Jurgen Klinsmann, allenatore degli Stati Uniti

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Vecchia conoscenza del calcio italiano, Jurgen Klinsmann è alla seconda esperienza in un campionato del mondo dopo Germania 2006, dove, alla guida dei tedeschi, uscì in semifinale ad opera dell'Italia di Marcello Lippi

Jurgen Klinsmann, nato in Germania, a Goppingen, il 30 luglio 1964, allena gli Stati Uniti dal 2011. Ex attaccante, ha iniziato la carriera da calciatore professionista con gli Stuttgarter Kickers, nel 1981. A 20 anni passa allo Stoccarda, squadra con la quale esplode e si segnala a livello internazionale: 79 reti in 155 gare di campionato gli valgono la chiamata da parte dell'Inter, fresca campione d'Italia, nel 1989.

In tre stagioni in nerazzurro non è fortunato: attaccante potente e irruento, alterna reti spettacolari ad errori clamorosi. L'Inter dei tedeschi Brehme, Matthaus e Klinsmann, non regge il confronto con il Milan degli olandesi Rijkard, Gullit e Van Basten: Klinsmann lascia Milano per trasferirsi al Monaco nel quale gioca per due anni prima di provare l'avventura in Inghilterra, con il Tottenham. Nel 1995 passa al Bayern Monaco nel quale gioca per due stagioni senza gran fortuna: nel 1997 prova a tornare in Italia ma l'avventura con la Sampdoria dura pochi mesi. Chiude la carriera con il Tottenham, che contribuisce a salvare da una retrocessione disastrosa. 9 reti in 15 gare con i londinesi, prima di dare l'addio definitivo al calcio, a 34 anni.

Con la nazionale inizia nel 1987 e chiude nel 1998: un titolo mondiale nel 1990 e l'europeo del 1996 sono i punti più alti della carriera nella selezione della Germania Ovest prima e della Germania unita poi.

Complessivamente vanta 108 presenze con 47 reti.

Nel 2004, a sei anni di distanza dal ritiro, viene chiamato ad allenare proprio la nazionale tedesca che guiderà fino al mondiale di casa, quando arriverà in semifinale, finendo sconfitto dall'Italia di Lippi poi campione del mondo.

La sconfitta non pesa sulla fiducia da parte della Federcalcio e dei tifosi ma Klinsmann decide di non rinnovare il contratto e si prende due anni sabbatici: riparte nel luglio del 2008, con il Bayern Monaco.

L'avventura dura meno di un anno: viene esonerato il 27 aprile 2009, nonostante risultati discreti, a seguito di differenze di opinioni con il management bavarese.

Altri due anni di pausa e Klinsmann è pronto a ripartire, il 29 luglio 2011 accetta di diventare allenatore degli Stati Uniti (dove da anni risiede): i risultati iniziali non incantano ma l'allenatore tedesco ottiene nel 2013 l'oro nella Gold Cup Concacaf, battendo Panama e la qualificazione ai mondiali di Brasile 2014 nel settembre sempre del 2013. Il suo contratto è stato rinnovato fino al 2018.

Ama un gioco d'attacco, che prevede una prima punta assistita da tre trequartisti e due terzini di spinta in grado di sfruttare i movimenti degli avanti.