Le eliminate: IRAN

Di Redazione

Iran che saluta il mondiale con molti problemi fuori dal campo che rischiano di rovinare il futuro della nazionale

L'Iran è quasi sicuramente al canto del cigno se, come sembra, Carlos Queiroz lascerà la selezione asiatica. Il governo iraniano non vede di buon occhio il calcio ed ha già fatto in modo di ostracizzare la selezione che ha partecipato a questo mondiale, ponendo veti e limiti e riducendo il più possibile le manifestazioni di gioia in onore della squadra.

Se gli iraniani hanno ben figurato, è anche merito di molti calciatori che non militano in patria e che potrebbero essere disincentivati a giocare ancora con la nazionale.


A livello di singoli, buone cose si sono viste dal portiere Alireza Haghighi, 26 enne  che gioca in patria, mentre in difesa Montazeri ha scalzato il più quotato Steven Beitashour, che gioca in America. Non inganni la buona tenuta della difesa iraniana nelle prime due gare: un ruolo fondamentale è da attribuire al gran lavoro dei mediani, che hanno praticamente sempre giocato come difensori aggiunti.


In mezzo al campo tanta volontà in fase di contenimento ma veramente pochissima qualità in fase di ripartenza ed impostazione: unica eccezione il mediano del Fulham, Ashkan Dejagah, che si è dimostrato in grado di coprire entrambe le fasi di gioco. Davanti, buon lavoro di Reza Ghoochannejahd, che è parso più adatto però a giocare con un attaccante a supporto che come unico punto di riferimento avanzato.