Jorge Sampaoli, allenatore del Cile

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Uno dei pochi allenatori a non avere una carriera da calciatore professionista alle spalle. Di nazionalità argentina, la sua carriera ha una svolta in Cile dove arriva al successo con l'Universitad de Chile

Jorge Luis Sampaoli Moya, allenatore del Cile, non è stato un calciatore professionista: la sua carriera di centrocampista termina infatti con le giovanili del Newell's Old Boys, a causa di un grave infortunio. La rattura di tibia e fibula stroncano la sua carriera a soli 19 anni.

Nato a Santa Fe, in Argentina, il 13 marzo 1960, la sua avventura di allenatore inizia a livello amatoriale negli anni '90. È nel '97 che viene "riscoperto" da Eduardo Josè Lopez, presidente del Newell's, che gli offre la possibilità di allenare la squadra riserve del club, l'Argentino de Rosario.

Dopo quattro stagioni con l'Argentino, arriva la prima chiamata tra i professionisti: il club peruviano del Juan Aurich lo assume per guidare il club di Chiclayo. L'esperienza non è delle migliori: cinque sconfitte, due pareggi e una sola vittoria in otto gare con l'Aurich. L'addio arriva in maggio ma dopo soli due mesi arriva la chiamata dello Sport Boys, altra squadra peruviana.

La serie di club semisconosciuti (a livello mondiale) continua: Coronel Bolognesi (Perù) e Sporting Cristal sono le ultime due tappe peruviane, prima del passaggio in Cile, dove la sua carriera arriva a una svolta. La prima avventura inizia con il Deportivo O'Higgins nel 2008. Dopo due anni positivi arriva la chiamata dello Sport Emelec, dove resterà solo per il 2010, quando l'Universidad de Chile, uno dei club più prestigiosi del paese, decide di affidargli l'incarico di capo allenatore: in due stagioni, è trionfo, con vittoria di due tornei di Apertura (2011 e 2012), uno di Clausura (2011) e, soprattutto, una Copa Sudamericana (2011).

Alla luce di questi successi, la federazione cilena decide di affidargli la guida della nazionale nel 2013, in sostituzione di Claudio Borghi.

Allenatore offensivista, ama variare la posizione dei suoi giocatori rispetto al ruolo nella squadra di club. Molti addetti ai lavori lo paragonano, come tattica, a un altro grande allenatore argentino: Marcelo Bielsa.