Le eliminate: ECUADOR

Di Graziano Carlo Carugo Campi

La nazionale ecuadoriana lascia la coppa del mondo a testa alta

L'Ecuador dice addio alla coppa del mondo con un pareggio di prestigio contro la Francia. La squadra di Reinaldo Rueda ha ben figurato, mettendo in grossa difficoltà la Svizzera nella gara d'esordio (vittoria elvetica in rimonta a fine gara) e battendo i diretti rivali dell'Honduras.


La squadra ha bisogno di essere rinnovata in difesa, dove il ricambio generazionale potrebbe essere comunque indolore, essendo gli "anziani" Walter Ayovi (34 anni), Jorge Guagua (32) e Oscar Bagui (31) niente più che discreti manovali del pallone. Juan Carlos Paredes (26) a destra e Fricskon Erazo (26) in mezzo non sono dei fenomeni: buon fisico, troppa esuberanza e disordine tattico.


Meglio in mezzo al campo, dove al passo d'addio potrebbe essere il solo Edison Mendez (35). Ibarra (22), Martinez (23) e Gruezo (19) sono dei giovani che hanno fatto esperienza in un gruppo che con Antonio Valencia (28), Christian Noboa (28), Luis Saritama (30) e Oswaldo Minda (30) può pensare di essere protagonista eventualmente anche in Russia nel 2018.


Davanti la sorpresa è stata Enner Valencia (25), che gioca in Messico ed è stato acquistato dal Porto già prima dei mondiali. Insieme a lui, Jefferson Montero (24) ha fatto vedere buone cose ma sembra acerbo tatticamente. Se la squadra dovesse trovare la quadratura in difesa, può essere una delle sorprese negli anni a venire.