Le eliminate: GHANA

Di Graziano Carlo Carugo Campi

La squadra africana manca ancora di un centravanti di peso

Il Ghana esce in malo modo dai mondiali, perdendo contro il Portogallo una sfida che avrebbe potuto lanciare agli ottavi gli africani. La squadra è parsa sull'orlo di una crisi di nervi sin dal primo giorno del mondiale, con il tecnico, Kwesi Appiah, che ha faticato per colpa di un gruppo poco concentrato, con le sue star concentrate su tutto fuorchè sull'obbiettivo primario della squadra. A farne le spese sono stati Kevin Prince Boateng e Sulley Muntari, cacciati per comportamento poco professionale in allenamento: il primo, tenuto spesso in panchina e non considerato un punto di forza della squadra dal tecnico, più per motivi caratteriali che per qualità in senso assoluto, difficilmente tornerà nuovamente a vestire i colori delle stelle nere, il secondo potrebbe essere reintegrato in futuro.


La squadra ha evidenziato anche in questo mondiale la mancanza cronica di un centravanti puro: Asamoah Gyan ha mostrato le solite grandi doti atletiche e il senso del gol ma continua a restare un giocatore troppo anarchico per essere considerato una prima punta e sulla stessa strada paiono essere i due fratelli Ayew, che hanno fatto vedere solo a sprazzi le loro qualità. Bene lo Juventino Kwadwo Asamoah, impiegato però sulla linea dei difensori e quindi poco propositivo in fase offensiva.


Nota positiva per gli africani la giovane età del gruppo: solo Michael Essien, apparso palesemente in crisi in questa stagione, ha più di 30 anni. Le stelle Nere sono pronte a tornare ad essere competitive già a partire dalla prossima coppa d'Africa.

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