Le eliminate: MESSICO

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Messico che esce a testa alta dal mondiale

Senza dubbio l'uomo simbolo del Messico in questo mondiale è stato il tecnico Miguel Herrera, allenatore carismatico e preparato tatticamente che ha messo in seria difficoltà persino un guru come Louis Van Gaal.


La squadra ha fatto vedere di essere di ottimo livello: il portiere Guillermo Ochoa (28 anni) è stato una sicurezza tra i pali e se riesce a mantenere una continuità di rendimento, può essere un punto di riferimento anche in futuro.


In difesa è stato probabilmente il canto del cigno per tre veterani come Francisco Rodriguez (32 anni), Carlos Salcido (34) e, soprattutto, Rafael Marquez (35) vero uomo simbolo e leader della difesa messicana. Dietro a loro si sono visti giocatori abili come Diego Reyes (21), Hector Moreno (26), Miguel Ponce (25) ma al tempo stesso meno carismatici.


A centrocampo Andres Guardado (27 anni) ha ben figurato, facendo capire che può essere lui il nuovo leader del gruppo, mentre i compagni di reparto sono tutti relativamente giovani: Hector Herrera (24) e Javier Aquino (24) sono gli unici a giocare in Europa.


Davanti la vera sorpresa del mondiale messicano è stata sicuramente Giovanni Dos Santos, rinato rispetto al giocatore sempre in crisi in questi ultimi anni. Il trequartista del Villareal, a 25 anni ha fatto vedere cose veramente interessanti. Insieme a lui ha giocato spesso il 30 enne Oribe Peralta, con Javier Hernandez (26) relegato al ruolo di riserva e che dovrebbe cercarsi una squadra di club che gli garantisca più minuti in campo che in tribuna (o in panchina).


Complessivamente il gruppo è parso molto forte, con Ochoa, Guardado e Dos Santos destinati a diventare pilastri della squadra nei prossimi anni, raccogliendo il testimone di Salcido e Marquez.