Le eliminate: COSTA D'AVORIO

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Finisce il ciclo di Drogba e dei fratelli Tourè

Finisce male l'epoca d'oro della Costa d'Avorio, che ha visto gli africani protagonisti a livello continentale e, sebbene a livello mondiale i risultati siano stati poco soddisfacenti nel 2006 e nel 2010, che ha sancito a livello internazionale la crescita indiscussa di un movimento calcistico destinato a diventare punto di riferimento in tutta l'Africa nei prossimi anni.


Finisce male dicevamo, contro la Grecia, per un rigore ingenuo provocato nei tempi di recupero, l'avventura di una delle nazionali africane più forti di sempre, forse seconda solo alla Nigeria del 1994 e al Camerun del 1990.

Boubacar Barry (34 anni), Didier Zokora (33), Kolo Tourè (33), Arthur Boka (31) e, soprattutto, Didier Drogba (36) e Yaya Tourè (31), sono sicuramente arrivati all'ultimo mondiale della carriera.


Dietro di loro c'è un abisso generazionale che spaventa: se davanti con Bony (25), Gervinho (27) e Kalou (28), la squadra può dire di avere attaccanti di livello internazionale (ma non paragonabili al miglior Drogba), in mezzo al campo, in difesa e in porta la situazione non è altrettanto rosea. Molti mestieranti, gregari che hanno anche il difetto di aver male assistito in questo mondiale le stelle più affermate, e poco carisma.


Ecco quindi che tutto ripartirà dai giovani, da Serge Aurier (21) in primis, autore di un mondiale che lo ha messo in ottima luce, e da Ismael Diomande (centrocampista, 21 anni), Jean Daniel Akpa-Akpro (difensore, 21 anni) e Sayouba Manè (portiere, 21 anni), tutti dotati di potenziale ma ancora lontani dall'essere dei fenomeni. Accanto a loro ci sarà Cheik Tiotè (27), mediano del Newcastle, e gli attaccanti Max Gradel, Mathis Bolly e Giovanni Sio, oltre che il portiere Sylvain Gbohouo e i difensori Constant Djakpa e Ousmane Viera: tutti gregari non in grado di garantire a livello mondiale un contributo importante.


Ecco quindi che Sabri Lamouchi, che difficilmente verrà riconfermato, o chi per lui (qualche mese fa si parlava di Giovanni Trapattoni, pista ormai tramontata), sarà chiamato a ripetere il miracolo dei primi anni 2000 quando dal ricco vivaio africano uscirono stelle di prima grandezza del calcio internazionale. La "materia prima" non manca, ripetersi sarà difficile, migliorarsi, forse impossibile.