Miguel Herrera, allenatore del Messico

Di Graziano Carlo Carugo Campi

Miguel Herrera arriva sulla panchina del Messico in un momento di grande difficoltà per la squadra centro americana. Il suo è un calcio molto difensivo che punta sul rendimento dell'unica star della squadra: Chicharito Hernandez

Miguel Ernesto Herrera Aguirre nasce a Hidalgo in Messico, il 18 marzo 1968. Ex calciatore, inizia con l'Atlante, nel 1986. Con la squadra di Cancun giocherà in ben 4 momenti diversi, fino al ritiro, nel 2000. Altre squadre in cui ha giocato sono il Santos Laguna, il Queretaro e il Neza. Difensore alto solo 1 e 68, ha vestito la maglia della sua nazionale in 14 occasioni, dal '93 al '94. È soprannominato "Piojo" (la pulce).

Arriva alla panchina del Messico nel 2013: inizia la carriera da allenatore con la sua ex squadra, l'Atlante, due anni dopo il ritiro, nel 2002. Nel 2004 passa al Monterrey, nel 2008 al Veracruz per il campionato di clausura, nel quale otterrà la salvezza del club, prima di passare al Tecos. Licenziato nel 2010, ritorna all'Atlante, prima di diventare allenatore dell'America, nel 2011.

Nel 2013 il suo primo successo da allenatore, con la vittoria del campionato di Clausura con l'America. Qualche mese più tardi, rimpiazza Victor Manuel Vucetich sulla panchina del Messico, diventando il quarto allenatore della selezione nel giro di un mese: la vittoria contro la Nuova Zelanda negli spareggi per le qualificazioni al mondiale di Brasile 2014 gli vale la conferma sulla panchina del "Tricolor" fino al termine del torneo iridato.

Predilige giocare con un 5-3-2 che punta soprattutto sul rendimento dei suoi attaccanti, Chicharito Hernandez su tutti.