Le eliminate: AUSTRALIA

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Pur priva di campioni, l'Australia esce a testa alta dal mondiale e ha una rosa molto giovane su cui puntare per il futuro.

Nonostante le tre sconfitte consecutive, l'Australia esce a testa alta da questo mondiale, avendo dimostrato uno stile di gioco aperto e aggressivo e potendo dire di aver retto il confronto con tutte e tre le avversarie contro le quali ha giocato.


La mancanza di esperienza, mista all'età avanzata dei suoi uomini chiave, è stata fatale agli uomini di Ange Postecoglu, tecnico australiano di origini greche, che potrebbe comunque venire confermato.


Tanti i giocatori alla prima volta in una competizione importante: tra i pali Mathew Ryan (22 anni) si è guadagnato il posto da titolare a scapito di Mitchell Langerak (25), riserva nel Borussia Dortmund che deve trovare assolutamente una squadra in cui giocare per non distruggere la sua carriera. Ultimo mondiale per Eugene Galekovic (33 anni).


Difesa molto giovane, con il solo Wilkinson (29 anni) che avrà più di 30 anni nel 2018, ai mondiali russi. Spiranovic (25), McGowan (24) e Davidson (22), pur non essendo parsi ancora pronti, hanno margini di crescita importanti, così come Bailey Wright (21), mentre Ivan Franjic (26), infortunatosi durante il mondiale, sembra ormai aver già raggiunto l'apice della carriera.


Due i giocatori che potrebbero essere all'addio in mezzo al campo: Matt McKay (31), che gioca nel Brisbane Roar e Mark Bresciano (34), vecchia conoscenza del calcio italiano. Incerto il futuro a lungo termine del capitano Mile Jedinak (29) e di Mark Milligan (28), incontristi, mentre Oliver Bozanic (25) e James Holland (25) possono essere i nuovi leader di questa squadra. Tommy Oar (22) e Ben Halloran (22), sono gli esterni che possono diventare buoni giocatori in Europa, insieme a Massimo Luongo (21), incontrista dello Swindon Town.


Davanti, l'addio più significativo sarà quello di Tim Cahill (34), mentre poco c'è da aspettarsi da Dario Vidosic (27) e James Troisi (25), due gregari. Mathew Leckie (23) e Adam Taggart (21), attaccanti centrali, hanno dimostrato di dover lavorare molto per raggiungere Cahill, unico vero attaccante "serio" di questa squadra ma hanno quattro anni per maturare la giusta esperienza.


Complessivamente, l'Australia è arrivata al mondiale senza esperienza, ma perderà solo un elemento chiave (Cahill) e tre comprimari (Bresciano, Galekovic e, forse, Mckay): le prospettive sono buone in chiave futura, se i suoi giocatori troveranno le squadre giuste in cui crescere.