castagne dal fuoco ai sudamericani, spesso apparsi poco concreti e ordinati tatticamente.


Nonostante ciò, la squadra ha raggiunto una finale meritata e le prospettive future sono rosee.


Tra i pali, Sergio Romero (27 anni) si è dimostrato una sorpresa in quanto a continuità di rendimento e concentrazione, cosa fondamentale vista la scarza qualità nel reparto.


In difesa le certezze sono state Zabaleta (29 anni) e De Michelis (33) che tuttavia paiono ormai arrivati a fine corsa con la nazionale in ottica mondiali, così come Basanta (30) e Campagnaro (34). Detto di Federico Fernandez (25), giocatore del Napoli che dovrà faticare per ritornare nel giro dell'albiceleste, le note più liete sono arrivate da Ezequiel Garay (27) e soprattutto Marcos Rojo (24), difensore centrale impiegato con ottimi risultati come terzino sinistro in questo mondiale. A loro potrebbero aggiungersi in futuro Nicolas Otamendi (26) e Gino Peruzzi (22), per una squadra che comunque potrà contare a lungo su una difesa affidabile.


In linea mediana l'Argentina ha fatto vedere buone cose grazie al solito Mascherano (30) mentre i ventottenni Gago, Biglia e Perez sono sembrati ottimi gregari ma non calciatori indispensabili (dei tre, quello che più ha impressionato è stato Perez).  Mondiale anonimo quello di Maxi Rodriguez (33) e dell'interista Ricky Alvarez (26), mentre Di Maria (26) ha fatto vedere di essere in grado di districarsi al meglio anche come mezzala, risultando decisivo in un paio di occasioni.


Davanti, molte le delusioni, con Lavezzi (29), Higuain (26), Aguero (26) e Palacio (32) che hanno disputato un mondiale al di sotto delle aspettative, forse anche a causa dello strapotere tattico di Messi (27), autentico catalizzatore di gioco della squadra argentina.

Stupisce, in tutta sincerità, la vittoria di quest'ultimo del premio di miglior giocatore del mondiale: il titolo non è assolutamente meritato, nonostante la classe immensa del calciatore del Barcellona.


Probabile, in ottica mondiali 2018, che l'Argentina nei prossimi anni subirà un radicale cambio generazionale, con l'inserimento di giovani talenti come Mauro Icardi ed Erik Lamela, se sapranno risolvere alcuni problemi che li hanno tenuti lontani dalla nazionale in questo mondiale.