Le eliminate: ITALIA

Di Redazione

Parole dure dei protagonisti azzurri dopo l'eliminazione dell'Italia

Difficile commentare l'eliminazione dell'Italia. Con 60 milioni di italiani, ognuno sicuramente ha la sua ricetta. Noi partiamo dalle parole di Buffon, De Rossi e Prandelli: un attacco diretto a chi non si impegna, ma anche a chi ha convocato "figurine" "convocate così per sentito dire, per quello che vorrebbe o potrebbe fare, per quello che si dice possa fare ma poi non lo fa mai".


"Ci vuole serenità di giudizio e correttezza, onestà da parte di tutti perché spesso sentiamo parlare di ricambi, di gente vecchia, e poi alla fine a tirare la carretta sono sempre i Barzagli, Buffon, Chiellini, De Rossi e Pirlo. Ci vuole un po’ di rispetto, premiando e dando meriti giusti a chi si guadagna sul campo ciò, e non per sentito dire o per quello che vorrebbe o potrebbe fare, per quello che si dice possa fare ma poi non lo fa mai. Perché poi in campo bisogna fare, non altro. In campo si vede chi c'è. E chi non c'è, non c'è. E’ un fallimento, è inutile girarci intorno. C’è frustrazione".


Gianluigi Buffon.


"Non dobbiamo cercare alibi anche se ci sono state certamente delle componenti che hanno condizionato il risultato contro l’Uruguay. Dobbiamo ricordarci bene tutto però, e ripartire da uomini veri, non dalle figurine o dai personaggi. Questi non servono alla Nazionale. Le parole di Buffon? Le sottoscrivo in pieno e non perché mi ha messo tra quelli della vecchia guardia: noi incarniamo lo spirito giusto e noi ci mettiamo sempre la faccia. Chi non ha la stessa passione e lo stesso impegno può restare a casa".


Daniele De Rossi.


"Rassegno le mie dimissioni irrevocabili"


Claudio Prandelli.