Le eliminate: BRASILE

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Peggio che nel 1950: il Brasile perde il mondiale di casa finendo umiliato nelle ultime due gare

Il Brasile ha iniziato questo mondiale con l'obiettivo primario di far dimenticare l'incubo del Maracanaço del 1950 a milioni di tifosi brasiliani. Missione sicuramente compiuta: per i prossimi sessant'anni, le generazioni del paese sudamericano ricorderanno il disastro del 2014 sicuramente con molta più amarezza rispetto a quello del 1950, folklore a parte.


Le disfatte contro Germania e Olanda passeranno alla storia: l'1 a 7 contro i tedeschi e il 3 a 0 contro gli olandesi è stato sicuramente drammatico per i brasiliani e già da oggi si parla di rinnovamento dopo un disastro che nei pronostici non era certo quotato.


La squadra dovrà essere rifondata a partire dai portieri, con Julio Cesar (34 anni), Jefferson (31) e Victor (31) che non possono più garantire molto, in difesa Dani Alves (31) e Maicon (32) a destra sono ormai arrivati a fine corsa, mentre nel reparto centrale Dante (30) ed Henrique (27)  difficilmente riusciranno a convincere il tecnico che rimpiazzerà Felipe Scolari. Stesso discorso per Maxwell (32) a sinistra. Della difesa attuale, in sostanza, potrebbero restare solo Thiago Silva (29), David Luiz (27) e Marcelo (26).


A centrocampo il rinnovamento può essere rimandato di un paio d'anni, ma in ottica mondiale sarà indispensabile: Fernandinho ed Hernanes hanno 29 anni, Luiz Gustavo (26) è stato impiegato anche in linea difensiva (con risultati disastrosi). La linea mediana sudamericana appoggerà verosimilmente sul duo composto da Paulinho (25) e Ramires (27). Davanti a loro, Oscar (22) ha deluso, mentre Willian è stato usato sporadicamente, così come Bernard.


In attacco, le noti dolenti con Fred e Jo che si sono dimostrati disastrosi: l'aver perso, per diversi motivi, Adriano, Pato e Diego Costa in questi anni ha pesato moltissimo sulle dinamiche dell'attacco brasiliano. Molto meglio le seconde punte, con Hulk e Neymar che hanno fatto vedere buone cose, anche se il primo non si capisce come non riesca a giocare da centravanti puro mentre il secondo è parso vittima di troppe manie di protagonismo.


Difficile dimenticare le sconfitte nelle ultime due gare di questo mondiale, ma il Brasile è sempre in grado di risorgere dalle ceneri, grazie ai talenti incredibili che riesce a sfornare ogni anno: ai mondiali di Russia 2018, i sudamericani saranno sicuramente di nuovo protagonisti. E con meno pressioni addosso.