Le eliminate: BOSNIA

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Futuro roseo per la giovane repubblica nata dalla ex Jugoslavia

La "prima" in assoluto della Bosnia Erzegovina ai mondiali non è stata entusiasmante: squadra che ha mostrato parecchi limiti ma che al tempo stesso potrebbe avere un futuro brillante nel panorama calcistico internazionale. Due le sconfitte, contro Argentina e Nigeria, che sono state frutto in parte della sfortuna e una vittoria contro l'Iran che ha regalato ai bosniaci la soddisfazione della prima vittoria della storia della giovane nazionale in una partita della coppa del mondo.


La squadra è relativamente giovane e ha tutto quello che occorre per ben figurare ai prossimi europei: del gruppo attuale, solo il capitano Emir Spahic (33 anni) e Zvjezdan Misimovic (32, "emigrato" in Cina) difficilmente saranno alla prossima competizione continentale. Edin Dzeko (28) e Vedad Ibisevic (29) sono all'apice della carriera, così come Senad Lulic (28).


 La squadra deve trovare la giusta quadratura in mezzo al campo e sperare che Kolasinac (20), Besic (21), Hajrovic (22) e Susic (22) continuino a crescere e diventino punti fermi di difesa e centrocampo, insieme ai già maturi Pjanic (24), Visca (24), Hadzic (24), Vranjes (24) e Bicakcic (24). La Bosnia è quasi pronta a sfidare Serbia, Slovenia e Croazia come regina del calcio slavo.