Le eliminate: OLANDA

Di Graziano Carlo Carugo Campi

L'Olanda si è riconfermata, a sorpresa, tra le prime tre del mondiale

Il terzo posto dell'Olanda è stato sorprendente, anche se agevolato da una serie di circostanze favorevoli che sono difficili da ignorare: nella fase a gironi la squadra di Louis Van Gaal, già promesso sposo del Manchester United, ha incontrato una Spagna irriconoscibile, immediatamente asfaltata, e un Cile con la testa già agli ottavi contro il Brasile, faticando solamente contro la cenerentola Australiana, più per un calo di concentrazione che per bravura dell'avversario.


Il percorso finale ha visto gli olandesi a rischio eliminazione negli ottavi, con il Messico superato solo nei minuti finali, grazie a un calcio di rigore. Contro la Costarica la squadra è apparsa monotemanica nello sfruttare l'asse Robben-Van Persie, dimostrando che a livello individuale il collettivo olandese avesse meno stelle affermate rispetto al passato.


La sconfitta contro l'Argentina è arrivata solo dopo i calci di rigore, a dimostrazione di una squadra ben organizzata in campo, capace di difendersi e controbattere agli attacchi avversari, ma mai in grado di dominare e imporre il proprio gioco (se si esclude la partita con la Spagna e, nei supplementari, contro una Costarica sulle gambe).


L'Olanda vista in questi mondiali è stata un mix tra quella che arrivò seconda quattro anni fa e tanti giovani di belle speranze, nessuno dei quali però è parso allo stesso livello delle stelle del recente passato.


Tra i pali sarà sempre sfida aperta tra Jasper Cillessen  (25 anni) e Tim Krul (26) ma nessuno dei due pare insuperabile, con il secondo decisivo contro la Costarica ai calci di rigore. In difesa Bruno Martins Indi (22) è parso un fabbro ferraio con due incudini al posto dei piedi: ottimo randellatore, ma la tradizione olandese è ben altra. Ron Vlaar (29) giocatore più esperto della difesa ha alternato ottime prestazioni ad errori di marcatura disastrosi mentre buone cose hanno fatto vedere i due esterni, Daryl Janmaat (24) e Daley Blind (24), così come Stefan De Vrij (22), giocatore dal futuro roseo.

Per Verhaegh (30), Veltman (22) e Kongolo (20) solo gettoni di presenza.


A centrocampo hanno deluso tutti i "nuovi": De Guzman (26), Wijnaldum (23), Clasie (22) e Fer (24) non sono parsi all'altezza dei più esperti Kuijt (33), De Jong (29) e Snejider (30), che verosimilmente saranno al passo d'addio agli europei di Francia, insieme all'assente Van der Vaart, infortunatosi prima del mondiale.


Anche in attacco si è puntato molto sui veterani Van Persie (30), Robben (30) e Huntelaar (30) mentre poche cose si sono viste dal giovanissimo Depay (20) e ancor meno da Lens (26).


La squadra complessivamente è parsa in fase di transizione e probabilmente gli Europei saranno il canto del cigno di una generazione che si è guadagnata una finale mondiale e un terzo posto dopo anni di delusioni cocenti. Fondamentale per il futuro recuperare i giovani che sono rimasti ai margini del progetto di Van Gaal: Ricardo Van Rhijn (23) e Jeffrey Bruma (22) in difesa, Kevin Strootman (24), Siem de Jong (25), Adam Maher (20) a centrocampo, e Luc Castaignos in attacco, reparto che al momento pare il più carente in ottica futura.


Vista comunque la classe di Van Persie e Robben, per la nuova Olanda c'è ancora un po' di tempo per crescere.