Paulo Bento, allenatore del Portogallo

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Dopo uno sfolgorante inizio di carriera con lo Sporting Lisbona approda sulla panchina della Nazionale. Grazie alla stella Cristiano Ronaldo supera la Svezia nello spareggio ed approda alla fase finale di Brasile 2014

Paulo Jorge Gomes Bento, nato a Lisbona il 20 giugno 1969, è un ex centrocampista difensivo che ha giocato principalmente in Portogallo, in particolare nelle file di Benfica e Sporting Lisbona e, per quattro anni, in Spagna, nell'Oviedo.

Regista e incontrista, ha giocato per 17 anni tra i professionisti, prima di appendere le scarpe al chiodo nel 2004. In nazionale dal 1992 al 2002, ha sempre trovato una concorrenza agguerrita nel ruolo (soprattutto da parte di Paulo Sousa e Costinha) ma è riuscito comunque a collezionare 35 presenze, partecipando ai mondiali del 2002 e raggiungendo le semifinali degli europei del 2000.

Leader dello spogliatoio, fin da giocatore è sembrato predestinato a una grande carriera da allenatore: appena chiusa l'esperienza da calciatore gli viene affidata la primavera dello Sporting Lisbona e dopo un anno, nel 2005, la panchina della prima squadra, subentrando all'esonerato José Peseiro a metà stagione.

I risultati alla prima stagione sono eccezionali: la squadra si classifica seconda, alle spalle del Porto, e raggiunge la qualificazione diretta per la Champions League, impresa che ripeterà l'anno successivo.

Punto di forza del tecnico lusitano è il rapporto con i giovani: sotto la sua guida esordiscono in prima squadra, diventando fondamentali per le fortune del club, Nani, Joao Moutinho e Miguel Veloso. Nel 2006-2007 i primi successi: ancora secondo in campionato, a un solo punto di distanza dal Porto, riesce comunque a conquistare la coppa di Portogallo e la Supercoppa.

Nonostante le difficoltà finanziarie, i buoni risultati in patria proseguono anche la stagione successiva quando, con una squadra rivoluzionata, riesce ad ottenere la terza qualificazione consecutiva alla Champions League (e un altro secondo posto). In coppa di Portogallo è bis: sconfitto per il secondo anno consecutivo il Porto campione di Portogallo, impresa che ripeterà vincendo anche la Supercoppa.

I risultati ottenuti e i trofei vinti, in sole tre stagioni, lo rendono il secondo allenatore più vincente della storia del club e gli valgono il soprannome di Papa Taças (il mangiacoppe). Nel 2008-2009 i risultati sono positivi anche in Europa, dove raggiunge il passaggio del primo turno di Champions League, prima di venire letteralmente asfaltato dal Bayern Monaco. Ancora secondo posto in campionato, dietro al Porto, e sconfitta in finale di Coppa del Portogallo, ai danni del Benfica: è l'inizio della fine, con i tifosi che iniziano a mal digerire il calcio difensivo e "capelliano" del tecnico che l'anno successivo rassegnerà le dimissioni, il 5 novembre 2009.

Dopo poco meno di un anno, nel settembre del 2010, Bento viene chiamato dalla federazione lusitana per sostituire Carlos Queiroz, oggi tecnico dell'Iran ai mondiali, che aveva iniziato in malo modo il girone di qualificazione per Euro 2012: raggiungerà le semifinali con il Portogallo, uscendo sconfitto ai rigori dalla poi campionessa d'Europa, Spagna.

Durante le qualificazioni per Brasile 2014 ha raggiunto il secondo posto nel gruppo F, dietro alla Russia di Fabio Capello, riuscendo ad ottenere poi l'ammissione al mondiale grazie alla vittoria contro la Svezia di Ibrahimovic negli spareggi. 21 punti in 10 gare il ruolino di marcia nel girone, composto anche da Israele (doppio pareggio fatale), Azerbaigian, Irlanda del Nord e Lussemburgo.

Predilige giocare con un 4-3-3 che vede l'impiego di un centrocampista difensivo davanti ai due difensori centrali e due esterni offensivi (Ronaldo e Nani) capaci di assistere la prima punta ma soprattutto di approfittare del gioco di sponda di quest'ultima. Ama aspettare l'avversario per poi sfruttare le ripartenze.

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