Le eliminate: GIAPPONE

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Finisce l'avventura giapponese di Alberto Zaccheroni

Giappone che torna a casa dopo un mondiale decisamente negativo e imbarazzante. Alberto Zaccheroni, oggettivamente incolpevole ma già al passo di addio prima dell'inizio del torneo,  è stato tradito soprattutto dalle stelle che militano in Europa, gli stessi campioni che furono fondamentali per la vittoria della coppa d'Asia per il tecnico romagnolo.


La squadra nipponica si è segnalata per la grinta e la volontà, gettando il cuore oltre l'ostacolo in tutte le partite disputate ma l'inesperienza e lo scarso rendimento delle sue presunte stelle ha pesato come un macigno. Oltre la beffa, il danno: a passare è la Grecia, squadra sicuramente allo stesso livello di quella giapponese.


Il nuovo tecnico dei samurai blu ripartirà da una squadra giovane (solo Yasuhito Endo, 34 anni, è over 31) ma al tempo stesso dovrà convincere i suoi giocatori che militare in un club prestigioso non serve a nulla se poi si passa l'intera stagione a scaldare la panchina.


I peggiori della spedizione sono risultati sicuramente Keisuke Honda, 27 enne del Milan, e Shinji Kagawa, 24 anni del Manchester United: stelle di prima grandezza nel recente passato, hanno pagato scelte sportive che sono state più indirizzate da ragionamenti economici che sportivi.


Il milanista è reduce da una stagione estenuante tra Russia e Italia, dove ha faticato anche a trovare spazio: ottimo prospetto in Olanda qualche anno fa, il suo percorso di crescita si è interrotto col passaggio in Russia prima e si spera possa riprendere la prossima stagione a Milano.


Per Kagawa invece fatale è stato l'arrivo al Manchester United, dove spesso i paragoni sono stati fatti con un altro asiatico, il coreano Park Ji-Sung, che tuttavia aveva ben altre caratteristiche. La perdita di un talento come Takayuki Morimoto, da giovane considerato attaccante di indiscusso valore, poi persosi tra Catania e Novara, è stata anch'essa sinonimo di come spesso le scelte dei calciatori asiatici siano più dettate da procuratori che non guardano tanto al futuro del proprio assistito quanto ai benefici economici e d'immagine che portano un certo tipo di campionati e squadre.


Ripartire con umiltà e tornare a lavorare sui giovani è fondamentale per essere finalmente credibili a livello mondiale.