Mondiale al via!

Di Redazione

Benvenuti all'evento calcistico dell'anno: inizia oggi un mondiale ricco di incognite, aspettative e speranze. Uno solo l'obiettivo dei tifosi: godersi lo spettacolo.

Finalmente ci siamo: dopo mesi di aspettative, promesse, progettazioni e sogni inizia il mondiale brasiliano. I padroni di casa partono con l'obbligo di vincere, l'Argentina sogna di ripetere lo sgambetto che fece l'Uruguay nel 1950 ai padroni di casa e le Europee vogliono vincere contro i pronostici che da sempre li vedono svantaggiati nei tornei disputati al di fuori dall'Europa (unica eccezione la Spagna, nel 2010).


Sarà il mondiale di tante giovani stelle, Neymar e Muller su tutti, o quello dei "veterani", come Iniesta, Messi, Cavani e Rooney? E l'Italia come si comporterà, presa dal talento bizzoso di Balotelli e Cassano, le sorprese Immobile e Insigne e l'esperienza di Buffon, Barzagli, Pirlo e De Rossi?


Tante domande, una sola certezza: il verdetto finalmente spetta al campo.


Sarà anche un mondiale ricco di incognite, forse oggi superiori persino a quelle che accompagnarono quello sudafricano: stadi non ultimati, terreni di gioco che sembrano tutto fuorchè perfetti, tensioni sociali e proteste che rischiano di stravolgere la competizione.

Se nel 2010 tutto sembrava, grazie anche alla presenza carismatica di un leader come Nelson Mandela, "normale", oggi di Brasile 2014 si può solo dire che la disorganizzazione sembra regnare sovrana: la sfida "del" governo brasiliano è diventata la sfida "al" governo brasiliano, mentre gli occhi già sono puntati alle prossime edizioni, in Russia (2018) e Qatar (2022), volute da quel Joseph Blatter che ancora domina la scena FIFA.


In ultimo, ma non di poco conto, sarà il mondiale delle eccezioni: timeout in campo, per sopportare il caldo tropicale, e telecamere intorno a tutte le porte per evitare i gol fantasma, esperimento tanto suggestivo quanto costoso e quindi poco praticabile a livello mondiale (paradossalmente) per le squadre di club.


Tante incognite, una sola certezza: ci sarà chi tifa Brasile, chi tifa Argentina, chi tifa Italia, chi tifa contro l'Italia, e via dicendo. Noi abbiamo un solo obiettivo: divertirci.


Che lo spettacolo abbia inizio!