Alberto Zaccheroni, allenatore del Giappone

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Partito dalla gavetta, Alberto Zaccheroni ha raggiunto l'apice con il Milan, grazie alla discussa vittoria di uno scudetto ai danni della Lazio. Dal 2010 allena il Giappone, con cui ha vinto una Coppa d'Asia

Alberto Zaccheroni, nato a Meldola il 1 aprile 1953, arriva al mondiale brasiliano alla guida di una nazionale giapponese con la quale ha già vinto una coppa d'Asia, nel 2011, e una coppa dell'Asia Orientale, nel 2013.

Romagnolo, è partito dalla gavetta, allenando squadre della Romagna prima della grande occasione che gli viene concessa dal Venezia, nel 1990. La chiave del suo successo è nella sua filosofia: ammiratore di Arrigo Sacchi e della difesa a zona, in un periodo in cui giocare a quattro in linea è ormai considerata una tendenza imprescindibile, con i lagunari ottiene una promozione storica in serie B, dopo 24 anni di assenza. Passato al Bologna (dove già era passato con successo un altro fautore del gioco a zona, Gigi Maifredi) non riesce ad ottenere risultati soddisfacenti: riparte l'anno successivo con il Cosenza, che porta a sfiorare la promozione partendo da nove punti di penalizzazione.

Nel 1995 la sua maturazione tattica è completa e se ne accorge l'Udinese dei Pozzo, che lo portano alla sua prima esperienza in serie A. Modulo rivoluzionario: 3-4-3, con tridente formato da da Poggi, Bierhoff e Amoroso. I tre formeranno un attacco affiatato e complementare e l'Udinese agguanta un quinto e un terzo posto in campionato.

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Gli ottimi risultati lo portano sulla panchina del Milan, nell'anno del centenario: è subito scudetto, in rimonta sulla Lazio. Non sboccia però l'amore con Silvio Berlusconi, che mal vede una difesa schierata a 3: al diktat del presidente di giocare con quattro difensori, i risultati iniziano a mancare, con il tecnico ufficialmente sfiduciato dalla proprietà e incapace di motivare lo spogliatoio. A marzo è addio.

Dopo due anni approda alla Lazio dopo poche giornate di campionato, squadra alla quale aveva strappato lo scudetto proprio con i rossoneri: l'avventura dura solo una stagione. Ancora un anno di inattività per lui, prima della chiamata all'Inter, che prende in mano a campionato in corso, in sostituzione di Hector Cuper: ottiene la qualificazione alla Champions league ma, come successo alla Lazio, non arriva la riconferma.

Curiosamente, per la seconda volta è Roberto Mancini a prendere il suo posto.

Gli anni successivi sono sfortunati: allena il Torino nel 2006, finendo esonerato in primavera, e traghetta una Juventus allo sbando nel dopo Ferrara (2010) con dirigenza e diversi calciatori ormai già "esautorati" e molti giocatori che iniziano a pensare al successivo mondiale sudafricano. A campionato finito, gli subentrerà Gigi Delneri.

Il 30 agosto 2010 inizia l'avventura come selezionatore, con il Giappone. Oltre ai successi già citati, nel giugno del 2013 ha fatto del Giappone la prima squadra qualificata al Mondiale brasiliano. Oggi predilige giocare con un 4-2-3-1, che punta molto sulla forza di trequartisti come Keisuke Honda (Milan) e Shinji Kagawa (Manchester United).

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